Una definizione socioculturale di identità

 

Le studiose americane Mary Bucholtz & Kira Hall ( “Identity and interaction: a sociocultural linguistic approach”, Discourse Studies October 2005 7: 585-614)

propongono una definizione di identità che ribalta, per molti versi, la concezione tradizionale espressa dal senso comune: “Proponiamo un quadro teorico per l’analisi dell’identità come prodotta nel corso dell’interazione linguistica sulla base dei principi seguenti: (1) L’identità è il prodotto piuttosto che la fonte di pratiche linguistiche o altre pratiche semiotiche ed è perciò un fenomeno sociale e culturale, piuttosto che principalmente interno e psicologico; (2) le identità circondano categorie demografiche di macro-livelli, prese di posizione temporanee interattivamente specifiche e ruoli di partecipazione; (3) le identità possono essere indicizzate linguisticamente attraverso etichette, implicazioni, prese di posizione, stili, o strutture e sistemi linguistici; (4) le identità sono relazionali, costruite attraverso numerosi, spesso sovrapposti, aspetti del rapporto tra se stessi e gli altri, compresi la similitudine/differenza, genuinità/artificialità e autorità/delegittimazione; e (5) l’identità può essere parzialmente intenzionale, in parte abituale e meno che pienamente conscia, in parte un risultato di una negoziazione interattiva, in parte un costrutto delle percezioni e rappresentazioni altrui e in parte il risultato di di processi e strutture ideologici più vasti.[1]

Su primu principiu bolet narrer ca ses su chi faes!

Si non faeddas in sardu, non ses sardu!


[1] [We] propose a framework for the analysis of identity as produced in linguistic interaction, based on the following principles: (1) identity is the product rather than the source of linguistic and other semiotic practices and therefore is a social and cultural rather than primarily internal psychological phenomenon; (2) identities encompass macro-level demographic categories, temporary and interactionally specific stances and participant roles, and local, ethnographically emergent cultural positions; (3) identities may be linguistically indexed through labels, implicatures, stances, styles, or linguistic structures and systems; (4) identities are relationally constructed through several, often overlapping, aspects of the relationship between self and other, including similarity/difference, genuineness/artifice and authority/ delegitimacy; and (5) identity may be in part intentional, in part habitual and less than fully conscious, in part an outcome of interactional negotiation, in part a construct of others’ perceptions and representations, and in part an outcome of larger ideological processes and structures. (Mary Bucholtz & Kira Hall, “Identity and interaction: a sociocultural linguistic approach”, Discourse Studies October 2005 7: 585-614)

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