La Nuova Sardegna è alla frutta

Alla Nuova Sardegna devono davvero essere disperati.

“Tacciono le campane: il lugubre battere del tamburo annuncia il passaggio degli incappucciati. Fiaccole e simulacri, croci ed effigi, antichi e potenti canti che sprofondano l’anima fino agli inferi perché si risollevi. Immagini che consacrano i riti paraliturgici de sa Chida Santa; narrano d’una Sardegna unita alla terraferma per fede e devozione, ma svelano l’atavica fede dei sardi in Osiride, Dioniso, Attis, così simili a quell’uomo-dio che salvò il mondo in primavera.”  (I RITI DELLA SETTIMANA SANTA IN SARDEGNA)

Ormai devono accontentarsi di un Giulio Concu–è d’uopo il diminutivo in sardo meridionale–per poter intervistare un’intellettuale disposto a schierarsi contro la limba nella scuola. (Rassegna Stampa – Provincia di Nuoro)

Sono finiti i tempi in cui altri Giulii si schieravano apertamente per un sardo che doveva vivere di oralità e informalità e lasciare tutti i soldi della legge 26/97  a loro professori e a i loro musei e cattedre.

Giulio Agnelli è ormai un postumo di se stesso: è dalle epiche notti della “guerra delle patate” (Le calde notti del clan Agnelli: un giallo) che ha delegato alle sue varie propaggini femminili il compito di “proteggere l’italiano dall’aggressione del sardo”.

Marinella Nosferatu ha tenuto duro fino a un’annetto fa, spendendosi generosamente per il diritto dell’Università dello Ziminu a tenere i suoi corsi di Flora vegetale della Sardegna in italiano.

La Ragazza del Clan deve essere andata anche lei in emeritato clandestino e sono anni che non si sente più niente neanche da lei, né contro il sardo né a favore di…cosa era quello di cui lei era a favore?

Anna Emerita Oppo è più Emerita che mai: ho paura che io sia l’unico a ricordarmi di lei e questo non è giusto.

Detto senza ironia.

Eduardo è sempre in disperata ricerca di soldi per comprarsi gli indispensabili bottiglioni di Viagra. Non c’è tempo per altro.

E allora la Nuova Sardegna deve accontentarsi del piccolo Concu, il quale scrive sul suo sito: “Nato. Poi morto. Poi nato e morto ancora. Che biografia può esistere nel frattempo? Se non quella di un essere senziente catapultato nella materia, preda del ciclo di vite? La luna sale nel cielo: esiste davvero o è la mente a crearla? È il vento che muove le foglie o è la mente che si muove? […] Che importa allora quello che faccio? Astratto, figurativo, iperrealista, paesaggista? Fandonie buone per gli allocchi. Il risultato non conta. L’Arte non ha scopo. Conta la tensione e il vuoto che provo davanti alla tela bianca. O la tensione dietro all’obiettivo per conoscere il mondo in un istante che non passa mai, poiché non esiste che nella mente. Ma la mente di chi?”

Non c’è dubbio: con nemici così il sardo non ha più bisogno di amici.

One Comment to “La Nuova Sardegna è alla frutta”

  1. haha.ti adoro Roberto.non conosco nessuno che mi faccia ridere così tanto come te.ora, nella mia tesi sono arrivata alle ainas po su sardu. Vuol dire che la sto finendo.poi vi faccio sapere le altre incongruenze che ho scoperto analizzando le singole proposte.e lo farò in miniera cinica come te! Per ciò. Ik find eet jut! Come si dice a Berlino! E poi cerchiamo di fare una bella conferenza.a parte questo.hai visto il video con Giulio nel mio facebook.adesso è diventato una star di videoclip.BACI

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