Eppure è semplice: chi l’organizza sa die de sa limba?

Eppure è semplice.

Basta passare dalla celebrazione stanca di una giornata rituale che commemora una ribellione passeggera dei notabili cagliaritani a una giornata che celebri la nostra identità nel modo che più la caratterizza: sa limba nostra (is limbas nostras).

Gli economicisti non avranno niente di cui lamentarsi: sarà interamente gratis e loro potranno continuare a occuparsi dei problemi eterni della Sardegna, illudendosi e sperando di illudervi del loro realismo.

A già, com’è che con il loro realismo in italiano ancora non li ha risolti questi problemi che sono sempre uguali?

Si tratta solo di uscire per strada e parlare in sardo con chiunque.

Basta passarsi la parola tra amici.

Basta che le associazioni e i movimenti identitari, nazionalisti, indipendentisti, democratici dicano ai loro aderenti: “Tocai, su 28 fueddaus in sardu cun totu sa genti chi agataus!”

Basta poco.

Basta volerlo e il sardo uscirà dal ghetto.

10 Responses to “Eppure è semplice: chi l’organizza sa die de sa limba?”

  1. Caro Roberto, io ci sto. Eravamo evidentemente telepaticamente connessi in questi giorni, perché sulla scorta del tuo post e di quello di Corongiu anch’io avevo iniziato a fantasticare su un 28 aprile della lingua sarda.
    L’importante è iniziare, poi l’iniziativa crescerà. E nessuno potrà farci niente.

    • Telepatia? Assolutamente! Ho pensato molto a te e al tuo ultimo articolo prima di Pasqua e ai nostri destini paralleli. Il mio incoraggiamento era rivolto anche a me stesso!
      Tocca, basta non mollare!

  2. Si pensamus de mudare su 28 de abrile a un’àtera cosa de cussu chi est,bido sa proa che una pigada a puntafica già dae sa tucada. Menzus un’àtera die a sa cale non si podat parare peruna iscusa de murrunzu.

  3. Nanni, il 28 aprile come festa del popolo sardo è peraltro morto da un pezzo. Le divisioni tra storici hanno prevalso sul senso della ricorrenza. Che infatti, di fatto, non esiste più. Bisogna fare un passo in avanti, non indietro.

  4. Ess, ma su 28 b’amus galu sa festa de Santu Jorgi e non si podet faxer una die de su sardu in bidda, ca est totu gente ingulimada a lu faeddare cada die o pro cada negòssiu. Lis apo a propònnere una die de s’italianu😀

    A parte sas brullas, ue siat chi siemas, mi remòngio sa grefa, pigamus una telecamera e bidimus ite bi essit. Tocat de agatare una manera pro bandire sa cosa e in caminu s’acontzat gàrrigu.

  5. Vito,Roberto, a mie podet andare fintzas bene, fia narende solu chi podimus agatare gente meda chi si podet pònnere de traessu a custa idea de cambiare sa “die”, chi fortzis est prus fàtzile a impitare un’àtera die. Ma bastet chi si fagat…e chio giuet a carchi cosa!

  6. Reblogged this on Bolognesu: in sardu and commented:

    E deo bi torro a provare. Dae sa protesta a sa proposta.
    Cras Die de sa Lingua

Trackbacks

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: