Sardegna psichedelica

Iglesias, 17 giugno, ore 23.15 (dal nostro corrispondente locale)

Dopo il vigoroso appello rivolto dal Presidente Cappellacci e sostenuto, a nome dell’opposizione, dall’ex-presidente Renato Soru, la popolazione iglesiente si è riversata in Piazza Sella per rivendicare al Presidente del Consiglio dei Ministri il riconoscimento dei diritti linguistici del popolo sardo.

Migliaia di persone scandivano lo slogan “Deu seu sardu e fueddu in sardu”. Colpiva soprattutto, data l’ora tarda, la presenza di tanti bambini, tenuti per mano dai loro genitori.

All’annuncio dato dalle televisioni regionali, e anche da RAI 3, che tutti i parlamentari sardi, e in particolare  i componenti sardi della Commissione esteri, avevano presentato proposte e emendamenti alla ratifica della Carta Europea delle lingue minoritarie, nei quali veniva riconosciuto il diritto dei Sardi a studiare a scuola la propria lingua e ad usarla in tutte le occasioni pubbliche, e che questi emendamenti erano stati respinti dai membri non sardi della commissione, il Presidente Ugo Cappellacci, sollecitato dall’Assessore alla cultura Sergio Milia, ha convocato d’urgenza il Consiglio Regionale e rivolto a a tutti i consiglieri l’invito a fare fronte comune contro la prevaricazione operata contro il popolo sardo: da domani tutti i Sardi degni di questo nome parleranno esclusivamente in sardo, rifiutandosi di utilizzare l’italiano anche con i forestieri.

Il Consiglio Regionale, inclusa l’opposizione, per bocca di Renato Soru, ha aderito all’unanimità all’appello del Presidente Cappellacci.

Immediatamente, dopo che la notizia è stata diffusa dai mezzi regionali di comunicazione, la popolazione dei centri sardi, grandi e piccoli si è riversata nelle piazze per testimoniare la propria soddisfazione e adesione alle scelte politiche dei propri rappresentanti.

A Iglesias, la popolazione ha anche invitato il sindaco a far demolire il monumento al ministro italiano e affamatore dei Sardi, Quintino Sella, e a sostituirlo con un monumento a Cafetera, il più grande cittadino mai espresso dalla città–una volta–mineraria: Cafetera.

2 Comments to “Sardegna psichedelica”

  1. Non bufes su sero Robè chi si no posca a de note ti pissighint sos mascatzos, o siat: non credas in sònnios no!

  2. O Nanni, pro creer a custu bi cheret cosa prus forte meda de su binu!

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