Archive for September 14th, 2011

September 14, 2011

È proprio vero: dalle rape non si cava sangue!

 

 

 

Sul sito di ProGReS  continua la discussione sulla politica linguistica.

Riporto un brano di un intervento di Omar Onnis.

“Sul discorso della lingua dei dominatori, be’, a dire il vero anche il sardo-sardo non è altro che la lingua dei dominatori. E che dominatori! È latino volgare appena appena modernizzato. Non mi pare una obiezione fondata, questa. Tanto più che il dato storico con cui dobbiamo confrontarci è che l’italiano è oggi una lingua dei sardi più del sardo stesso (a dolu mannu nostru, podimus annanghere, si credes). Mettere il sardo alla pari con l’italiano, in questa condizione socio-linguistica di dilalia, significa recuperare il sardo a un livello decisamente più elevato di quanto non sia mai stato. Questa cosa è importante o no? “

Con amici così, non abbiamo più bisogno di nemici!

In bonora!

 

September 14, 2011

Dalle rape non si cava sangue

Oggi le visite al blog sono raddoppiate e non è ancora sera.

All’inizio non capivo, poi mi è arrivato un messaggio su FB: <<”Io ritengo che Murgia leda i miei diritti linguistici, rifiutandosi di scrivere in sardo.” Deliri mattutini sul sito di Roberto Bolognesi.>>

Era un amica che mi informava che la divina Kelledda mi stava facendo pubblicità sulla sua pagina di FB

Deus ti ddu paghit, Kelle’!

È vero che gli intellettuali non sono tenuti a sottoscrivere il giuramento di Ippocrate.

I medici non possono rifiutarsi di curare i meno abbienti, anche se in America–quel grande paese–lo fanno.

Linguisti e scrittori invece si.

Linguisti e scrittori non sono tenuti da nessuna convenzione etica a intervenire a favore delle lingue minacciate.

A Kelledda non passa neppure per la mente che io, Sardo, abbia diritto a leggere dei buoni romanzi sardi in sardo; che abbia diritto a vedere sviluppati i registri alti e tecnici della lingua; che abbia diritto a ricevere una risposta in sardo quando mi rivolgo a qualcuno in sardo.

Kelledda, penso, si sente minacciata nei suoi diritti individuali–e in effetti le cose stanno proprio così!–dal mio fare appello al diritto collettivo a una lingua “normale”, in cui si possono fare tutte le cose che normalmente si fanno.

L’italiano è una lingua “normale” perché noi tutti, continuamente, sovvenzioniamo l’italiano con i nostri soldi. Comprando i libri di Murgia, in effetti state sovvenzionando la lingua che viene usata per distruggere il sardo e le altre lingue minoritarie dello stato italiano.

È chiaro che questa situazione, per quanto infelice, è anche inevitabile. Non smetterei di comprare La Repubblica per questo motivo.

Ma quello che ho detto io non è che Murgia nega i miei diritti linguistici perché scrive in italiano.

Ho detto che lo fa perché si rifiuta di scrivere in sardo.

Kelledda non ha sottoscritto il giuramento di Ippocrate.

Nessuno può imporle di produrre anche delle opere che aiutino a rendere il sardo una lingua “normale”.

Scrive soltanto nella lingua che le garantisce quattrini e notorietà.

Fin qui non ci sarebbe niente di eccezionale: l’Italia e il mondo sono pieni di gente che pensa soltanto a se stessa.

Infatti, né l’Italia né il mondo se la passano molto bene di questi tempi.

Ma Kelledda dice di essere a favore dell’ indipendenza della Sardegna!

E la cosa più strana di tutte è che i suoi amici indipendentisti non trovano strano tutto questo.

Deliri mattutini?

Macché: dalle rape non si cava sangue!

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