La solitudine di Giulio Angioni

Il nostro Agnelli fatto in casa si sente solo.

Come si dice in sardo: “It’s lonely at the top.”

Troppa poca intelligenza in giro, per il genio di Guasila: “Credo si debba fare qualcosa contro la scomparsa del sardo dalla quotidianità. La mia tristezza è nel non trovare compagni di strada con cui cercare farlo. Trovo solo degli imbecilli. Non c’è in Sardegna una quantità utilizzabile di intelligenze che si dedichino a risolvere questo problema.Questa amministrazione regionale, ad esempio, vi si è applicata trovando però delle soluzioni in parte poco chiare e in parte furbe, che alla fine si sono rivelate delle furbizie stupide e inutili in mano a certuni. Mi riferisco a chi riesce a pensare che al comune di Cagliari si possa adottare la forma linguistica di Atzara o di Ghilarza. Per parte mia sarei disposto a discuterne con persone abbastanza serie e intelligenti, ma non ne trovo, e questo è il guaio peggiore secondo me. Lo so che suona di una presunzione e di una protervia notevoli, ma per me è così. Questi problemi in Sardegna non sono mai stati oggetto di studi seri da parte di persone sufficientemente preparate e intelligenti.” («IN SARDEGNA MANCA LA CULTURA PER ELABORARE UN PROGETTO INDIPENDENTISTA», PAROLA DI GIULIO ANGIONI)

Mischineddu!

Ajò, o piciocus, fadeus una colleta e ddi comperaus unu cani!

Unu de cussus canis mannus-mannus po ddi preni sa domu.

Non vedo come si potrebbero alleviare altrimenti le sue sofferenze.

Angioni è chiaramente dissociato dalla realtà,

Come Don Chisciotte vede pericoli che esistono sono nella sua mente.

E non vede altre cose che invece vedono tutti.

Gli basterebbe leggersi o ascoltare quello che veramente si dice della lingua, lí dove di lingua si discute e sulla lingua si lavora.

Ma, ormai è chiaro, questi mentecatti che lavorano sul sardo non sono abbastanza seri e/o intelligenti per parlare al Divo Giulio.

E Angioni sprofonda nell’abisso della sua aristocratica solitudine.

Sprezzante e irragiungibile, ci priva da sempre–e ci priverà per sempre–del suo sublime e intelligentissimo contributo alla rivitalizzazione del sardo.

Ci punisce per la nostra pochezza e così non sapremo mai quali sono le sue geniali soluzioni per riportare il sardo nella nostra quotidianità.

Dovremo accontentarci–ma non siamo abituati ad altro–dei suoi attacchi a chiunque faccia qualcosa per il sardo ed egli attacchi  ai fantasmi che lo perseguitano, accanendosi–solo loro–contro la diversità linguistica in Sardegna.

Forse siamo noi che siamo troppo stupidi per capirlo, ma neanche questa volta Agnelli se la prende con l’unica minaccia per la diversità linguistica in Sardegna.

Quella che sta portando all’estinzione il sardo, come anche il sassarese-gallurese, il tabarkino e il catalano di Alghero.

Accenna al monolinguismo isterico dei suoi cari Italiani, ma non dice che a cacciare le lingue della Sardegna dalla normalità  della vita quotidiana sono la scuola e i media italiani.

Ma forse siamo noi, troppo stupidi, a non meritarci di più.

Giulio Angioni si porterà nella tomba il segreto delle sue geniali intuizioni, quelle che permetterebbero di rivitalizzare il sardo.

Che perdità per l’umanità!

Ahinoi, poveri Sardi!

O ANGIONI, MA TI POTZU TOCAI?

8 Comments to “La solitudine di Giulio Angioni”

  1. Caru Robertu,
    seu de accordiu cun tui ca sa menti de G.A. siada dissociada de sa realtadi, appu scrittu finzas callincuna cosa (Giulio Angioni e il Cialtrone, nel blog Archeologia Nuragica)

  2. E ite chi fiamus totus bellos angioneddos, arratza de bella gama chi b’esseret essida!

  3. a me sorprende sempre che la maggior parte della gente che è stata nelle commissioni della LSU e della LSC dopo si distanzia dal proprio lavoro… ma mi chiedo… mentre stavano li e hanno avuto la chance veramente di fare qualchecosa, che cavolo hanno fatto…? detti tutti di sì … e dopo a pranzo… o com’era???

    veramente… sono uscite le proposte di standard… e poi dopo nessuno ne ha colpa, nessuno lo voleva veramente così,

    LSU: Bolognesi chiede degli emendamenti dopo la LSU e dopo la LSC, Corraine non ha mai avuto l’intenzione di cambiare niente alla SUA proposta e s’inventa ogni giorno su facebook il lessico sardo abusando il nome LSC per diffondere esclusivamente parole della sua zona, Paulis si è ancora fermato con Wagner e la tesi dell’archaismo… Blasco Ferrer in realtà voleva due standard e ha sostenuto una proposta di standard che parla di due standard… l’unica donna della LSU, Dettori non l’ha neanche firmata (così come Paulis e Bolognesi) Wolf, vabehhh poverino, tanto è tedesco e non ci faceva niente lì, Porru e Sole (ammazza sono entrambi nati nel 1934) e Rubattu (1938) no comment!

    LSC le due donne della situazione: Pinna Catte si è ammalata e scomparsa, la Oppo e Lupinu servivano a giustificare la LSC con una pseudo ricerca sociolinguistica postuma che si doveva fare prima… Contini in realtà proponeva il nuorese come standard, e poi di punto in bianco ha cambiato opinione… Puddu ancora con -dh- alla ricerca della vera Mesania, Brigaglia chiama la LSC “una lingua che vivrà solo nei scaffali della regione” e infine…..Angioni in realtà è il genio frainteso,

    … o… ma si può sapere dov’erano tutti con la testa davvero??? e ora addirittura si prendono in giro tra di loro?

    scusate, lo trovo un po assurdo… mah … fate voi

  4. De pagu a cassa unu ex-carabineri at sparau po sballiu a unu piciocheddu.
    Videolina at intervistau a Angioni chi at nau ca sa cassa est unu arrestu de sa sociedadi agropastorali arcaica.
    Piticu s’antropologu! Casumai est unu arrestu de sa sociedadi cassadora e boddidora.
    E ita nai de sociedaidis modernas aundi si cassat ancora?
    Ayayu miu furiat pastori e messayu, tzius mius pastoris, una pariga de fradilis pastoris…
    Nci ddi fessit stetiu assumancu unu cassadori!

    • “E ita nai de sociedaidis modernas aundi si cassat ancora?” (cit.)
      Ma totus contr’a sa catza setzis? E ite buginu, commo totus sos chi sunt in favore de sa catza s’ant a cubare ca si no sunt dimonios… Non apo cumpresu.

  5. Marco Antonio, no mi seu spiegau! No est po essi po o contras a sa cassa (deu no seu contras) est po is arrexonis chi fait Angioni.
    Issu naràt ca sigomenti nci funt incidentis, sa cassa andat abolìa, ca si s’esistit ancora est sceti comenti residuu de sa sociedadi agropastorali arcaica. Tandus seribiat a educai is pipius a essi ominis e oi no serbit prus ca est mellus a ddus educai a sa vida tzivili. Intzomma, totus cosas aici, narat Angioni, ca a mei no mi parint aici intelligentis… po no nai ca funt tontidadis.

    .

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