Interventu de Vito Biolchini

Vito Biolchini est intervennidu in sa discussione ki est sighida, in su blog de Paulu Maninchedda, a sa pubblicatzione de su documentu de s’universidade de Sassari.

Innoxe torrat a pubblicare sa respusta cosa sua a is academicos tataresos.

 

Radio Press (l’emittente che dirigo) da anni partecipa ai bandi della Regione per la messa di onda di notiziari e programmi in lingua sarda. Posso dire con orgoglio che la nostra esperienza (iniziata oltre dieci anni fa) è stata presa per certi aspetti a modello. Leggere le osservazioni dell’Università di Sassari mi ha fatto cadere le braccia. Mi fermo solamente al primo punto:

1) Nel piano triennale (=PT) si insiste, a più riprese, sulla necessità di emancipare le lingue regionali dalla cultura tradizionale che esse riflettono e ‘agganciarle’ sic et simpliciter al mondo moderno e ai suoi contenuti: bisogna tuttavia considerare che, agli occhi dei parlanti, le lingue locali, che si identificano primariamente con la propria varietà dialettale e non con uno standard calato dall’alto, sono legate strettamente a quella cultura tradizionale che si vorrebbe superare d’un balzo. Occorre dunque contemperare il reale con le aspirazioni: ogni forzatura, ogni assenza di gradualità produrrebbe degli strappi e forti sensazioni di straniamento.

Ecco, basterebbe fermarsi qui per capire che siamo di fronte a persone che non hanno idea di quale successo e risultato positivo per la lingua abbiano avuto i programmi di tutte le emittenti radiofoniche (tutte) che, su precisa indicazione della Regione, hanno parlato in sardo delle cose normali, della vita di tutti i giorni e non delle nobilissime tradizioni popolari sarde.ù
Trasmissioni di intrattenimento puro, giornalistiche, musicali (pagate quattro lire quattro perchè sulla lingua tutti parlano ma nessuno investe) che hanno riconciliato con la lingua sarda tantissimi ascoltatori.
Il pubblico le ha seguite con passione, e tu sai bene che Cagliari i sardo parlanti non sono moltissimi. E nessuno dei nostri ascoltatori ha avuto niente da ridire, anzi.
Per cui lo straniamento di cui parlano i professori sassaresi ce l’ho io quando leggo documenti come il loro.
Non solo. E’ evidente che l’Università di Sassari vuole buttarla in rissa evocando la tanta contestata LSC. Ma ti posso assicurare che mai (mai) la Regione è intervenuta chiedendoci di usarla: mai. Neanche quando abbiamo scritto in sardo sul nostro profilo Facebook, chiedendo ai nostri ascoltatori di intervenire in diretta e di interagire con i nostri conduttori.
In conclusione: mi limito al punto uno e dico in tutta sincerità che è frutto di una posizione retrograda, reazionaria e accademica (nel senso deteriore del termine: cioè lontano dalla realtà).

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