“Grande intransigenza”

Non sono di quelli che si lasciano impressionare molto dalle parole.

Ho imparato troppo bene la lezione saussuriana: le parole sono dei significanti a cui, arbitrariamente, è associato un significato.

Siamo noi a dare un significato a quella particolare combinazione di suoni.

Ecco perché a me delle parole piace soprattutto il lato fisico, i suoni.

Ma a volte le parole hanno anche per me una loro forza evocativa.

Quanto vengono usate al di là dei loro confini convenzionali e per questo ti spiazzano.

Una di queste parole è “Endlösung (der Judenfrage)”.

Soluzione finale–in tedesco è una parola–della questione ebraica, dove “questione” sta per domanda (frage).

Soluzione finale.

Esisteva una questione ebraica?

Era esistita per secoli.

Oggi sono gli stessi ebrei a dirlo.

I Nazisti avevano la soluzione finale.

Penso che nessuna parola esprima l’essenza del nazismo come “Endlösung”.

La freddezza, la precisione, perfino la pignoleria, l’ineluttabilità impersonale con cui è stata posta in atto sono tutte contenute in questa parola.

Questa parola nega l’umanità degli Ebrei, come lo Zyklon, il gas usato per le derattizzazioni e poi nei campi di sterminio.

A volte bisogna avere paura delle parole.

“Washington riteneva e ritiene infatti che si debba arrivare al riconoscimento di uno Stato palestinese attraverso negoziati con Israele e non con “un colpo di mano” alle Nazioni Unite. L’esigenza della Casa Bianca coincide con quella israeliana, e blocca la situazione, perché la società politica di Gerusalemme vive una stagione di grande intransigenza. La quale assomiglia a un rifiuto a vere trattative. Alla vigilia delle elezioni politiche, previste per gennaio, nel Likud, principale partito al governo, ha prevalso alle primarie la corrente meno incline a un autentico dialogo con i palestinesi.” (Quel voto che divide l’Europa)

La vita con me è stata molto generosa, nel bene e nel male, e forse ho avuto da essa più di quello che sarebbe ragionevole desiderare.

Mi ha comunque risparmiato il triste destino di diventare un burocrate nazista o un giornalista di Repubblica.

Sono molto contento di non aver mai dovuto definire la Shoa come “soluzione finale” o la ferocia dei macellai Israeliani come “grande intransigenza”.

intransigenza

[in-tran-si-gèn-za] nome femminile

  1. rigidità di idee e princìpi Sinonimi: dogmatismo
  2. l’essere intransigente, inflessibile verso chi non si comporta nel modo giusto, verso chi sbaglia: Esempio: quel giudice è famoso per la sua intransigenza Sinonimi: durezza, inflessibilità Antonimi: indulgenza.

2 Comments to ““Grande intransigenza””

  1. Non mi sembrano sinonimi: il dogma è qualcosa che non si capisce (diciamo che il dogma cerca il “voto di fiducia”), l’intransigenza si manifesta contro chi si dichiara contrario a quanto, per l’intransigente, è chiaro come il sole. Tu mi sembri più un intransigente che un dogmatico.

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