Dov’erano le due Walchirie?

Massimo Zedda si è scusato per il suo errore.

Non è un gesto da poco.

Nci bolit su tanti de s’omini.

E io sono doppiamente contento: come partigiano della limba e come uomo di sinistra. Sono anni che cerco di far capira alla sinistra sarda che il tema dei diritti linguistici è uno dei campi di azione naturali della sinistra. Adesso comincio a crederci.

Se Zedda si è scusato, vuol dire che ha riconosciuto che dimenticare di menzionare il sardo nelle sue intenzioni programmatiche non è stato un errore da poco.

E vuol dire che le critiche–per altro tutte molto garbate–che gli sono arrivate dal movimento per la lingua gli sono servite.

Ma dov’erano gli strenui difensori della “diversità linguista minacciata dalla LSC e da qualsiasi tentativo di unificazione del sardo”?

Dov’erano quei coraggiosi militanti campidanesi quando c’era da difendere il sardo di Cagliari dall’imperialismo linguistico italiano che, per inerzia, rischiava di continuare, nei programmi del comune, a inquinare la capitale dei Sardi senza resistenza alcuna?

Dov’erano le due walchirie della facoltà di lettere?

Questa volta la pulzella di Sarroch e la dolce sposa transilvana non hanno fatto udire le loro vocine stridule.

L’On. Lupinu non ha ululato la sua solidarietà al sardo campidanese.

Il Dinosauro Manca manca anche lui all’appello.

Già, questa volta il pericolo non veniva dal sardo, ma dall’italianizzazione coatta della Sardegna.

Anche questa volta, le walchirie e il resto dello zoo non hanno perso l’occasione per dimostrare la loro disgustosa ipocrisia.

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