Interpretazioni soggettive e dati oggettivi sulla mutua intelleggibilità delle varietà del sardo

009-2

E adesso voglio vedere le vostre reazioni ai dati di Orune e di S. Giovanni Suergiu.

O Pilloni, a proposito di spirito più o meno santo.

Come lo spiegate che se i due dialetti del sardo più distanti tra di loro, condividono circa l’85% del lessico, una pronuncia diversa delle stesse parole le renda incomprensibili a certi, ma non ad altri?

Ecco, insomma, quando comincia una bella discussione sui limiti oggettivi e soggettivi dell’intercomprensibilità dei dialetti sardi?

E come mai gli oppositori di una normalizzazione grafica del sardo non parlano mai di questi dati obiettivi e verificabili?

4 Comments to “Interpretazioni soggettive e dati oggettivi sulla mutua intelleggibilità delle varietà del sardo”

  1. “E come mai gli oppositori di una normalizzazione grafica del sardo non parlano mai di questi dati obiettivi e verificabili?” (quot.)

    Fortzis, proite non lis andant a leghere e non lis connoschent pro su fatu chi perunu giornale/telegiornale chistionat a subra ‘e custos istudios… Parrer meu sogetivu.

  2. Ca totu sa sardistica e sa filologia sarda no est basada a pitzu de datos ogetivos,ma de credentzas populares riportadas sena verificas

  3. E su mudimene de s’accademia? Cando mai, o cussos puru sighint tzertas bideas populares fundadas in su nudda.

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