Il nazionalismo italiano mostra ancora una volta il suo volto feroce contro le minoranze linguistiche

 

Il governo Monti non risparmi i suoi connazionali, figuriamoci se non infiererisce sulle minoranze etnico-linguistiche: http://www.flcgil.it/sindacato/documenti/approfondimenti/scheda-flc-cgil-su-spending-review-scuola.flc

Istituzioni scolastiche nelle regioni Sardegna, Piemonte e Friuli Venezia
Giulia. (art. 14 comma 16).
Attraverso l’interpretazione autentica della norma sul dimensionamento approvata lo
scorso anno (legge 183/2011) si chiarisce che l’occitano, il friulano e il sardo non
rientrano tra le minoranze linguistiche che sono solo quelle di lingua madre straniera.
Conseguenze. Molto negative sull’organizzazione delle scuole che non avranno più in
pianta stabile Dirigente scolastico e DSGA con conseguente esubero di questo
personale nelle regioni Sardegna, Piemonte, Friuli V.G. .. nelle quali si avrà un
ulteriore taglio di circa 40 posti di DSGA e Dirigenti scolastici.”

Questo significa che il governo italiano ritorna al principio ottocentesco, secondo il quale sono lingue soltanto quelle che hanno alle spalle un esercito e una flotta e che possono imporre, con la forza dei trattati internazionali, il riconoscimento delle loro enclave presenti nel territorio dell stato italiano.

Alla faccia della Carta Europea delle lingue regionali o minoritarie:Carta europea delle lingue regionali o minoritarie – Ce.S.Do.Me.O.

Il governo Monti riconosce soltanto il diritto del più forte: sia sul piano dei diritti sociali, sia su quello dei diritti umani.

Il governo dei tecno-cannibali, non contento di far morire i Sardi di fame, vuole anche distruggerne l’identità.

E così anche per i fratelli friulani e occitani.

E adesso la parola ai politici sardi: vedremo se anche questa volta hanno altro a cui pensare.

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3 Comments to “Il nazionalismo italiano mostra ancora una volta il suo volto feroce contro le minoranze linguistiche”

  1. Bellu ischèsciu de guvernu!
    Antoni Nàtziu Garau

  2. Guarda un po’! Ecco esplodere una bomba confezionata non certo dal Governo italico ma da una massa d’ignoranti, che ora fanno coglionescamente i piagnistei: massa composta inizialmente dai professori delle cattedre tedesche, ingrandita per riflesso pavloviano dagli ascari delle università italiche, ingigantita dai servi delle università sarde, notoriamente soggetti alla lobotomia.
    Non è del Governo la colpa d’una moda assurda che da oltre cent’anni ha plagiato le coscienze degli studiosi, portandoli a giurare ciecamente che la lingua sarda avrebbe origine dal latino, anzi che il sardo sarebbe addirittura latineggiante! Che poteva fare il Governo, se non accettare e ammettere che la lingua sarda è una mera variante italica, un vero e proprio dialetto, nè più nè meno come il napoletano o il romanesco? E come può essere tutelato il napoletano, il romanesco? Guardiamoci bene negli occhi! Chi semina vento raccoglie tempesta! Chi si comporta da folle, può solo rimpiangere, ma non reclamare dagli altri, l’uso di una saggezza che ha sempre conculcato!
    Se in questi preziosi anni gli accademici, diventati come l’automa del doktor Frankestein nelle grinfie di M.L.Wagner, invece di masturbarsi col latino si fossero applicati a una ricerca a tutto campo nel plancher mediterraneo delle lingue preromane (tutte documentate da Grammatiche e Dizionari!), allora avrebbero scoperto che LA LINGUA SARDA HA LO ZOCCOLO DURO ESCLUSIVAMENTE IN UN SISTEMA MEDITERRANEO CHE AVEVA PARLATA SEMITICA.
    Con tale scoperta, è lampante che la lingua sarda sarebbe stata considerata in ben altra maniera: sarebbe stata oggetto di alti studi proprio per la sua peculiarità mediterranea. E il Governo avrebbe capito che LA LINGUA SARDA E’ UN SISTEMA CHE HA NECESSITA’ ASSOLUTA D’ESSERE TUTELATO!
    Invece, riecco lo spettacolo folle, circense, buffonesco, ipocrita di troppa gente che pretende la tutela d’una lingua che la gente stessa deride e conculca, credendola un rimasuglio dell’antica parlata dei nostri dominatori, uno dei tanti dialetti italici (non lo diceva già Dante Alighieri, su istigazione dei mercanti toscani che da 250 anni frequentavano l’Isola? Parlavamo latino anche secondo loro! E allora, che cazzo vogliamo!).
    Serietà, amici, serietà! Svestiamo i panni del clown e mettiamoci a capire meglio la nostra lingua, che noi sappiamo soltanto parlare, scrivere, e la usiamo con la stessa considerazione che avremmo per le bagasse da trivio.

  3. Ma puite cando est bennidu su presidente napoletanu non l’hamos faeddadu in sardu; aimis potidu faeddare puru in italianu o inglesu, ma solu si aiat tentu su rispettu e sa bona manera de si ‘attire unu interprete de sardu.De gai si faghiat carchi postu nou de traballu pro interpretes de sardu.

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