I Sardi parlano tutti l’italiano?

Stando a questi dati [della ricerca sociolinguistica], l’italiano risulta essere la lingua principale per i Sardi, tranne che all’interno della famiglia e con gli amici.

Ma occorre precisare che, per il modo in cui è stata impostata la ricerca sociolinguistica, il termine “italiano” viene usato dagli intervistati per indicare ciò che gli intervistati stessi ritengono costituisca la lingua “italiana”. Non è quindi possibile sapere fino a che punto le strutture della lingua indicata come “italiano” dagli intervistati corrispondano poi a quelle dell’italiano standard. Questo limite della ricerca viene parzialmente ammesso dagli stessi curatori: “La nostra ricerca non ci permette di dire alcunché degli italiani regionali, in particolare dell’italiano regionale della Sardegna.” (Le lingue dei Sardi:12, nota 8)

Una cauta ammissione sulla vera natura del cosiddetto “italiano” parlato dai Sardi, la si trova alla stessa pagina della ricerca: “Come provvisoria conclusione si può dire che, almeno da questi ultimi dati [quelli che si riferiscono a gli uomini, i più anziani, i meno istruiti i residenti nei centri minori e coloro che sono cresciuti in una famiglia in cui si parlava una lingua locale], il dominio della lingua ufficiale sembra subire qualche incertezza, se non altro nella sua integrità. Se, come si vedrà più avanti, l’uso del codice linguistico nazionale risulta via via più dominante nel passaggio dai contesti informali a quelli più formali dell’interazione, e dai discorsi “bassi” a quelli più alti, va sottolineato come questo codice linguistico riceva una “patinatura”, più o meno accentuata, dalle parlate locali.”

In altri termini, Anna Oppo, la curatrice del capitolo e coordinatrice dell’intera ricerca, ammette che quello che lei chiama, con terminologia fortemente ideologizzata, “codice linguistico nazionale” in realtà costituisce, per molti parlanti e nell’uso concreto in molte situazioni, un ibrido linguistico che certamente non corrisponde all’italiano standard. Nella presentazione dell’intera ricerca, da parte dei vari curatori, con il termine “italiano” si indica perciò ambiguamente qualsiasi forma linguistica che si situi tra il sardo meramente rilessificato (“italiano popolare”, usato dagli anziani incolti) all’italiano standard parlato da almeno una parte degli intervistati con i titoli di studio più alti.

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7 Comments to “I Sardi parlano tutti l’italiano?”

  1. MA SONO DAVVERO COSI’ TANTI I SARDI CHE PARLANO IL SARDO?
    Nella presentazione dell’intera ricerca, da parte dei vari curatori, con il termine “SARDO” si indica perciò ambiguamente qualsiasi forma linguistica che si situi tra L’ITALIANO meramente rilessificato (“SARDO…”, usato dai GIOVANI COLTI) al SARDO… parlato da almeno una parte degli intervistati con i titoli di studio MENO alti.

    • È possibile che sia così! Grazie al fannullismo delle università italiane di Sardegna non sappiamo niente della situazione linguistica reale. Non sappiamo che italiano si parli e non sappiamo che sardo si parli. Ah, ma quante belle etimologie che si fanno i nostri accademici!

  2. …bos devides fagher unu dziru peri sas biddas o tzitades de Sardinna,…
    a iscurtare su pius de sas pessonas,dzovanas,cun calicuna o pius de una classe de iscola superiore,…
    cando a parrer issoro allegant in “” italianu””…
    Cherides intender sa traduidura letterale de sas frasias dae su Sardu a s’italicu ???
    Po issos est totu normale,e si bi lis fagher notare,…adiosu…
    Pustis ,cun cst’amisturu chi faghent,si proant a allegare su Sardu,…b’at de si ‘etare manos a conca,opuru,…Bi nd’at de si nde fagher una ‘entre de risu…

  3. Ja.so what? What’s the point Mr.Gurugnesu?

    • Sa cosa est ca si non faeddas bene su sardu, custu non tenit cunseguentzias praticas. Si faeddas male s’italianu non acabbas sa scola e non agatas trrabballu. Custos pitzocos sunt ancora presoneris de sa kistione linguistica

  4. Apo domandadu a unu nebode meu de bint’annos, pesadu a limba sarda, si nde connoschiat de piseddas chi arrejonaiant in sardu. M’at torradu chi nono e chie lu faeddaiat, sos mascros pro su prus, bi nd’aiat de si ghetare sas manos a pilos e de si nde los istratzare puru, pro sa povertade de si limbazu chi impitaiant iscumbatendelu cun su suo. Epuru e pro fortuna in bidda bi nd’at galu chi imparant sos fìgios in limba primarza sarda. A dolu mannu sunt semper e solu fizos de pastores.

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