Le identità linguistiche dei Sardi

Il libro a cui sto lavorando si chiamerà “Le identità linguistiche dei Sardi”.

Le identità, al plurale.

E non solo perché in Sardegna sono presenti da secoli anche altre lingue, ma perché il sardo stesso non è un monolito senza variazioni e anche perché oggi tutti i Sardi sono bilingui: in sardo e Italiano Regionale di Sardegna.

Il concetto di identità linguistica che si sta definendo attraverso la mia ricerca è quello di un’identità complessa, “a cipolla”, composta cioè da diversi strati concentrici.

Nel nucleo più interno di questa struttura non si trova il SARDO, l’archetipo o stereotipo al quale tutti devono adeguarsi, ma un individuo moderno, la cui identità viene definita da tutti i fattori, spesso contrastanti fra loro, che lo condizionano.

Uno di questi fattori è, ovviamente,  la sua volontà di aderire o meno a una certa comunità linguistica.

In altri termini, l’identità linguistica di un individuo sardo, non può essere definita prescindendo da quella che è la sua identità psicologica, culturale, politica.

Ma contemporaneamente, la sua identità psicologica non può prescindere da quelli che sono i dati oggettivi sulle strutture che compongono il suo “repertorio linguistico”.

Un individuo sardo, che non voglia identificarsi con la comunità linguistica sarda, non può sfuggire ad essa se non attraverso la frequentazione di speciali corsi di dizione, mirati a “liberarlo” dalla “gabbia” dell’IRS.

Infatti, che lo voglia o meno, le strutture grammaticali e fonologiche del sardo continuano a permeare l’IRS.

E allo stesso modo, un “campidanese” che si rifiuti di aderire alla comunità linguistica sarda nel suo insieme, non può impedire che il suo sardo sia comprensibile per i parlanti di tutte le altre varietà del sardo, anche se può pretendere e illudersi di non capire queste altre varietà.

Le distanze strutturali tra le varietà del sardo sono quelle che sono e ormai sono state stabilite in modo oggettivo e verificabile.

E così le distanze tra italiano regionale e italiano standard.

Esistono, cioè, dei limiti linguistici oggettivi all’identità psicologica, culturale, politica di un individuo sardo.

Per “liberarsi” della sua sardità linguistica, questo deve sottoporsi a una mutilazione, attraverso i corsi di dizione.

Per fortuna quelli che lo fanno non sono molti.

Questi sono i termini razionali su cui condurre il dibattito sulle nostre identità linguistiche.

Voglio vedere quale coglione ancora si ostinerà a darmi del talebano.

11 Comments to “Le identità linguistiche dei Sardi”

  1. Su libru, in italianu o in sardu?

  2. Movi·tì a dd’acabbai, ca soi curiosu!!!😉

  3. Poitta? du bolleus in sardu!🙂

  4. ahi ahi ahi… ita chi ddu iscit Kelledda…😀

  5. – Ascurtade, si punnades de tènner unu lèpore, chi lu catziedas cun su cane o cun s’astore, semper lepore abbarrat. Sa libertade, imbetzes, no abbarrat mai sa matessi. Mudat cunforma sa càtzia. Si pesades canes pro la tènner in parte bostra, est fàtzile chi bos ghirent una libertade de canes. –
    M’est passidu de intèndere a ue cheriat arribare, e apo chircadu de lu carragiare cun s’autoridade de unu testu famadu. Su Cussigieri pretendiat chi sos sutapostos l’aerent connodu che sas butzacas issoro.
    – Machiavelli at scritu chi tocaiat de pompiare su scopu, non sos mèdios. –
    – Eja, Yossef puru mi lu narat semper. –
    Serreit sos ogros e s’acosteit.
    – Cun sos annos imbetze, apo imparadu chi sos mèdios mudant su scopu.–

    dae Altai de Wu Ming

  6. Eh dà, a su nessi apo istransidu a McLuhan😀

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