Ma nosi serbit immoe una linguistica scrita in sardu?

Unu letore ki s’est firmadu “Vizio Solitario” o una cosa de aici, m’at rinfaciadu ca deo non apo scritu libbros de linguistica in sardu, mancari deo apa rinfaciadu sa matessi cosa alla signora Michela Murgia. (Su linguagiu liricu-amministrativu de Ivu, su divu, ca ddi nant Murgia a issu puru: ellus ca no? )

Apo provadu a ddi spiegare ca non est sa propriu cosa a scrier literadura in sardu o a scrier de linguistica. Pro scrier de linguistica serbit unu linguagiu tecnicu cumpartzidu: si ti ponnes a dd’imbentare a solu, riscas de non ti faer cumprender o de narrer scimprorios a tipu “cunsonantes mudongias”: custu faeddu dd’agatas in su trabballu de Mariu Puddu e in cussu de tzertos campadanos.

Su linguagiu tecnicu-setoriale bolet svilupadu impari dae sa gente ki trabballat in unu tzertu setore, ponende-si de acordiu a subra de su faeddu de imperare.

Alexandra Porcu at propostu de si ponner a ddu fare in custu blog.

Podimus provare, scriende articuleddos curtzos de linguistica e biende su ki nd’essit.

Tzertu, sa situatzione normale iat esser cussa innue sunt is universidades a ddu stantargiare custu linguagiu, ma sa Sardinnia non est unu logu normale.

Amus a bier su ki resessimus a faer.

Totu un’atera cosa est sa kistione de su linguagiu literariu.

Lassende puru su fatu ca su scritore de literadura tenet una libbertade enorme, si ddu cunfrontas cun unu ki scriet de cosa tecnica, su linguagiu literariu in sardu esistit già.

Su probblema de scrier literadura in sardu est sceti cussu de ddu boller faer.

Si unu non ddu faet est ca non ddu bolet faer.

E Michela Murgia non ddu faet.

17 Comments to “Ma nosi serbit immoe una linguistica scrita in sardu?”

  1. Tutte scuse de malu pagadori.
    Meglio uno che fa e magari sbaglia come Mario Puddu di uno come te, che non fa, non propone, cerca di scaricare sugli altri le scelte (non avendo il coraggio di farle!) e si permette addirittura di dire che le proposte degli altri sono “scimpròrius”!
    Ma is campadanos, sono quelli che hanno scritto la norma campidanese in, udite udite, in sardo? Anche loro hanno la grave colpa di scrivere testi tecnici in sardo, cosa che tu, non fai. Nemmeno la LSC è in sardo, questo la dice lunga sul tuo impegno in favore della lingua sarda! E poi hai avuto anche il coraggio di criticare il preside Mastino che ha detto che non si può fare una lezione tecnica in sardo, oggi potrebbe dire…anche Bolognesi sostiene che non si possono scrivere libri tecnici in sardo, addirittura dice che chi ha scritto di linguistica in sardo ha scritto solo scimpròrios!
    L’ennesimo autogol di Bolognesi…
    Attendiamo con ansia il prossimo articolo-attacco nei confronti di giovani impegnati per il sardo, ma dalla parte sbagliata (secondo lui e qualche suo amichetto) o il prossimo articolo contro Chelledda Murgia che non scrive libri in sardo (come non la fa nemmeno Bolognesi).

  2. Rabbia? Perché? Di cosa? Bhe forse un po’ si, mi fa rabbia questo scarso impegno nell’uso della lingua sarda, che molti vorrebbero relegata solo in blog e bisticci mediatici, non in testi scientifici, visto che non ci sono le parole; il sardo, una lingua monca, secondo Bolognesi!🙂
    Me ne farò una ragione.
    Per quanto riguarda l’anonimato, ti va bene solo quando l’anonimo è dalla tua parte vero? Mai letto niente contro quel tipo che si firma 10 nomignoli diversi…ma tu non sai chi è vero? eh eh eh eh
    A 60 anni, vai in pensione, dedicati al giardinaggio (magari scrivi un libro in sardo sul giardinaggio, o non ci sono nemmeno le parole del giardinaggio in sardo?), riposati e rilassati.🙂

  3. il vendicatore solitario… ma sei anche tu co-autore delle Ainas po su sardu o della Limba de Mesania… o perché te la prendi così e fai dei paragoni… criticando che la LSC non è stata scritta in sardo…?

    Se rileggi il post di Roberto, devi ammettere che lui non abbia detto ciò che tu ora gli stai mettendo in bocca. Non ha detto che non si puo’ scrivere un libro linguistico in sardo. Lui ha detto che non è una cosa che si fa velocemente e secondo me ha ragione.

    certamente, sarebbe facile (come è stato fatto nelle grammatiche menzionate) di mettere cose come: “bilabiali oclusiva sonora” o “palatali africada surda”… su verbu, su agetivu… ajo… facendo così, certamente si crea velocemente… e infondo sinceramente, queste parole mi potrebbero anche andare bene in sardo.

    il problema però è che la linguistica è una scienza molto più complessa e se uno inizia a scrivere un vero libro linguistico e non una grammatica con qualche bla bla … scusa… è quello che erano la maggior parte delle proposte di ortografia…pur troppo anche la LSC (dove a momenti in alcuni capitoli mi chiedevo se la commissione è andata a pranzo?!) e la maggior parte delle proposte hanno degli errori proprio anche nella terminologia, visto che la gente che le ha scritte erano persone che si occupano di lingua, ma che proprio non hanno la base scientifica. non funziona così!

    certamente non è carino chiamare uno sforzo: “scimproriu”, però… è anche vero che la gente inizia a scrivere sulla lingua, partendo da concetti propri, senza conoscere altre situazioni linguistiche, altre lingue e/o le basi fondamentali della standardizzazione. ma sinceramente… la teoria della standadizzazione è stata scritta da Einar Haugen negli anni sessanta e dopo con l’aiuto di altri linguisti (soprattutto di Fishman e Kloss) è arrivato ad una terminologia che riguarda processi di standardizzazione… roba che io e Roberto abbiamo probabilmente studiato nel secondo semestre. sarebbe interessante sapere quante altre persone che erano nelle vari commissioni, nei gruppi di altre proposte e/o politici che conoscano la teoria di base della standardizzazione?!

    allora, se uno scrivesse un libro su questo, linguistico ovviamente, ci dovrebbe pensare bene, ma molto bene come chiama “archaizing selection”, “policy planning”, “Sprachpflege”, “Abstand”, “langue/ parole”, “diatopico/ diafasico” e così via… certamente è facile se Mario Pudhu scrive: “su sonu cacuminali”, ma scusa, non stavamo parlando di questo🙂

    o Roberto, fino a metà Luglio sono ancora molto impegnata, ma dopo ci sto!

    a si biri, Alex

  4. Bene, ho capito la situazione come è, finalmente! Ci siete voi scientifici che non vi state impegnando per fare questo benedetto lessico specialistico (non si possono impiegare 10 anni solo epr la linguistica! E poi la medicina? La Biologia? La chimica?…) e gli ascientifici che lavorano male e dovrebbero smetterla. Una persona di buon senso direbbe…unite le vostre forze, l’esperienza con la scientificità e vincete. Ma gli scientifici (nomi e cognomi per favore) non si abbassano ai comuni mortali e preferiscono insultare i lavori degli ascientifici che dicono “scimpròrios”.
    Va tutto bene!🙂
    “Chi pò, non vò; chi vò, non pò; chi sà, non fà; chi fà, non sà; e così, male il mondo và”

  5. ciao,

    ancora non hai capito il discorso. io, personalmente che non sono di lingua materna sarda, non mi permetterei mai di fare un glossario o un ditzionario etc. sulla terminologia linguistica in sardo. certamente, ciò che mi potrei immaginare è di farlo insieme ad un vero sardoparlante! e/ o con altri linguisti e altri veri sardoparlanti. se hai seguito bene il discorso, infatti Roberto ed io ci stavamo mettendo d’accordo per farlo (se troviamo gente che da una mano e che ha un sardo meno contaminato e che magari si ricorda parole che noi non conosciamo). d’altra parte c’è la gente che conosce bene il sardo, ma non ddu scit una chibudda subra’e sa linguistica.

    il problema principale, secondo me, di tutte le proposte ortografiche, altre cose sulla lingua sarda etc. vengono scritte:

    1. o da gente che non ha il sardo come prima lingua e ne esce fuori un sardo porcellino come quello di alcune persone che “pensano di scrivere in LSC”, invece non est nudda, est italianu cun -tz e -u.

    2. gente che ha il sardo come prima lingua, ma non laureata in linguistica e sì, scrivono cose sbagliate a volte.

    Infatti, se si mettessero insieme le persone, si potrebbe fare qualchecosa. credo che sarebbe un buon modo, ehhh sì, io mi “abbasserei ai comuni mortali!” ma ita cauli ses narrendi? de totu is linguistas chi allegant subra’e sa limba sarda, fortzis Robertu est su prus a soru a sa gente normale. ita bollis? nomine e sanguinau? ma po praxeri, incumintza tui de non ti cuare…!

    la maggior parte delle persone che scrivono sulla lingua non sono ascientifiche, ma hanno studiato altra roba! voglio vedere a Mario Puddu se io mi metto a scrivere un libro sulla psicologia, cosa ne direbbe … uno puo’ avere un opinione, ogniuno puo’ fare quello che vuole, certo, puo’ essere anche scientifico, ma spesso poi, c’è la forntiera tra scienza e scienza popolare… e la gente se ne deve anche rendere conto dove appartiene.

  6. La scientificità, cosa sono i neologismi? “https://bolognesu.wordpress.com/2012/05/31/pagu-genti-po-ivu/#comments”,

    robertobolognesi
    June 1, 2012 at 9:32 pm
    No! Su cancellu (Iglesias), sa porta (cabu de jossu), sa televisione (totu sa Sardinnia): neologismos!

    Eh si, sa porta, un neologismo, non un prestito di lusso come anche io, povero studentello del secondo anno di lettere antiche so (ma io, fra i miei punti di riferimento, ho anche i terribili nemici della lingua sarda, sarò influenzato da loro). Però magari, visto in un’ottica temporale diversa, si, effettivamente sa porta potrebbe essere un neologismo, 6 mila anni fa lo è stato! Ma prendiamola a ridere, altrimenti ci sarebbe da piangere a corrinus!

    Una cosa la mia breve vita mi ha insegnato, vince chi fa, non chi da patenti di scientificità o di competenza al prossimo e voi, in sardo non fate!🙂

    p.s
    Strano che Pudhu fosse un santo, un genio in passato (pre-LSC), poi sia diventato un “incompetente”.

  7. O Robè… ma seguru ses chi boles sighire cun custa istòria de fàghere a bonu in su blog? Unos cantos meses a immoe a custu “puligadore solitàriu” (cussas cosas in gènere a solu si faghent, mi paret…) ti ddu aias papadu totu intreu e cun pagas paràulas. Mi nde ses boghende totu s’ispàssiu!!!😉

  8. vendicatore, apo biu chi Roberto s’atera borta dd’at tzerriau “neologismu”, deo non pesso chi siat unu “neologismu”. e pesso chi Roberto dd’at iscritu in presse… ca custas pregontas segant is patatas…

    “sa porta” non est unu neologismu. neos logos = nuova parola. “sa porta”, est unu “prestidu de un atera limba”, de s’italianu. cosa normali, candu duas limbas si tocant. una “interferentzia” chi andat bene su matessi. a mei puru custu non praxet, ca soe unu pagu purista e deu ddu tzerrio “sa janna” ca est prus bellu, peroe, a dolu mannu est una cosa normali…

    peroe podit essi chi in carchi logu de sa Sardinnia est bennidu deretu dae su latinu: “sa porta”, ca in latinu ant apidu duos fueddus: “ianua” e “porta”. insandus, non depit essi unu fueddu chi bennit dae s’italianu, fortzis est una paraula latina chi est lompida in Sardinnia innantis de s’italianu. teneus in Sardinnia unus cantus sinnonimos chi funt deretu dae su latinu: faeddare, allegare = fabulare, loqui / arregodai, ammentare = recordari, memorare… etc. e insandus, cali est “prus sardu?”.

    non ho nessun problema con Mario Pudhu, anzi ha fatto un grande lavoro con il dizionario e altre cose… ma in altre situazioni si è semplicemente sbagliato con alcune teorie? non si puo’ dire? booo?!

    • ps.e Per quanto riguarda allegare e loqui non sono neanche sicura… L’etimologia in sardo è un casino.si deve stare molto attenti di dire che una cosa è più sarda o più contaminata di un altra.

    • Podet esser ca sa teoria mia a subra de su faeddu “porta” siat sballiada, ma ne-mancu tue ischis si “porta” est unu neologisdmu o no. E si su faeddu “porta” est intradu cando ant incumentzadu a faer gennas a un’atera manera? Comente e “ziminera” a su postu de “foxili” e comente e “aposentu” a su postu de “domu”? E un’imprestitu non est casi semper unu neologismu?

  9. In presse.

    Apo acatadu su faeddu “porta” in prus de 60 poesias de ongi epoca e parte ‘e logu de Sardigna, cun una busca lestra de google. Sa prus antica est de su 1582, a bastat?

    Un àteru issollòriu est chi sa LSC non siet in sardu. Deo sa LSC l’apo imparada dae inoghe:

    http://www.sardegnacultura.it/limbasarda/limbasardacomuna/

    bois, no isco.

    E custa cuntierra pro sos libros iscientificos est una tontesa, siat ca s’editoria iscientìfica no est cosa fàtzile de se, siat ca de tzertas cosas ultra-ispetzialistiscas non bi tenet sentidu mancu a las iscrìere in italianu, siat (e pruscatotu) ca, fintzas chi at a mancare sa generatzione de sos sardos chi sunt istados cuntebigiados a manigiare sa sièntzia benas in sardu, chie los diat deber lèghere custos libros?

  10. Custu cummentu de Fabrìtziu serrat sa buca a is scimpros. Bene meda!

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