Ugas come continuatore dell’idealismo lilli(p)u(z)iano

Giovanni Ugas scrive nella sua replica (La resistenza degli Iliesi: qualche risposta ai commenti) ai commenti seguiti al suo articolo: “Ovviamente furono costretti a collaborare con i vincitori, ma ciò non significa che non avessero più contatti, benché non semplici, con quella parte della loro gente che si era rifugiata sui monti per combattere gli invasori, e che anch’essi nutrissero, benché meno espliciti, sentimenti di libertà. ”

Anche Ugas, come altri intellettuali sardi legati al potere, evidentemente possiede la macchinetta per leggere i pensieri e misurare i sentimenti.

A questi continuatori dell’idealismo crociano–lilli(p)u(z)iano, nella fattispecie–posso soltanto dire che la scienza è tale soltanto quando fa delle affermazioni verificabili, falsificabili.

Il resto è letteratura, letteratura fantasy.

Ci provi lei, Ugas, a spiegarci come facevano i morti a combattere i Romani. I morti che lei stesso ha evocato.

La costante resistenziale degli zombie?

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