Ultimo post sulla scrittura nuragica

Scrivere del passato fa moltiplicare il numero di visite al blog.

Ma non è il mio compito parlare di queste cose.

Lo fanno già persone molto più competenti di me sul blog di ZF Pintore.

Io per chiudere questa serie di interventi mi limito a dire che ritengo estremamente improbabile che una civiltà così avanzata tecnologicamente come quella che ha costruito quel numero enorme di nuraghi e che padroneggiava la metallurgia non avesse una scrittura.

Ho scritto altamente improbabile, non impossibile.

Questo signfica che ritengo che le tavolette di Tzricotu siano molto più probabilmente di origine “nuragica” e che contengano delle iscrizioni, piuttosto che di origine bizantina che contengano delle semplici decorazioni.

Ecco perché non mi accontento dell’analisi stilistica effettuata da un’unica persona.

Le probabilità che abbia ragione sono scarse.

Oltre a questo, che strumenti ha usato Paolo Benito Serra per effettuare la sua analisi?

Le sue conoscenze e la sua stessa capacità di analisi: insomma, la sua è un’analisi impressionistica e, in quanto tale, soggetta a tutti i limiti di questo tipo di analisi. Non conosco Serra e mi guardo bene da mettere in discussione la sua buona fede, ma se penso a tutte le cantonate che ho preso io–e tutti quelli che conosco–in perfetta buona fede, beh, allora la sua analisi non mi soddisfa proprio.

Ecco perché occorrono delle analisi strumentali, per sottrarre il nostro giudizio ai condizionamenti soggettivi di cui è facilmente vittima la mente umana.

Non occorre essere degli archeologi per capirlo.

Basta avere un’idea anche approssimativa della metodologia scientifica.

La cosa più sorprendente in tutta questa storia è l’apparente mancanza di curiosità da parte degli archeologi.

L’ancora più sorprendente mancanza di dubbi.

Non si tratta di smentire Gigi Sanna o di confermarne l’interpretazione.

Si tratta di verificare l’ipotesi altamente probabile che i “nuragici” conoscessero la scrittura.

Mi sembra molto strano–anzi, sospetto–che agli archeologi questo non interessi.

3 Comments to “Ultimo post sulla scrittura nuragica”

  1. Sì, ‘sospetto’. Hai detto bene. I giorni che verranno (non tanti) diranno perchè. Almeno credo. Ci sono altri documenti in dirittura d’arrivo che non ‘iteresseranno’, anche se pubblicati (naturalmente come sono pubblicati, ovvero da incompetenti, a ‘sa macconatza’) da coloro che avrebbero tutto l’interesse, anche giornalistico, di gridare al mondo che scrittura formidabile avevano i nuragici. Ma diamo tempo, al tempo.

  2. Concordo sulla necessità di un’analisi scientifica del materiale di Tzricottu. Da lì poi si dovrà partire per capire che c’entrino quei caratteri fenici inseriti maldestramente entro una ordinata serie di gigli fiorentini e di disegni che sembrano di epoca molto più vicina a noi.
    Fatta la tara di queste ragioni, rimane comunque inaccettabile la ricostruzione lessicale e linguistica fatta da Gigi Sanna.

  3. Caratteriri fenici? Pensavo che fossi scomparso per la la tua manifesta incapacità a saper trattare l’epigrafia. Insisti? Non capisci nulla e insisti? Bada che non sono io che ti ho fatto quei rilievi. Vuoii essere ‘bastonato’? Accomodati!

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: