Un sardo che non conosce il sardo (o gallurese-sassarese o tabarkino o algherese) è un ignorante.

Come era prevedibile, eccovi un’altro post insolente.

Come reagirebbero le anime belle se un italiano rivendicasse il diritto di non conoscere l’italiano?

Se questo italiano ipotetico dicesse: “Io non ho mai imparato l’italiano, perché a casa non me l’hanno mai insegnato”, le anime belle direbbero forse  “Hai ragione, non impararlo”?

Io direi: “Sei un ignorante e un mandrone cagato, perché se davvero volessi impararlo,  un po’ dai libri, un po’ vincendo l’imbarazzo, l’italiano l’impareresti, semplicemente parlandolo. Magari all’inizio faresti un po’ ridere, ma in pochi mesi saresti in grado di esprimerti in modo dignitoso e di capire quello che in italiano viene detto e scritto”.

Perché per il sardo le cose dovrebbero andare diversamente?

Eppure succede che, quando denunci l’assurdità costituita dagli intellettuali sardi che si esprimono esclusivamente in italiano, qualcuno ti accusi di volere la dittatura del sardo (vedi  Su Teraccu nel mio post precedente).

Peccato che nel mondo reale le cose vadano in modo esattamente opposto: chi non sa esprimersi in italiano (quasi) standard viene cacciato ai margini della società e chi non conosce il sardo viene premiato, assegnandoli un ruolo dirigente: due pesi e due misure per trattare la stessa forma di ignoranza.

Citatemi un caso–uno solo!–di parlante monolingue del sardo che sia diventato presidente anche della associazione più scagazzata che vi possa venire in mente!

UN CASO! CITATEMELO!

Ammesso che si trovi ancora qualche parlante monolingue di sardo…

Ma le anime belle di questo non parlano mai: già, perché, credo siamo  tutti d’accordo nel ritenere che un parlante monolingue di sardo sia da considerare un ignorante, nevvero?

E i parlanti monolingui di italiano?

Questi avrebbero ragione di offendersi quando io, insolentemente, li chiamo: “Mutilati e invalidi di guerra linguistica”.

E in effetti è sbagliato chiamarli così: funt sceti mandronis cagaus e oportunistas acotzaus a su poderi coloniali italianu.

Non esistono corsi di sardo che i mandronis potrebbero frequentare? I partiti sedicenti indipendentisti e/o nazionalisti li esigano nei loro programmi politici!

Non esiste una forma unitaria della limba condivisa da tutti i sardi, o almeno dalla maggioranza di essi? I partiti sedicenti indipendentisti e/o nazionalisti la esigano nei loro programmi politici!

La vera insolenza esibita in questi giorni è quella costituita dall’ambiguità e dalla disonestà  intellettuale di certa gente che si proclama “indipendentista”.

Il fatto che la nostra vera lingua sia ancora gravemente minacciata dall’imperialismo linguistico italiano e l’altro fatto che la cosiddetta “lingua italiana” in Sardegna compare in forme non standard, che vengono penalizzate dalla scuola e comportano la marginalizzazione sociale dei sardi, vengono sistematicamente ignorati.

Malgrado tutte le denunce effettuate.

Insomma, le parole forbite delle anime belle servono a nascondere la violenza a cui ancora sono sottoposti i ceti subalterni e la cultura della Sardegna.

Io uso l’insolenza per denunciare la loro violenza.

8 Comments to “Un sardo che non conosce il sardo (o gallurese-sassarese o tabarkino o algherese) è un ignorante.”

  1. La domanda nasce spontanea. Sono un sardo che conosce solo l’italiano, e sono pure un disoccupato in cerca di un lavoro appena appena decente (mi accontento di poco, anche un call-center): il mio poco tempo disponibile mi consente di studiare solo un’altra lingua, oltre all’italiano (di più non mi è davvero possibile). Mi consiglia l’inglese, o il tedesco, o il cinese, o lo spagnolo, o il sardo?

  2. Grazie Bolognesi. Finalmente ti vedo scrivere qualcosa contro i copywriters sardi che stanno dietro alla scritta tutta sgrammaticata del manifesto della Volkswagen.
    Peccato che li hai difesi fino ad ora, invece di dire da subito che quel manifesto è una cosa ignorante e offensiva, dato che fa credere a chi legge che quello è il modo corretto di esprimersi in sardo per iscritto.

    • Cosa ofensiva?
      Esagerau!
      Ma comenti-si-siat, deu apu sempri nau ca est una cosa simpatica a biri ca is strangius scriint in sardu.
      E chi nci pensas unu pagu, custa cosa puru at a agiudai a fai de su sardu una lingua “normali”

      • Lo sai benissimo anche tu che quella cosa la potevano scrivere solo dei sardi, non degli italiani, perché è scritta così da cani… l’italiano o il tedesco avrebbero cercato lo stardard, non così introvabile. 😉 sei paraculo, a volte mi piaci per questo, ma stavolta no. Eri tu il primo che ti dovevi rivoltare contro quella schifezza, invece l’hai difesa. Non ti ho capito proprio.

  3. @ tzizzu
    Senza ironia e senza retorica: il sardo.
    Primo perché lo impareresti davvero–le lingue si imparano parlandole–secondo perché è più importante capire la realtà in cui vivi se vuoi funzionare all’interno della realtà in cui vivi. Pensi davvero che, nella tua situazione, potresti davvero imparare l’inglese in modo sufficiente da permetterti di trovare un lavoro? Quasi certamente l’hai già studiato per anni alle medie inferiori e superiori e ancora non l’hai imparato. Ti sei chiesto perché? Continuare a studiarlo in quel modo ti darebbe l’illusione di fare qualcosa di concreto per migliorare la tua vita .
    Esattamente come i tuoi genitori ti hanno parlato nel loro italiano improbabile–come quello di tutti i sardi della loro generazione–anziché in sardo, pensando così di garantirti un futuro.
    Ti hanno preparato invece alla disoccupazione: oggi parli l’italiano regionale di Sardegna (stigmatizzato a scuola e dalle istituzioni) e non capisci a pieno la realtà della Sardegna, visto che ti perdi tutte le sfumature che vengono ancora espresse soltanto in sardo.
    E per di più tutti ormai parlano quell’italiano improbabile, per cui il farlo non ti da nessun vantaggio sulla concorrenza nel mercato del lavoro.
    E poi, il dilemma che tu ti poni ( “serve di più una lingua veicolare o una lingua dell’identità?”) è il solito falso dilemma che si pongono gli Italiani monolingui. È la giustificazione che gli Italiani ignoranti si creano per giustificare la propria ignoranza. Ti è servito a qualcosa parlare soltanto l’italiano?
    Ti servirebbe a qualcosa conoscere anche il sardo?
    Vedi tu, ma sapere di più–anche solo per il fatto di aver usato di più il cervello–è sempre meglio che sapere di meno. O no?
    Tra l’altro ti informo che pare proprio sicuro che il bilinguismo–qualunque forma di bilinguismo–aumenti le capacità cognitive.
    Visto che sei disoccupato, avresti poi tutto il tempo di studiare l’inglese–senza impararlo–e di imparare il sardo–senza studiarlo.
    Mai sentito parlare di plurilinguismo?
    Se poi sei solo un “furbo” che crede di mettermi in crisi con questo pseudo-buonsenso, ma in effetti sei un poliglotta estremamente colto e sofisticato–magari sei Umberto Eco himself!–ti invito a leggerti quello che scrivono in Bilinguaslism matters: http://www.bilingualism-matters.org.uk/.

    Tene-ti contu!

  4. Sono indubbiamente paraculo, ma questa volta forse no…
    A scrivere il manifesto sono stati dei Casteddaius inniorantis: su questo non ci piove. È scritto come scrivono il sardo i giornalisti dell’Unione Serva.
    Ma a ordinarglielo sono stati o i Tedeschi o gli Italiani. Anche su questo non ho quasi dubbi: ce li vedi quei tzeracus azzardarsi a fare una roba del genere? Mabbai!
    E allora? “A caval donato non si guarda in bocca!”
    Accanirsi così su quel manifesto è sbagliato.
    A bortas tocat puru a s’acuntentai.
    E intanto: “Sa VW fueddat in sardu!”
    Quanto allo standard: “Cale standard?”
    Sa LSC est sceti unu linguagiu amministravu pro is documentos in bessida de sa Regione. Ita nde naras de sa Grafia Sarda Comuna chi so imperende innoxe?

    • Ti naro ca la cumprendo, atera cosa no isco. E ti naro puru ca sos chi si spantant pro su sardu in bucca a sos istranzos mi faghent lastima. Si ti l’ammentas, sunt colados deghe annos de sa die chi su tenore de Neoneli aiat fattu unu triballu de importu mannu in sardu: tottu “Procurare ‘e moderare” de Mannu, onzi ottava, cantada a boghes alternas, a bortas de issos e a bortas de cantadores continentales famosos meda (Ligabue, Elio, Baccini, Guccini, Branduardi, e calincunu ateru chi no m’ammento). Sos sardos si ndi sunt affutidos. Tottus sos continentales de italia e de germania podent faeddare su sardu: si sos sardos no lo cherent faeddare no b’est volswagen, no b’est guccini e no b’est mancu Bolognesi.

  5. Semus ambos fatende sos profetas. 😉 amus a bier!

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: