Le amnesie selettive del Mastino

Attilio Mastino, Rettore Magnifico dell’Università di Sassari, ha una memoria di ferro.

Ricorda esattamente le date cruciali del movimento per la lingua, ma stranamente non ricorda che i ritardi dell’approvazione della legge regionale sulla lingua e la cultura sarda , che lui attribuisce al consiglio regionale, non sono dovuti alla negligenza del consiglio , ma alla raffica di bocciature che sono arrivate da parte dei vari governi italiani e della corte costituzionale.

L’ultima bocciatura, dovuta alla corte costituzionale è del 1994. Soltanto nel 1997–sarà un caso che ciò sia avvenuto dopo il II Convegno del Sardinian Langua Group, a Quartu, ai cui lavori ha assistito anche l’allora Prefetto XX, rappresentante in Sardegna del governo e a cui hanno partecipato linguisti di tutta l’Europa?–il governo italiano, presieduto da Romano Prodi, non si è opposto alla nuova legge regionale: la 26/97.

Ma che coincidenza che il Mastino dimentichi quanto l’Italia abbia osteggiato la volontà dei Sardi di riportare le proprie lingue alla normalità!

http://www.francopiga.it/francopiga/index.php/uri-ss-arvada-2011/532-uri-2011-attilio-mastino-1.html

 

2 Comments to “Le amnesie selettive del Mastino”

  1. mamma mia, ma dove li trovi tutti quei post🙂 sarebbe stato meglio postare parte II del suo intervento che è ancora più stupido…http://www.francopiga.it/francopiga/index.php/uri-ss-arvada-2011/533-uri-2011-attilio-mastino-2.html (attenzione, logica italiana, dovete cliccare “precedente” per arrivare al”successivo”).

    ma parliamo prima del link che hai lanciato… si fa un pò finta che in quei tempi non fosse successo niente in generale.

    In tutta Europa si sentiva una crescente rilevanza negli anni Novanta è il dibattito sulle lingue in pericolo… ma anche prima, pensiamo al libro di Salvi, alla Propusta de leze rezionale del Partito Sardo D’Azione e nello stesso anno pensiamo alla Spagna dopo la morte di Franco (1975) e anche in Italia i Friulani con la loro legge regionale nel 1996 hanno lanciato una pietra… e infatti, non si dimentichi la conferenza a Quartu con la presenza di linguisti tedeschi e inglesi che hai menzionato tu!

    Certo, anche le univeristà sarde hanno dato un contributo, ma per piacere, lui esagera (e infatti fa finta come se i sardi si fossero svegliati tardi, invece di ammettere che lo stato italiano in realtà non voleva la tutela delle lingue minoritarie e in pratica è stato “costretto” dalla pressione da fuori e interna.

    E nenache la legge del 1997 in realtà è stata veramente “approvata” dallo stato italiano (così come quella dei Friulani del 1996- parliamone chiaro) perché era contro la legge 117 della legge italiana che non viene quasi mai citata… inutile far finta che la gloria si trovi nella legge 1997…e nelle università sarde. l’unica legge che ha avuto importanza alla fine è stata infatti quella famosa del 1999 implementata dallo stato italiano.

    (a parte il fatto che non ho mai conosciuto più grandi fascisti nei confronti della lingua e cultura sarda come alcuni docenti dell’università di Sassari).

    ma andiamo avanti… mi fa anche un pò ridere che il PROF. Mastino, laureato in lettere e storia si debba leggere da un foglio le denominazioni della Sardegna.

    Parte II del suo intervento è imbarazzante.

    Perché? Lui parla di tutte le lingue che si parlano in Sardegna. Sappiamo tutti che siamo in difficoltà, ma lo ritengo inutile di parlare del Tabarchino o del Algherese (o in parte il Sassarese, anche se lì la “lacana” è già più difficile da capire). Lo ritengo inutile anche se sono lingue della Sardegna, parlate in Sardegna. Ma non sono lingue che fanno parte del sistema linguistico sardo. Per ciò, se parliamo del sardo, parliamo del sardo!

    Non vedo nessun problema se i docenti usano la loro varietà parlata e che insegnano UNA lingua scritta. È così in tutto il mondo! bho! (anche qui a parte il fatto che non mi piace la LSC com’è attualmente, per motivi che ho già espresso in altre occasioni). Ma comunque, il pensiero di avere UNO standard scritto come “lingua di plastica” è troppo stupido. Chi ha mai detto che un docente di Muravera debba parlare in LSC. Certamente, si dovrebbe “aprire” e cercare di non usare il colpo di glottide e parlare piano. Ma dove cavolo è il problema? Certamente, si può criticare che la LSC così com’è ora è troppo “logudorese” e parlanti di altre zone non si possono identificare con questa grafia. Ma va cambiata la proposta della grafia e non l’idea di usare nessun sardo scritto, o ogniuno il suo, o peggio l’italiano!

    E infatti, poi va avanti menzionando Giovanni Spano (anche se poi pur troppo finisce lì la seconda parte dell’intervento… bene, la tecnica italiana non è il massimo🙂 Scusate, ma la proposta di Spano per un sardo unificato non la ritengo molto lontana dalla LSC. Ma si può capire perché fanno sempre un brodo dove ci buttano dentro tutto?

    Vi dico io la verità?

    1. Est una bregungia chi ant fatu custu atobiu in limba italiana, ca nois innoi, Guido Mensching pro primu in sas presentadas cosa sua chstionat semper in sardu e totu sa atera gente chi bennit a allegare subra’e sa limba sarda (in s’universitade e puru in su Tzirculu sardu de Berlinu), ddu faxet in sardu (eo puru) e puru in Sardigna ddu apo gei biu! Custu depit torrare a esser una cosa normale! Cherrent imparare su sardu a is ateros e non ddu impreant? bho.

    2. Est totu pseudo, ca si cumprendit chi issos che lexent totu su tempus de unu fozu, s’ant pessau totu in italianu innantis, sunt faxende chrescher sceti sa limba italiana cun dinari chi tocant in beridade a su sardu.

    3. Sighinde cun custas allegas subra is ateras limbas de sardinga bollint ganare tempus ca non ddu ischint nimancu issos comente imparare su sardu a s’atera gente, peroe su dinari pro sa facoltade ddu bollint su matessi.

    4. De custa manera s’at a morrer su sardu e torrat a esser su sardu beru una limba de plastica comente in unu museu e s’at a allegare de su sardu peroe in italanu.

    5. Chie est su Hobby-linguista, istimadu Prof. Mastinu (iscuja, Mastino)… deo gei ddu apo cumprendiu chini est!

  2. ci si ricorda sempre di quello che “si vuole ricordare” aspettiamo una seria discussione della legge regionale sulla lingua e la cultura sarda che in realtà ancora deve avvenire

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