Caro Mastino, chi la fa l’aspetti!

Caro Mastino, dopo aver visto la seconda parte del suo intervento a Uri:

http://www.francopiga.it/francopiga/index.php/uri-ss-arvada-2011/533-uri-2011-attilio-mastino-2.html

ho pensato: “Ma questi sono proprio come i Giapponesi! Prima attaccano gli Americani a tradimento e poi si lamentano che quelli non facciano la guerra con le spade da samurai, ma con le bombe atomiche.”

Voi siete abituati alle insinuazioni perfide e calunniose, a ignorare semplicemente i lavori che vi danno fastidio, a sussurrare veleni nelle stanze giuste e al riparo dagli sguardi indiscreti.

Come è cominciata questa “guerra”, per usare le sue stesse parole?

Con la pubblicazione sul sito di Paolo Maninchedda di un articolo di Giovanni Lupinu in cui si afferma che il lavoro “commissionato” dalla regione “a sostegno” della LSC è “scientificamente trabballante”.

Giratela come volete, ma questo è un grave insulto.

Oltretutto è una vigliaccata, perché non si mette in condizione il lettore di verificare se l’affermazione di Lupinu sia vera o falsa. Quale è il titolo del lavoro attaccato? Chi l’ha effettuato? Dove è pubblicato?

Da un punto di vista scientifico quello che ha fatto Lupinu è scandaloso: lo ripeto, soltanto in Italia si pubblicano porcherie del genere.

Anziché “Filosofia morale della Sardegna”, a Sassari sarebbe ora che si studiasse filosofia della scienza.

Insomma, chi si è posto al di fuori delle regole della comunità scientifica è Lupinu, e mal gliene incolse.

Ma passiamo agli insulti che lei, con quei suoi modi affabili–e lo dico senza ironia–ha rinnovato ad Uri e che sono direttamente collegati ai pettegolezzi di Lupinu.

“La LSC è di plastica!”

Non so se lei abbia mai sentito parlare di Karl Popper.

Il grande Popper ci ha insegnato che di una certa teoria scientifica non si può mai dimostrare la veridicità, ma soltanto la falsità.

Secondo Popper–e io lo seguo fedelmente–sono scientifiche soltanto le teorie falsificabili.

Ora, la sua teoria insolente (“La LSC è di plastica”) non è falsificabile: in effetti è soltanto una stupidaggine buttata lì per svilire il lavoro mio e di altri.

Ma naturalmente, dato che voi siete una grande potenza mediatica e politica, siamo noi ad avere un problema, non voi.

A voi basta lanciare l’insulto nell’arena, con quel vostro tono affabile, e poi sono cazzi amari per gli altri, visto che poi i media riporteranno le vostre scemenze e la gente (quella che vive di “senso comune”, come dite voi) sarà disinformata quel tanto che basta a renderci la vita difficile.

Conoscendovi e pensando già tutto il male possibile di voi, sono stato io a proporre all’allora Assessore Pilia la ricerca che poi ho effettuato, con lo scopo di verificare (non confermare) il rapporto tra la LSC e le varietà tradizionali del sardo.

Dalla mia ricerca risulta che la LSC coincide per oltre il 90% con il sardo di Abbasanta.

Ora, poniamo pure che io sia quel “linguista la cui etica è stata messa in discussione da linguisti sperimentati”, come insinua quell’altra farfallina leggera leggera di Marinella Lörenczi, sempre sul sito di Maninchedda.

Questo cambia qualcosa sulla mia affermazione?

Nulla! Io potrei essere anche più bugiardo di Berlusconi, ma tutto quello che conta è stabilire se quel dato sul rapporto tra LSC e sardo di Abbasanta è vero o falso.

In altri termini, la mia è una affermazione scientifica, in quanto perfettamente falsificabile.

Avete avuto 4 (quattro) anni per farlo, perché non l’avete ancora fatto?

Vi ho perfino fornito i dati sul mio blog (che leggete, come si sa), vi ho perfino detto a chi potreste rivolgervi per effettuare nuove misurazioni.

Non avete fatto nulla, tranne continuare a ripetere i vostri insulti.

Volete rispetto?

Cominciate voi a rispettare le regole del gioco della scienza.

Lo stesso vale per le sue affermazioni gratuite sull’esistenza di tre (ma non erano due?)  varietà del sardo. Lei si appella al “senso comune”–cioè a quei pregiudizi che voi contribuite in modo determinante a tenere in piedi–e sceglie di ignorare che due lavori totalmente indipendenti (il mio e quello di Contini) hanno già falsificato quanto affermato dal “senso comune”.

Non è possibile tracciare confini netti tra le varietà del sardo, meno che mai è possibile individuare una varietà nuorese.

No, caro Mastino, non si possono calpestare tutte le regole e poi attendersi rispetto.

Voi non vi comportate da scienziati, ma da politici.

E come politici vi comportate da nemici della scienza e da avversari del sardo.

Avreste fatto meglio a non bombardare Pearl Harbour.

P.S. A proposito dell esperanto: chi vive esperanto, muore …!

2 Comments to “Caro Mastino, chi la fa l’aspetti!”

  1. Caro Roberto,
    i tuoi ragionamenti sono scientificamente ineccepibili, solo su una frase proporrei una picoclea correzione, quando scrivi:

    “Conoscendovi e pensando già tutto il male possibile di voi, sono stato io a proporre all’allora Assessore Pilia la ricerca che poi ho effettuato, con lo scopo di verificare (non confermare) il rapporto tra la LSC e le varietà tradizionali del sardo.”

    Al posto della parola “verificare” , avresti dovuto usare la parola “controllare”. Essendo anch’io scientificamente popperiano come te, per Popper le teorie non si verificano, si controllano, restano scientificamente valide sino al momento in cui qualcuno non riesce a falsificarle.
    Tu afermi che il tuo studio e quello di Contini hanno falsificato il vecchio paradigma.
    I difensori del vecchio, non l’hanno capito o fanno finta di non capirlo (per difendere miseri interessi), porta pazienza, il tempo farà chiarezza su ogni cosa.
    Ma, nel portare pazienza continua a scagliare le tue bombe atomiche, mi raccomando!
    Purtroppo bisogna prendere atto che le università sarde sono gestite , da mezze seghe, che invece di premiare la scientificità sono occupate dai nepotisti e dai figli di papà
    saluti

    mauro

  2. Ciao e grazie. Con “verificare” i ho tradotto il termine inglese “to verify”, che poi è quello che ho appreso durante il mio training. Cambia qualcosa?

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