Come parlano i sardi?

Il lettore che si firma Piergiorgio giustamente fa notare: “MA SONO DAVVERO COSI’ TANTI I SARDI CHE PARLANO IL SARDO? Nella presentazione dell’intera ricerca, da parte dei vari curatori, con il termine “SARDO” si indica perciò ambiguamente qualsiasi forma linguistica che si situi tra L’ITALIANO meramente rilessificato (“SARDO…”, usato dai GIOVANI COLTI) al SARDO… parlato da almeno una parte degli intervistati con i titoli di studio MENO alti.”

Forse pensava di cogliermi in castagna (come si dice in italiano scolastico), ma non è così.

 

Peppe Luisi Pala aggiunge: “…bos devides fagher unu dziru peri sas biddas o tzitades de Sardinna,… a iscurtare su pius de sas pessonas,dzovanas,cun calicuna o pius de una classe de iscola superiore,… cando a parrer issoro allegant in “” italianu””…
Cherides intender sa traduidura letterale de sas frasias dae su Sardu a s’italicu ???
Po issos est totu normale,e si bi lis fagher notare,…adiosu…
Pustis ,cun cst’amisturu chi faghent,si proant a allegare su Sardu,…b’at de si ‘etare manos a conca,opuru,…Bi nd’at de si nde fagher una ‘entre de risu…”

In Sardegna fra tante lingue (2005) propongo un modello di continuum linguistico del repertorio che un parlante sardo ha a disposizione: un continuum che va dal sardo (locale) all’italiano letterario, passando per tutta una serie di forme intermedie, tra cui il sardo italianizzato.

Quest’ultimo si origina inevitabilmente in una situazione in cui i giovani non apprendono più in sardo dagli adulti, ma all’interno del gruppo dei coetanei, pochi dei quali hanno il sardo come L1.

Fin qui la teoria.

Ma come stanno real mente le cose?

L’ultima (e unica) ricerca sull Italiano regionale di Sardegna è del 1983. Sulle interferenze dell’italiano sul sardo esiste un’articolo di Rosita Schjerve, basato sulle sue osservazioni a Bonorva.

L’università italiana di Sardegna dorme il sonno dei giusti e i suoi necrofili si limitano a studiare il passato del sardo: il sardo come lingua dei morti.

La Regione si guarda bene dal finanziare una ricerca che sarebbe indispensabile per una pianificazione linguistica.

Detto questo, quello che è certo è che la colonizzazione linguistica della Sardegna non  ha portato ai risultati sperati dai Sardi: il 36% dei ragazzi non è in grado di comprendere un testo di bassa difficoltà. E probabilmente questi ragazzi che conoscono così male l’italiano, conoscono male anche il sardo.

Bel guadagno!

Come uscirne?

Tramite l’insegnamento contrastivo di sardo e italiano, all’interno di un programma di pianificazione linguistica che miri al plurilinguismo.

Fantascienza, insomma, con gli attuali politici.

 

2 Comments to “Come parlano i sardi?”

  1. Come al solito, mi trovi pienamente d’accordo sulle tue posizioni. Meno male che non sono soltanto tue, altrimenti per far prevalere queste posizioni occorrerebbero cent’anni. Quanto agli studiosi che si limitano a studiare il sardo-morto, beh… ehmm… mmbah… boh… ma… kof-kof… chrrrsh (scarascio). Ma non ti sei ancora accorto che in Sardegna gli studi di linguistica sarda (ivi compresa la lingua morta) vanno rimeditati “ab imo”?

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: