Archeoteologia

Ligei-si su chi at scritu Giuanni Ugas in su situ de ZF Pintore: Ancora due o tre cose sulla resistenza dei sardi

Rinuncio a seguire Ugas! Ugas dice: “- Riguardo al bel quesito di Roberto Bolognesi come fosse possibile conciliare le ripetute gravi sconfitte e il gran numero di prigionieri strappati all’isola con la capacità dei Sardi di continuare a resistere contro i Romani, occorre dire che necessariamente le stragi, le catture e i conseguenti trasferimenti di tanti Sardi che portarono al detto Sardi Venales, dovettero provocare un rilevante depauperamento della popolazione delle piane e delle fasce collinari, ma non un completo genocidio. Alla cifra di centomila uomini uccisi o prigionieri, deducibile soprattutto dai dati di Tito Livio, indipendentemente dal fatto che fosse esagerata o no, si contrappone una popolazione ancora consistente, pur di non semplice valutazione.”
Se per Lilliu–ma anche per Ugas– i Sardi resistenti si rifugiarono sulle montagne, per Lugas adesso quelli uccisi in battaglia o venduti come schiavi sono quelli delle pianure e delle colline. Quindi delle due una: i Sardi delle montagne si limitavano a godersi il panorama, anziché scontrarsi con i Romani–ma aici seus bonus totus!–o dobbiamo credere che i legionari abbiano ammazzato i Sardi accomodanti delle pianure perché non riuscivano a prendersela con i loro cugini “supermen” dei monti. Ma! Questa mi sembra più teologia che archeologia. Il dogma va salvato ad ogni costo, anche pagando il prezzo del ridicolo!
Il problema della misteriosa latinizzazione totale e volontaria dei Sardoresistenti non viene neppure affrontato.
Ci rinuncio

2 Comments to “Archeoteologia”

  1. No ! non rinunciarci!!
    La logica di Giovanni Ugas non sarà quella di Aristotele, ma forse con le domande giuste potrai ottenere qualcosa!!
    Ugas è sicuramente un ottimo conoscitore delle sequenze culturali (archeologiche ) che si sono succedute in Sardegna,
    Ma, purtroppo, le sue interpretazioni (di quelle sequenze culturali) sono viziate da idee preconcette e contradditorie.

  2. Verissimo.In tanti sardi come ad esempio i miei genitori, rimane questo mito del popolo sardo che non si è mai piegato fino in fondo e che in barbagia dettero addirittura molto filo da torcere ai romani.

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