Perfino un Lupinu ha ragione due volte al giorno

Non è vero che la scuola, lo stato italiano, i mass media e la vicina non-mi-tocchete-che-mi-caghete possono restituire il sardo ai nostri figli e a noi stessi.

Solo noi stessi possiamo farlo.

A rubarci il sardo non sono stati la scuola, lo stato italiano, i mass media e la vicina non-mi-tocchete-che-mi-caghete, ma i nostri genitori.

Soprattutto la nostra carissima Mamma.

La scuola, lo stato italiano, i mass media e la vicina non-mi-tocchete-che-mi-caghete sono quelli che hanno convinto la nostra carissima Mamma a farlo.

Ripercorrere all’inverso il percorso storico e voler costringere la scuola, lo stato italiano, i mass media e la vicina non-mi-tocchete-che-mi-caghete ad accettare il sardo è comprendibile e anche utile, ma non ci toglie nessuna responsabilità.

Il futuro del sardo dipende per il 90% da noi stessi.

Il fatto che i nostri genitori o noi stessi siamo stati traumatizzati da bambini ci porta quindi ad aspettarci che siano le istituzioni sadiche che ci hanno privato del rapporto normale col sardo a restituircelo, a noi e ai nostri figli.

Ma questo è come come aspettarsi che il violentatore restituisca alla sua vittima la sua “ingenuità”.

È chiaro che anche l’ammissione di colpa da parte della scuola, lo stato italiano, i mass media e la vicina non-mi-tocchete-che-mi-caghete deve avvenire–ci serve a superare il trauna–ma alla fine quello che conta siamo noi stessi.

E non siamo più bambini.

Non possiamo delegare alla scuola, lo stato italiano, i mass media e la vicina non-mi-tocchete-che-mi-caghete il futuro della nostra lingua.

La finiremmo come in Irlanda, dove praticamente tutti–anche la scuola, lo stato , i mass media e la vicina non-mi-tocchete-che-mi-caghete “conoscono” l’irlandese, ma tuoi figli no.

Però devono studiarlo.

Mi torna in mente una storia citata da Gramsci, non ricordo dove:

“I banditi. dopo aver assaltato la casa di un possidente, sfondano la porta, raccolgono tutti gli oggetti di valore e nel mentre violentano la moglie del possidente.

Quando i banditi se ne vanno col bottino, il marito comincia a picchiare la moglie e a insultarla.

–Ma come? Mi hanno violentato e tu mi picchi?

–Si! Ma tu muovevi il culo!”

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