Contorsioni linguistiche e confusione mentale

 

Nel suo articolo “Contorsioni linguistiche” (http://www.psdaz-cagliari.it/?p=1105) Michele Podda fa una gran confusione.

Nel presentare le diverse posizione nel dibattito sul sardo unitario, si limita ad elencarle, senza prendere posizione sull’eventuale correttezza delle critiche che vengono mosse alla LSC, ma suggerendo che si tratterebbe sempre di critiche fondate. Podda si milita a dire che queste critiche vengono da personaggi prestigiosi.

Così riporta come  se fosse una verità : “Il suo “assemblaggio” [della LSC, fatto] in laboratorio e la distanza dalle parlate naturali”.

E riguardo alla distanza dalle parlate “naturali” (le parlate che crescono da sole sugli alberi?) trascura anche lui di dire che l’unica distanza accertata in modo scientifico è quella che ho stabilito io. E naturalmente trascura di dire che la distanza tra la LSC e il sardo di Abbasanta è inferiore al 10%.

Insomma, siamo alle solite.

Michele Podda, nel suo desiderio di apparire imparziale, ghetat totu a pari: affermazioni verificabili e calunnie spudorate e mille volte rigettate in quanto infondate.

Provi invece a riflettere sul fatto che se la LSC oggi ha la forma che ha–secondo me, non la migliore possibile–questo è dovuto anche a personaggi che oggi la combattono ferocemente, come il Prof. Paulis e Mario Puddu. Questi due linguisti sono tra i maggiori responsabili del fatto che la LSC non si sia avvicinata di più al sardo meridionale e non possa essere pronunciata in modo più evidente secondo le regole dei vari dialetti locali.

Quanto all’opposizione LSC (o un’altro standard grafico) e dialetti locali, questo è soltanto l’ultimo sotterfugio adottato dai nemici del sardo per continuare la loro opera distruttiva.

LSC è perfettamente compatibile con la ricchezza di varietà locali, soprattutto se si apportano alcuni miglioramenti alla proposta originale. Il sardo è una lingua fondamentalmente unitaria e le sue varietà sono mutualmente intelleggibli.

Si tratta soltanto di esplicitare in che modo una grafia standard corrisponda alle varie pronunce locali.

Michele Podda legge il mio blog e queste cose le sa.

Perché non le scrive?

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