Questi pezzi di merda italiani riescono a trasformare perfino Gramsci in una merda italiana come loro!

Sceti su fueddu “locale” impreant po nai ca Gramsci fiat sardu: Gramsci e l’identità italiana

Is Italianus funt arrogus de merda!

4 Comments to “Questi pezzi di merda italiani riescono a trasformare perfino Gramsci in una merda italiana come loro!”

  1. Sì Robè, in Micromega, quel ‘locale’ è un poema. Ma non c’è da stupirsi. C’è, purtroppo con applausi, un becero nazionalismo granditaliano ( mitologico alla Benigni sino alla vergogna) in quell’articolo ammantato di internazionalismo di maniera. Ho scritto una volta in un post a commento che Gramsci vomiterebbe spesso per l’analisi strumentale che si fa su di lui. Hai notato il finale di quell’articolo di autoincensamento? La Padania! Ecco il rospo! L’assillo dei comunisti gramsciologi e gramsciani che in quei territori non beccano più voti e dove a mandarli a quel paese è proprio il loro elettorato contadino e operaio (persino gli immigrati votano Lega). Mica l’autore dell’articolo s’interroga con modestia su come avrebbe agito Gramsci ( il Gramsci freddo e riflessivo, il Gramsci ‘computer’ umano, dalla metodologia di studi severissima universalmente accettata), sul Risorgimento e sul dato politico -sociale ed economico della cosiddetta Padania! Mica riescono a capire (nonostante dicano di studiarlo ogni minuto ed ogni secondo) che Gramsci si sarebbe chiesto in primo luogo il motivo per cui egli stesso, Gramsci, viene aspramente ‘criticato’ dagli storici circa il suo pensiero sul Risorgimento e in secondo luogo perchè nell’Italia della postindustrializzazione e della ipertecnologia c’è il fenomeno Lega ( e in Sicilia e nel Meridione di oggi il fenomeno montante dei cosiddetti ‘forconi’). Si replica nella maniera pegggiore, con l’insulto, con una violenza che è direttamente proporzionale alla incapacità di riflettere sui dati empirici.Sul ‘presente’, come avresti detto tu. La ‘realtà’ va studiata e non demonizzata. Altrimenti niente da fare: quell”egemonia’ che rincorri (ammesso anche che con Internet tu possa più riacquistare) nostalgicamente non solo non la raggiungi più ma la vedi sempre più sparire all’orizzonte. Tanto scrivo ( e mi sento autorizzato a scrivere, nonostante da 15 anni non mi interessi più di politica) perchè in Oristano i libri di Gramsci editi da Einaudi ( quelli famosi con la copertina grigia) e le poesie e i romanzi di Pasolini li facevo conoscere io quando nelle scuole degli anni Cinquanta Gramsci e Pasolini erano degli illustri sconosciuti. Eretici e anticristiani all’indice che i parrcoci qualche volta, nei loro sermoni, additavano come diavoli. Erano due intellettuali che affascinavano perchè usavano bene la testa, ‘rivoluzionari’ veri, quelli che, con un certo successo il sottoscritto e pochi altri , riuscirono a far accettare ad un sardismo (ormai alla frutta) che ripudiava non solo il Lussu ‘rosso’, ma tutti quei pensatori che non erano ‘sardisti’ per tessera. Addormentati per fanatismo. Eppure si era ad un passo da quella contestazione che poi avrebbe infiammato il dibattico politico, economico e sociale (con i grandi motori dei pensatori della Scuola di Francoforte) di tutto il pianeta.

  2. o rob, ma cust’omine in sa foto, est su babbu de nanni, est bustianu falconi? bella meda🙂 ma cantos annos tennit imoi? depit esser mannu🙂 mi parrit chi gei cincu annos faxet, fit prus beciu de 90? o no. a si biri

  3. 91 cròmpidos a su 19, e s’ammentat semper de a tie. Ciao Alex.

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