Siamo uomini o Italiani?

 

Un paio di inteventi di amici di amici su FB mi hanno fatto girare le palle in modo sano e giusto.

Continuano a raccontare la menzogna del “tutti in Sardegna parlano l’italiano”.

Questa menzogna è tra l’altro propagata anche da alcuni amici–alcuni, ma molto influenti–di ProgReS: è il paradosso della Sardegna, in cui ci sono la sinistra che se ne fotte dei diseredati (linguistici) e gli indipendentisti che promuovono a lingua dell’identità la lingua dell’imperialismo culturale della democrazia più corrotta e ridicola del mondo, dalla quale vogliono staccarsi.

Ma basta! Siamo uomini o Italiani?

Eccolo qui di nuovo il vizio così tipicamente italiano di eleggere l’incoerenza e la disonestà intellettuale a virtù.

Visto che questi signorotti, interessati soltanto alla gestione del proprio feudo e dei propri interessi personali, continuano a raccontare balle, io continuo a rompergliele.

In Sardegna si parla un continuum di varietà che vanno dal sardo (o gallurese o sassarese o algherese o tabarkino)  all’italiano standard.

Non lo dico da oggi e non sono stato il primo a dirlo (si veda “L’italiano regionale di Sardegna, Loi Corvetto, 1983).

Nei miei lavori rappresento il continuum nel modo seguente:

Pretendere che tutti i Sardi attingano in modo uguale da questo continuum significa essere dei bugiardi spudorati: basta ascoltare come parla la gente per strada per sapere che non è vero.

Oppure significa che i nostri eroi evitano con cura di frequentare quei luoghi in cui la realtà linguistica della Sardegna risulta evidente.

E i nostri eroi sono di sinistra o indipendentisti!

Ai nostri eroi si è aggiunto la novella superstar della sinistra, il Sindigo di Cagliari.

Il Signor Sindigo non ha sentito la necessità di inserire tra i suoi programmi la valorizzazione del sardo.

Perché Signor Sindigo?

Perché?

Questa è tutta gente che vive di rendita sulla latitanza e reticenza dei linguisti italiani, i quali si guardano bene dal mettere in luce il rapporto tra dispersione scolastica e situazione linguistica.

La provincia di Cagliari era fino a poco tempo fa ai vertici della non invidiabile classifica.

Non so come stiano oggi le cose, né spetta a me fare tutto il lavoro.

Ripropongo allora un articolo che ho scritto un annetto fa.

Fra le righe si può leggere quello che i linguisti italiani non fanno.

Signor Sindigo, glielo devo spiegare io qual’è il rapporto tra il far appendere il cartello con la scritta STAMPAXI e la dispersione scolastica?

Mi faccia sapere!

E se fosse l’italiano a sparire?


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