Andarono all’interrogazione e non sapevano niente

“I Consiglieri regionali del PD Espa, Cuccu e Bruno (tutti membri della Commissione Cultura del Consiglio Regionale) hanno presentato un’interrogazione al Presidente della Regione e all’Assessore alla Pubblica Istruzione affinché venga fatta chiarezza sui criteri fissati dalla Regione per l’utilizzo del sardo scritto nella “produzione testuale (traduzione, materiale divulgativo e promozionale)” degli enti pubblici.”  […]  “Si tratta evidentemente di una forzatura che non ha niente a che fare con la difesa e la valorizzazione della lingua sarda – dichiara Marco Espa, primo firmatario dell’interrogazione –  Qualcuno in Regione pensa di poter “costringere” con un incentivo economico e in maniera burocratica i Comuni della Sardegna a prendere posizione in cinque giorni – dopo millenni di storia –  per una “lingua” che non è quella della loro comunità locale? Qualcuno si immagina le reazioni giustissime delle popolazioni interessate? Cosi si sta snaturando l’utile progetto della LSC che, all’interno di veri interventi per la valorizzazione della lingua sarda, aveva previsto, in via sperimentale, l’utilizzo di norme linguistiche di riferimento per la lingua sarda scritta. Non si impone nulla per decreto e tantomeno lasciando intendere che senza l’adesione alla Limba sarda comuna non si riceveranno incentivi. Noi vogliamo partecipazione alle scelte, non imposizioni dall’alto. Per questo chiediamo – conclude Espa – l’annullamento immediato della procedura con adeguata modifica che non penalizzi gli enti locali.” http://marcoespa.blogspot.it/

Questo dice Espa nel suo blog.

Eppure Espa e i suoi colleghi Cuccu e Bruno sono membri della Commissione cultura del Consiglio Regionale.

Forse avrebbero dovuto studiare un po’ prima di presentarsi all’interrogazione.

Vediamo come stanno le cose.

La Regione, all’atto di stesura del Piano Triennale della lingua 2011-2013, approvato con delibera n. 26/6 del 24.5.2011 ha deciso per <l’implementazione delle norme linguistiche di riferimento> e, soprattutto, per una loro moderata, ma significativa promozione  <anche in attività che prevedano l’uso scritto della lingua sarda, anche nei procedimenti ad evidenza pubblica>.

Come previsto dalla legge, l’Osservatorio Regionale, l’VIII Commissione Cultura e la Conferenza  Regioni-Province-Enti Locali hanno espresso parere favorevole su questa misura .

La Giunta Regionale ha deciso i criteri di ripartizione del fondo per salvare la rete degli sportelli linguistici con la delibera n°32/67 del 24.07.2012 nella quale le direttive politiche del Piano Triennale sono state recepite integralmente. I successivi atti dell’amministrazione hanno rispettato queste direttive e fatto in modo che comunque nessun ente venisse penalizzato ulteriormente nonostante i tagli statali. Il principio di incentivazione è stato applicato su una percentuale di integrazione molto limitata. Sostanzialmente, in maniera puramente simbolica.

A nessun ente è stato imposto nessun sistema ortografico regionale. A nessun ente è stato imposto di decidere in breve tempo, ma di comunicare invece in breve tempo quale norma ortografica era stata indicata nella richiesta di finanziamenti presentata al ministero 2 anni fa.

Tale delicatissima questione è stata in maniera trasparente e articolata discussa proprio nella commissione cultura di cui fanno parte i firmatari della interrogazione. La commissione ha dato, come prevede la legge, parere favorevole a questa e a altre misure.

Anzi, la commissione, in data 29 giugno 2011 prot. 6829 , ha rincarato la dose indirizzando direttive agli uffici e scrivendo testualmente a proposito delle risorse <di investire in modo proficuo…sul modello di altre realtà europee, quali la Catalogna>. Regione spagnola, che come è noto, basa la sua politica linguistica proprio sull’imposizione dello standard ortografico, così come è giusto e ragionevole per una lingua che si vuole considerare e rendere “normale”.

Oggi compio 60 anni.

Sono ufficialmente vecchio.

Mi si addice un comportamento conforme.

Ma mi girano lo stesso le mie vetuste palle leggendo: “Qualcuno in Regione pensa di poter “costringere” con un incentivo economico e in maniera burocratica i Comuni della Sardegna a prendere posizione in cinque giorni – dopo millenni di storia –  per una “lingua” che non è quella della loro comunità locale?”

Costringere?

Lo scrivono loro stessi tra virgolette.

Lingua che non è quelle della comunità locale?

Ma a quali ignoranti pensano di rivolgersi questi scalzacani?

La LSC è soltanto una grafia, non una “lingua”.

Un modo di scrivere.

Invito chiunque a smentirmi.

La lingua–cioè tutto l’insieme di costituenti che la compongono (lessico e grammatica)  sono fondalmente unitari per tutti i dialetti del sardo.

È la pronuncia che cambia.

E chi lo dice che la pronuncia debba essere riflessa dalla scrittura in modo fedele come quello dell’italiano standard, che non parla praticamente nessuno?

Perché la grafia non può essere come quella di tante lingue normali (inglese, francese, olandese) in cui la corrispondenza tra grafemi e foni non è univoca?

Neanche in Italiano esiste una corrispondenza perfetta tra grafemi e foni.

E allora cosa vogliono?

Dividere il sardo in “lingue” diverse?

Come il serbo e il croato?

Ma allora c’è qualcuno che si prepara alla pulizia etnica nella Sardegna centrale!

È vero che per un incidente “storico” il lessico impiegato nei documenti in uscita della Regione è sbilanciato verso le varietà settentrionali, ma a questo si può sempre porre rimedio e–cosa fondamentale–non implica in alcun modo che gli enti locali che VORRANNO adottare la LSC debbano anche adottare quel lessico.

I nostri scalzacani si rileggano la delibera di introduzione della LSC.

Da chi si sono informati?

Dal gruppuscolo dei campadanesi che vogliono scrivere il sardo seguendo le convenzioni grafiche dell’italiano?

E Oreste Pili, Ivo Murgia, Pedru Perra e compagnia cantante, perché invece di continuare a combattere una guerra persa non lavorano per meridionalizzare la LSC?

L’unica cosa che possono ottenere adesso è indebolire TOTU SU SARDU!

Se non è questo quello che vogliono, perché non smettere con questi sabotaggi e non mettersi invece a pensare a emendare la LSC in modo che permetta meglio di rappresentare graficamente i dialetti meridionali?

Una cosa è certa: non accetteremo mai la balcanizzazione linguistica della Sardegna.

 


		

3 Comments to “Andarono all’interrogazione e non sapevano niente”

  1. Mi faccia capire professore….questa decisione l’hanno presa loro e poi l’hanno contestata in pratica contestando se stessi?

  2. Egregio professore le risponde lo scalzacane! (come mi definisce lei, ovviamente questa sua caduta di stile, non conoscendoci, mi scusi ma non le fa onore) che ha scritto il comunicato stampa. Purtroppo lei ha a che fare con una persona che è conosciuta per la cura delle sue prese di posizione.
    A Lei potrà dar fastidio qualunque interrogazione che non combaci con le sue idee. Ed è ovviamente legittimo. Lei sembra impropriamente molto animoso con toni sinceramente fuori luogo perché probabilmente da dotto quale è si interessa di polemiche tra dotti che a me scalzacane proprio non interessano e nemmeno conosco. Le polemiche tra le élite non mi appartengono.
    Se mi chiamano gli amministratori di Fonni piuttosto di quelli di selargius o di Quartu pula o Cagliari ( dico solo ad esempio professore) che mi segnalano che per la prima volta esiste una premialita in denaro se adottano in 5 giorni la Lsc… con le loro comunità locali pronte a censurare il loro comportamento… Io chiedo di annullare questa premialita è una questione di principio. Denaro in cambio di adottare la lsc. Non è un fatto burocratico. Riguarda la comunità le persone che devono partecipare alle decisioni delle loro comunità locali.
    Ma, se lei non vuol entrare nel nostro club degli scalzacani, la pregherei di non dire cose sbagliate e non vere: purtroppo per lei non appartenevo alla commissione. bisogna documentarsi prima di scrivere.
    Inoltre le ricordo che la Lsc è stata deliberata dal nostro governo regionale, da noi, e infatti l interrogazione non riguarda ma anzi valorizza il percorso della Lsc.
    Capisco che per lei certi argomenti devono essere solo legati alle battagli di voi dotti di lingua sarda ma mi permetta anche da presunto scalzacane di denunciare un’ingiustizia.
    A disposizione per qualunque cosa se vuole mi tenga edotto sul suo punto di vista ogni contributo diverso per me è un arricchimento.
    Cordialmente
    Marco Espa

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