E dire che allora non aveva ancora vinto il Nobel, altrimenti chissà cosa sarebbe successo.
Lei era una studentessa tra i 22 e i 24 anni, non ricordo bene.
E non ricordo neppure cosa studiasse. Era andata ad intervistarlo e–com’è come non è–lui, il grande attore-regista, era riuscito a trombarsela, anche se avrebbe potuto quasi essere suo nonno.
Ma la cosa comica è che lei, appena tornata a casa, ha raccontato tutto al suo ragazzo.
Lui allora è andato dal grande attore-regista, incazzato nero, a dirgli che doveva vergognarsi di trombare con una che poteva quasi essere sua nipote.
Il grande attore-regista, invece di vergognarsi, l’ha raccontato a Frantz e gli ha anche detto: “Ma questa scema, perché ha raccontato tutto al suo ragazzo?”
Frantz l’ha raccontato a me, perché il grande attore-regista gli aveva detto che io so usare bene la voce e così Frantz cercava di convincermi a entrare nella sua compagnia di attori dilettanti per recitare i lavori del grande attore-regista-autore e spettegolava di lui in continuazione, proprio come una bagassa vecchia.
Franz–quando gli avevo detto che lo spettacolo del attore-regista-autore al teatro municipale era già tutto esaurito–mi ha detto: “Gli parlo io!’ e poi mi ha telefonato: “Puoi andare a sederti sul palco insieme agli altri giovani!”
Io ci sarei anche andato a sedermi sul palco–sono meno timido di quello che sembra–ma Linda: “Manco morta!”
E Linda aveva un viso che ricordava quello di Mia Farrow–ma meglio–e il resto era assolutamente meglio!
Prima dello spettacolo io e il grande attore-regista abbiamo parlato un po’, ma non sapevamo cosa dirci. Lui ha detto: “Abbiamo le stesse scarpe” e io “Si, ma le mie non sono di marca.” Poi abbiamo continuato a guardarci le scarpe.
Io e Linda ci siamo seduti su due sedie appena dentro le quinte (si dice così?) e abbiamo visto tutto di profilo.
Il grande attore-regista è stato magnifico e Franz si è dimostrato un’ottima spalla, traducendo l’altrimenti misterioso umorismo di lui, e io ho riso moltissimo, ma Linda–che non capiva una mazza di quello che faceva lui–ha detto che praticamente non ho fatto altro che piangere.
Quando la rappresentazione è finita, il grande attore-regista è scappato di corsa dal palcoscenico ed è venuto a fermarsi con il volto a dieci centimetri da quello di Linda.
Boh?!
Insomma, adesso che l’ho raccontato–anche se a quasi trent’anni di distanza–sono diventato un po’ famoso anch’io e anche un po’ cornuto.