La legge è uguale per tutti

“Vittoria manna de Su comitau pro sa limba sarda e de su Movimentu linguisticu. Su Rettore de s’Universidade de Tatari at scunfessadu pagos professores cuntrarios atzetende de fagher insinzare a su mancu pro su 50% in sardu veicolare e in gadduresu, tataresu, tabarchinu, catalanu, inue si faeddat, in sas letziones pro sos cursos de formatzione de sos insinzantes chi imprean su sardu in sas iscolas.”

Certo che c’è da essere molto contenti, ma anche da essere molto preoccupati,

In fondo, quello che è prevalso è soltanto il principio elementare che la legge è uguale per tutti. È molto preoccupante che per mesi abbiamo dovuto sollevare tutto questo casino per impedire che l’università di Sassari applicasse “criticamente” il Piano Triennale, cioè si cuccasse i quattrini della legge 26/97 per fare tutt’altro da quanto stabilito dal consiglio regionale.

Siamo riusciti a impedire la truffa, mirata più che altro a sottrarre una parte consistente dei fondi destinati al sardo.

Don Rodrigo e i suoi bravi questa volta non hanno trovato un pavido Don Abbondio disposto a dar loro retta e soprattutto noi non abbiamo lasciato solo chi ha avuto il coraggio di opporsi alla prepotenza dei nemici del sardo.

Abbiamo evitato che la legge venisse violata da chi pensa di essere “più uguale degli altri”, gente che nel proprio delirio di onnipotenza pensava di potersi sostituire al legislatore in nome della propria presunta superiorità.

L’Università non è al servizio della politica, ma obbedisce a logiche di applicazione di standard internazionali riconosciuti sul piano scientifico.”

Una faccia tosta incredibile.

Questi degni vicari dell’Italia in terra sarda si erano illusi di poter applicare anche da noi l’essenza del berlusconismo–a sua volta massima espressione dell’italianità–facendosi beffa delle regole stabilite democraticamente dai rappresentanti politici del popolo sardo.

Sono stati sconfitti, ma la vergogna costituita dal loro disprezzo per la legalità democratica e per il nostro popolo rimane.

Quindi adesso bisogna continuare a vigilare: in fondo quello che di nuovo è successo è che abbiamo costretto il lupo a sorvegliare il gregge, anziché permettergli di mangiarselo.

Ma questi lupi abramidos riusciranno a resistere alla tentazione?

Megius a timer ki a provare!

5 Comments to “La legge è uguale per tutti”

  1. La presente solo per affermare, con forza, che non ho sconfessato alcuno né ho intenzione di farlo: confermo la mia piena fiducia alla Commissione di Ateneo per la lingua sarda e le lingue minoritarie della Sardegna, nelle elevatissime competenze che in essa trovano espressione e nei progetti didattici e scientifici che essa realizza per l’Ateneo di Sassari. Confidando che in futuro si evitino strumentalizzazioni di questo tipo.
    Attilio Mastino – Rettore dell’Università di Sassari

  2. Il Rettore ha meritoriamente sconfessato prima se stesso con le dichiarazioni riportate da Paolo Pillonca su La Nuova, Contrariamente a quanto affermato più volte e sottoscritto in documenti che hanno innescato la polemica contro l’uso della lingua sarda nelle scuole e per l’insegnamento in lingua sarda e alloglotte, rifiutando l’insegnamento frontale e veicolare almeno al 50% nei corsi di formazione per insegnanti teso proprio all’introduzione della lingua sarda e delle alloglotte nelle scuole, limitandolo ai soli laboratori, Il Rettore avrebbe dichiarato di accettare, dopo le numerosissime proteste del movimento linguistico sardo, il principio che almeno il 50% di insegnamento veicolare lo sia anche nei corsi , confermandolo nei laboratori, come appunto previsto nel piano triennale 2008-2010.
    Se queste dichiarazioni fossero una manovra dissimulatrice tendente a insegnare solo nelle materie prettamente linguistiche al 50% mentre rimane l’intenzione di insegnare tutte le altre materie in italiano, sarebbe molto grave.
    Mentre l’Università di Cagliari procede speditamente nel suo progetto includente il 50% di insegnamento frontale e veicolare, dall’Università di Sassari, in fortissimo ritardo, si minaccia di andare per la propria strada, cioè di insegnare le tante materie insegnabili ai docenti nei corsi in italiano invece che in sardo, gallurese, tabarchino, sassarese e catalano, anche con risorse proprie e rinunciando ai finanziamenti regionali.
    Francamente dichiarazioni così “barrose” non fanno neanche sorridere .
    Una scelta di questo tipo, politica e non didattica, non passerebbe certamente sotto silenzio né sarebbe tollerata in alcun modo dal movimento linguistico che si attiverebbe in tutte le sedi perchè venga criticata , monitorata , contrastata e se necessario sanzionata.
    Sarebbe quindi anche il caso, per meglio comportarsi in futuro, che il Consiglio regionale istituisse una Commissione d’inchiesta per verificare come sono stati spesi i rilevantissimi finanziamenti alle Università e monitorandone i risultati sulla base della legge regionale 26 a partire da prima del piano triennale 2008-2010.
    Sarebbe un atto dovuto di trasparenza e di chiarimento verso l’opinione pubblica.
    Comunque tutto si vedrà meglio quando il progetto dell’Università di Sassari, a fronte di ben 750.000 euro regionali vedrà finalmente la luce con il supporto della commissione paritetica costituita recentemente.
    Solo allora si verificherà la corrispondenza delle dichiarazioni alla realtà.

  3. Pro come su Rettore at fattu dichiaratziones in sa Nuova e ateras cuntraditorias in Sardegna24.Forsis intendet issu e sos ateros talebanos antisardu, chi no ischin insinzare in sardu, fagher sos furbos. A legher su chi ana iscrittu in custas dies si cumprendet ene chi sun contra s’isvilupu de sa limba sarda e sun arretrados meda. Pensare chi sun in s’universidade pro insinzare a sos insegnantes chi cheren insinzare su sardu e sas alloglotas in s’iscola, benit a mente sos lupos fattos a pastores..Forsis custa dichiarazione est dissimulatzione de unu pensu cuntrariu a sa limba e a su movimentu linguisticu. Sun pius de 30 annos chi custa matta mala colonialista tenet raighinas in s’universidade. Naran chi an a fagher cursos finas rischiende de perdere su inari de sa regione. Tando forsis est bennida s’ora de si mobilitare pro fraigare un’Universidade sarda privada de linguistica e cultura de sa Natzione sarda. Tando amus a nos ponner in cuncurrentzia e no an a mancare medas professores fintzas universitarios fintas istranzos chi cheren bene a sa Sardigna e giughen bastante professionalidade.

  4. Chie est chi at bintu?

    Amigu istimau, sa limba depet bincher, e no àteru. E si abbrandamus cante cante su narinzu e pessighimus su ‘e fagher, sortinde a pare unos e àteros, est capassu chi che nde tiramus pedes, chissai!

    P.S.
    Mira ca ti nde naro duas in su blog Psdaz (http://www.psdaz-cagliari.it/?p=1105&cpage=1#comment-433) po “trochizadas e machìghines”. A nos bier sanos.

  5. Oh robè, faidia intendi!!

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