Interventu de Adrianu Bomboi

Labae custu interventu de Adrianu Bomboi: ProgReS, Lingua, Nazione e 28 aprile: Caro Bolognesi, presta attenzione

6 Comments to “Interventu de Adrianu Bomboi”

  1. beh, la cosa più bella di mattina per me è il mio caffè e leggere cosa succede nel giallo infinito di Progres che sto seguendo dalla scissione di IRS. Non perché sono indipendentista, anzi forse perché non lo sono. Mi sembrerebbe assurdo esserlo visto che non vivo in Sardegna. E credo anche che sia assurdo che tanti “indipendentisti” non vivano in Sardegna e non credo che tornerebbero, se la Sardegna fosse indipendente. I sardi stessi, coloro che vivono veramente in sardegna, devono sapere cosa vogliono e in quale sistema vogliono vivere. è sempre molto facile giudicare da fuori e decidere per gli altri. Sinceramente, a me non importa se ho un passaporto italiano o sardo. già non mi importa che ho un passaporto italiano e non tedesco. Sarei solo indipendentista per garantire la sopravvivenza della lingua sarda e tutto ciò che è collegato con la lingua sarda (letteratura sarda, media in sardo, cinema in sardo, didattica in sardo ecc. e non mi sembra poco). Sembra assurdo vederla così, ma alla fine ogni uno non avrà 10 mila ragioni per essere indipendentisti, ma una o due. per ciò, essendo filologa, alla fine è chiaro. certamente, se poi leggo un articolo come quello di Alessandro Colombu, rovescia tutto ciò che potrebbe essere l’unico motivo per essere indipendentista. Tutto qui. A parte di questa premessa, visto che hai postato questa reazione di Adrianu Bomboi nel tuo blog, lo commento anche. Certamente, come al solito, si può estrappolare da questo testo che A.B. è una persona intelligente. scrive bene in “lingua cristiana” (Francisco Franco chiamava così lo spagnolo standard). ma non scrive solo bene, anche psicologicamente è un furbo. L’articolo è direttamente indirizzato a te. Ovviamente, una cosa così richiama attenzione. Loro sanno che tanta gente legge il tuo blog. per ciò è pubblicità per il nostro partito che lavora molto con roba che attira le masse (per esempio simboli e parole che indicano forza, energia e gioventù). Infatti, l’articolo di A.B. è molto simpatico. Fanno sempre così. Prima lanciano la pietra, ma poi non nascondono la mano… ti fanno vedere la mano e ti dicono che gli è sfuggita senza volerlo con una faccina innocente. A.B. chiede una sorta di ex-culpa cercandola nelle radici del movimento e dando la colpa non a coloro che sono effettivamente il partito adesso e che sparano in continuazione, ma ai fondatori e alle circostanze dei tempi precedenti e così via. Ci fa sentire il loro bagaglio che stanno portando avanti e questo suggerisce tanta simpatia perché “non solo erano in grado di essere i primi di un partito politico indipendentista che hanno cercato di fare politica-linguistica ed elaborare un progetto linguistico, ma soprattutto, a parte questo si aggiunge che erano ingrado di farlo, sebbene abbiano sulle spalle tutto questo peso del passato.” E poi certamente quello che lo rende ancora più intelligente di tutto quello che

  2. c’è nella “storiella” è il fatto che non ha risposto alle tue domande. la risposta è molto approssimativa. Lui parla di parole, nazionalismo, sciovinismo ecc. e cerca di spiegare perché la loro politica liguistica è a quel punto al quale è per non dover rispondere alle vere domande che riguardano la lingustica, visto che come abbiamo capito, di linguistica non sanno niente. allroa, da una discussione “sociolinguistica”, si è passato ad una discussione di “politica-linguistica” ed ora di “linguistica” in quel articolo suo, non c’è più niente. e ovviamente ti trascinano in una discussione dove tu non sei più dominante perché in ogni discussione linguistica tu vinci sempre… adesso la discussione si sta cambiando in un altra direzione e le tue domande (provocanti)- che riguardano la lingua e non il sciovinismo o la storia di irs o progres- saranno dimenticate, ma sembra che ci è stata una risposta, vero? alle tue domande non sanno rispondere e se rispondono parlano di farfalle, di barche, di giochi di calcio ecc… perché effettivamente e ovviamente non hanno nessuna idea della linguistica e della politica linguistica. q.e.d. negli ultimi giorni. per il bello di questa situazione è che: la pietra lanciata mi da fastidio perché mi colpisce, ma non mi daneggia.

  3. Alexandra, unu chi atrogat chi in su situ de su partidu suo non b’at neune chi iscat traduire in sardu ite garantzia ti dat? pro a mie si podet imbentare totus sas bellas paràulas chi cheret: custa chi at naradu est sa beridade. Est su capu de unu partidu chi no at una persone chi ischit iscrìere in sardu. E penso chi siat ca non l’interessat.

  4. eja, tennis arrejone, est pro custu chi deo soe criticande custa cosa dae tempus meda… e tando:

    1. o depint acabare cun custu apontziu de narrer chi sa limba sarda est de importu pro issos.
    2. o depint chircare gente chi conoscat de aberu su sardu e chi conoschet sa linguistica.

    peroe custa dupiesa non servit a nudda, antzis m’at de aberu segau is patatas🙂

  5. Cummentu de Bomboi:
    ” Partito? Quale partito? Noi non facciamo partiti da 0,1% come altri per farci ridere dietro, siamo un gruppo politico-culturale di persone che da anni ha trovato imbarazzante l’insieme dell’indipendentismo Sardo e ha ritenuto opportuno muovergli delle critiche. Probabilmente qualche lettore non ha colto il senso dell’articolo (e a dire il vero di sensi ce ne son diversi). Ho letto di Omar Onnis nella bacheca di Falconi il quale afferma che loro “stanno lavorando”. Ma è proprio quello il punto, 11 partiti Sardi (ProgReS compreso) non hanno persone competenti neppure per fare uno straccio di comunicazione bilingue? A Bolzano per questo lavoro basta un partito.
    A che e a chi serve predisporre dei “piani di politica linguistica” come fa ProgReS su un sito internet da parte di chi non usa neppure il Sardo? Sarebbe quello “il sudato lavoro”? Onnis purtroppo è vittima dell’ideologia non-nazionalista nata 7 anni fa e diffusa a piene mani da una cerchia ristretta di persone. Quest’ideologia ha trascinato nel fango anche la consapevolezza di capire che in Sardegna esiste un problema di diritti umani a carico dei sardofoni, altrimenti dai “piani” si passerebbe alla pratica e non ci sarebbe bisogno de sas dies de sa limba Sarda…

    La domanda posta da Falconi col nostro articolo l’abbiamo dunque posta a tutti i movimenti: che fiducia si può avere da chi afferma di voler difendere e promuovere la lingua quando non la usano neppure?”

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