Le quasi verità sulla LSC

105

Le cose “quasi vere” sono vere o false?

Io direi che le cose “quasi vere” sono effettivamente quasi vere se non si pretende che siano interamente vere, mentre sono interamente false se si tace che si tratta di “quasi verità”.

Cioè, il concetto di verità non si può definire al di fuori di un contesto.

A volte può essere sufficiente una verità relativa, ma questa diventa insufficiente se si cerca di spacciarla per verità assoluta.

Prendiamo il valore di Pi greco: 3,14.

E prendiamo la seguente affermazione: “non ci può essere niente di giusto nello sbagliato”, Adorno -Scuola di Francoforte-

A rigor di logica, dobbiamo ammettere che il valore di Π che ci hanno insegnato a scuola (3,14, insomma) è sbagliato, perché il suo valore preciso non si può neanche calcolare, dato che contiene un numero infinito di decimali (Prime 100 mila cifre).

Insomma, dobbiamo ammettere che l’affermazione di Adorno è una cazzata: 3,14 non è giusto, ma giusto abbastanza per permetterci di vivere una vita confortevole.

E anche se il valore di Π venisse arrotondato a 3,0, penso che non succederebbero grandi disastri.

In altre parole, anche nello sbagliato può esserci qualcosa di giusto.

Ma naturalmente non bisogna pretendere che 3,14 sia la “verità”.

Aundi seu parendi?

Su FB circola la nota seguente:

EDIZIONE STRAORDINARIA! LA VERITÀ SULLA LIMBA SARDA COMUNA (LSC)

O piciocus, aguantai-si forti: “Alla LSC precedeva una risoluzione (si veda sotto). Fu pianificata quindi una ricerca sociolinguistica, questo per sondare l’allora stato della lingua sarda, con lo scopo di garantire un miglior risultato per il nuovo standard di sardo scritto.

“L’atto ufficiale è la deliberazione n. 20/15 del 9.5.2005, che preordina un’indagine sociolinguistica sulla lingua sarda, affidata alla Commissione, affiancata da una società demoscopica che effettui la rilevazione dei dati. Obbiettivo della ricerca sarà la documentazione dello stato della lingua sarda (in quali aree dell’isola, spazi, luoghi, situazioni e momenti si parli il sardo; in quale misura e proporzione rispetto ad altre varietà locali, quanti sono i parlanti, quanti lo capiscono e sentono la necessità di parlarlo). È compito della Commissione individuare l’ipotesi di un codice linguistico che la Regione potrà utilizzare nella traduzione di propri atti […]. Una prima bozza di lavoro in questo senso ha dato vita ad alcune linee programmatiche che dovrebbero condurre alla redazione di un documento tecnico sulla Limba Sarda Comuna.”

La su scritta Risoluzione prevedeva quindi, una ricerca sociolinguistica che avrebbe dovuto precedere la stesura della LSC, questo per raccogliere i dati empirici essenziali per il corretto svolgimento dei lavori della Commissione.”

Come si può vedere, la ricerca demoscopica era mirata a stabilire lo stato della lingua sarda, non a garantire un miglior risultato per il nuovo standard scritto, come fantasticato da Giovanni Lupinu, imitato in seguito da Marinella Lörinczi e da Alexandra Porcu. Alexandra Porcu, nella sua sfrenata fantasia si immagina che un’inchiesta demoscopica possa fornire i dati per una standardizzazione.

Purtroppo per lei, lo scopo della ricerca sociolinguistica non era quello.

La Porcu, poi, mi tira direttamente in ballo con la seguente affermazione: “Oltretutto, Bolognesi, già prima della pubblicazione della LSU, richiese alla commissione degli emendamenti democratizzanti, emendamenti che sfortunatamente non furono presi in considerazione. Si ripeté la stessa scena con la LSC. Per questo motivo Bolognesi ne fece successiva richiesta d’introduzione alla conferenza di Paulilatino (2007), l’inserimento non avvenne comunque, fino appunto, ad oggi.”

Io, a Paulilatino, non ho fatto richiesta di introduzione degli emendamenti a suo tempo proposti per la LSU. A Paulilatino ho detto semplicemente che bastano pochi emendamenti per permettere la pronuncia della LSC in qualsiasi altro dialetto del sardo.

Non ho presentato alcun emendamento alla LSC fino a quando ho pubblicato quest’articolo sul mio blog: Grafia Sarda Comuna e literadura sarda

Quella della Porcu è cioè una mezza verità, distillata effettuando una lettura distratta di quello che ho scritto in proposito.

E una mezza verità è anche una mezza menzogna, che diventa una menzogna intera quando la si spaccia per niente di meno che “LA VERITÀ”.

E la Porcu continua con la presentazione degli argomenti, già varie volte discussi e rifiutati, usati dai vari accademici italofili e nemici del sardo.

Se la Porcu voleva contribuire al dibattito sui miglioramenti possibili e necessari della LSC, allora ha sprecato il suo tempo.

22 Comments to “Le quasi verità sulla LSC”

  1. Caro Bolognesi…

    Ovviamente c’era un motivo per il quale IO nel mio facebook non ho taggato ne a lei e neache gli altri amici della LSC (Limba Sarda Corraine). Sappevo che le reazioni fossero state così perché Lei sta facendo una guerra privata a tutta quella gente. Soprattutto alla “Marinella di Vampirialand”, a “Blasco non ci casco”, alla “Calaresu- anda in cuddu paesu??? (non so quale bel sopranome ci possa essere))”… e imoi puru a mei… sto un po sbadigliando… ma…rispondo lo stesso…

    Allora. Forse il suo problema oggigiorno è che si sta concentrando poco di scrivere roba intelligente come lo fece una volta, e maggiormente cercando il pelo nell’uovo agli altri. In più sta chiudendo gli occhi su alcuni FATTI.
    Io scrivo questo caro Bolognesuuuu perché è quello che ho letto, scritto nella pagina della RAS e commentato della Lörinczi (che ritengo molto più citabile degli “esperti della comissione” e altre persone coinvolte nella “Questione della limgua sarda”).

    Se lei si ricorda… tanto tempo fa… quando scriverva ancora roba scientifica, invece di circondarsi con stupidi cagnolili che le fanno il coro (ammesso una volta facevo parte del gregge anch’io), si ricorderebbe del fatto che un testo basato su altri testi e su pochi dati certamente può anche essere erroneo in parte, come dice lei. Ma almeno ci sono tentativi da parte mia di trovare la verità. Certamente ho chiamato l’articolo: “La verità sulla lingua sarda” per attirare attenzione… uno non deve essere un genio per capirlo. Ma vediamo la sua critica:

    1. Può darsi che lo scopo di quella ricerca non era quello che è stato interpretato da me o Lupinu (che addirittura faceva parte della stessa ricerca- mazza se non l’ha capito lui- ???) … magari la Marinella di Transilvania è solo una povera scema che ha scritto quello perché è una fascita italiota che odia le lingue minoritarie e a Bolognesu??? bene, a me non me ne sbatte un bel niente delle SUE fantasie, signor Bolognesu… le fantasie che lei ha di questa gente e soprattutto di me “tangieren mich peripher” come si direbbe dalle mie parti. Io cerco la verità… forse, ha ragione… forse la verità ci sta di mezzo… o forse la verità non esiste… ed è composta solo dalle singole opinioni. Io mi potevo basare solo sui fatti scritti… e se si ricorda bene… caro dottor Bolognesi, le ho scritto qualche email in privato per chiederLe (e anche agli altri) come sono andate le cose… visto che nessuno di voi voleva rispondermi… potevo basarmi solo sui testi scritti e interpretare quello che leggo… e se anche altra gente l’ha interpretato come me, non vuol dire che io sia bugiarda o che ho interpretato male, vuol dire che i testi sono scritti in maniera ambigua…così come sempre si fa nella politica …

    La Commissione della quale si sta parlando è quella della LSC? O no? Allora, la delibera scrive, come dice Lei, che è “mirata a stabilire lo stato della lingua sarda” … eeee poi proprio la frase seguente, LA frase nella delibera, quella che tutti noi ci stiamo fantasticando, dice: “È compito della Commissione individuare l’ipotesi di un codice linguistico che la Regione potrà utilizzare nella traduzione di propri atti […].” NOOOO ma di sicuro NON stavano parlando del fatto che questo “codice linguistico” dovrebbe essere sulla BASE della ricerca…. NOOOO quello ce lo stiamo tutti fantasticando?

    Ok… caro Bolognesu… forse l’abbiamo interpretato tutti male. Domanda? Allora a che cazzo doveva servire quella ricerca alla LSC se non doveva essere utile per avere qualche dato in mano che avrebbe potuto influire sulle scelte della Commissione? E perché “preordinare”? perché doveva precedere? Fatto sta è che non è preceduto UN CAZZO… fatto sta che come tutto è stato fatto alla “italiana”… non ha preceduto e non ha nenache avuto effetto alla norma… certo che quello era lo scopo, altrimenti perché la stessa Commissione è stata richiamata di farla…???
    È uscita dopo la norma stessa sotto un altro nome. E non è stata fatta dalla Commissione, così come previsto.

    2. Che lei ha richiesto emendamenti già prima della pubblicazione della LSU è evidente! Lo dimostra poi la pubblicazione sua del 2002 (Una normalizzazione democratica della lingua sarda). Addirittura Blasco Ferrer parlava già da prima di “Modello Corraine” e di “Modello Bolognesi” (si veda il documento nella pagina web della Condaghes), non importa quello che ha scritto Blasco. Importa solo che stavamo parlando di LSU (proposta Corriane) e la proposta Sua (del dottor Bolognesi)… ecco… poi cosa è successo? un bel cazzo… ci é stata la proposta della Mesania che alla fine non venne accettata… ciò che rimase sempre in sottofondo erano i due “modelli”.

    Poi si è fatta la Commisione per la LSC. È uscita nel 2006. Incorporava due o tre cosettine più “meridionali”- “democatizzanti”, ma la base della proposta rimase sempre la LSU, il “Modello Corraine”. Infatti lui la usa e la propaga da per tutto… a quanto pare ora sta anche cercando qualcuno che traduca la bibbia in LSC… a parte questo… Con la frase: “Si è ripetuto la stessa scena”, intendevo che infatti Lei a Paulilatino ha fatto una proposta di emendamenti… ma chi se ne frega se era per la pronuncia o per la morfosintassi o chi sa cosa. FATTO sta che lei ancora non era soddisfatto e convinto al 100 per 100 con il proprio prodotto, la LSC. Così come quasi tutto il resto della Commissione, a parte il nostro amico Corraine. E queste erano le verità delle quali parlavo IO e non quelle piccole stronzate che sta cercando ora Lei nel mio testo perché vuole trovare il pelo nell’uovo… quando le cose sono chiarissime. Ma visto che Lei non riesce neanche più a leggere un testo in maniera “neurale” e vede da per tutto nemici o italioti o i miei coglioni… le dico un altra verità:

    Io non volevo contribuire a migliorare la LSC, tanto non si farà mai… quella è la BUGIA della LSC…nenache mezza-verità… est una faula e totu ca dd’ant scritu funt faulargius… cumprendiu: “si potrà arricchire e migliorare” (addirittura, mi sa che si scrive “il popolo” e questo lo dovrebbe garantire: S’UFITZiU DI CARRONZU ehhhh… si vede!!! pitica sa faula! UNA BUGIA! UN FALSO! Se così fosse perché allora le sue proposte del “documento grafia sarda” non li caga nessuno… neanche la sua amichetta Giulia Aresu? Migliorare la LSC? no, io non volevo questo… volevo ricordare in quale maniera fascista le cose sono andate e stanno andando…

    Bene, visto che Lei non ha capito cosa voleva dire il mio testo, le faccio un piccolo riassunto:

    1. La LSC è un po nata alla cazzo di cane. Soru voleva velocemente chiarire questo problema. Le cose non sono andate così come dovevano andare… le date, i tempi, le delibere… un casino.

    2. La maggior parte della Commissione stessa, non la voleva dopo che l’ha vista. È successo la stessa cosa come dopo la pubblicazione della LSU. Le reazioni erano alquanto forti. Solo che adesso è passato tanto tempo e la gente non si ricorda più.

    3. La LSC in se… come direbbe Perdu Perra: “È una cagata”… e ha ragione. Dal punto di vista di come è argomentata e come le singole regole sono imposte, è una presa in giro. È poco meridionale… infatti se vediamo chi la usa, vediamo che è solo gente del nuorese o logudorese (e per favore ora non mi posta le Sue cartine su: “dove è la lacana”!).

    Io volevo descrivere queste cose perché tante persone le hanno dimenticate o neanche mai sapute. Se lei non ha capito questo, ha un po dimenticato lo scopo della sociolinguistica, della scienza o non so cosa… certamente non possiamo essere sempre supercorretti, ma ci possiamo provare…

    Dottor Bolognesi, le auguro buone feste… credo che mi farò come autoregalo il suo libro… visto che un giorno, forse quando tutti parleranno in Limba Sarda Corraine, qualcuno vorrà sapere qualchecosa sulla fonologia meridionale.

  2. Ho censurato un commento di Alexandra Porcu e uno di un certo Ubaldo Lai perché contenevano degli insulti. Io lei non l’ho insultata.

  3. Mi’ ca sesi, mi’. Candu mi dhi naras ca est frassa, Alexandra (cumenti si ligidi?) at a tenni arrexoni de si chésciai? De Ubaldo Lai, no isciu. At essi su sposu.

  4. Ma custa Alexandra esistit a berus o est unu nick
    de Marinella?

  5. A. Porcu narat issolòrios,a sa sola, in intro de unu mundu suo, chirchende inimigos chi non bi sunt, tzitande e pessighende a tie chi no l’as mai chircada. E cun cale cara! Sena nd’ischire meda-meda, de sardu. Difatis, nche l’ agabbat sempere in italianu. Est una sena cabu. Non fachet a pèrdere tempus cun gente gosi. A mègius bìdere o lèghere. Bonas Pascas de Nadale.

  6. Alexandra cerca di mettersi in evidenza per avere un assegno di ricerca o una borsa di studio dall’università di Sassari così come Simone Pisano, servono forze fresche per riavviare la disinformazione anti lingua nazionale, Lupinu e Manca si sono rivelati poco efficaci

  7. A bortas mi benit de pensai chi iat a essi mellus a nci ddus lassai, is cummentus cun insultus de Alexandra… aici totus podint biri ita genia de persona est, e decidi de no dda carculai prus.

  8. Alexandra proceddina, in italiano l’accusativo preposizionale non si usa, ahi ahi….

  9. Ite trista paschixedda chentza de traballu e chentza de amori, ecu is risultaus de su feli

  10. La differenza sta nel fatto che chi non sa il tedesco non pretenderebbe mai di dire come devono parlare o scrivere i tedeschi, mentre chi sa a malapena sardo e italiano pretende di pontificare. Studia ragazza, cresci, soprattutto moralmente e politicamente.

    • Archivista.
      La Romanistica esiste al livello universitario come materia perché fu inserita da un tedesco, Friedrich Christian Diez.
      Sul sardo scrivevano tantissimi tedeschi e tedescofoni, Walter von Wartburg, Gerhard Rohlfs, Helmut Lüdtke, Max Leopold Wagner, Rudolf Böhne, Heinrich Lausberg. Oggigiorno possiamo parlare di Rosita Rindler Schjerve, Guido Mensching, Eva Maria Remberger e potrei elencare altre persone che in questo momento stanno scrivendo le loro tesi di dottorato sul sardo.

      Credo, addirittura, so che il loro livello d’italiano e di sardo non era e non è meglio del mio. A parte questo.
      Solo facendo errori s’impara.
      Niunu naschet in s’arte imparadu.

  11. Ma dov’è finita la tanto sbandierata razionalità germanica? Suvvia Alesgiandra, tu che ne sai a scoppio indicaci come bisognerebbe procedere (passo-passo) affinchè la LSC venga emendata? Noi sardignoli da soli non ci riusciamo…

    • Ma, una domanda…? chi di voi si è letto il mio testo? chi di voi sa chi sono, cosa faccio? A parte questo, Brutto, basso sardo… o comenti t’as auto-tzerriau tui…

      1. Passo: ricordare alla Regione cosa c’é scritto nella LSC. Che si doveva trattare di una norma sperimentale che poteva essere arricchita e emendata

      2. Deve uscire una delibera che conceda una nuova commissione

      3. Una nuova commissione:

      ti dico anche chi, secondo me, ci dovrebbe essere per far uscire una cosa VERAMENTE democratica:

      1. Persone con l’esperienza di altre commissioni
      2. Gente dell’uficcio della lingua sarda
      3. Giovani linguisti o gente con esperienza nell’ambito.
      4. Gente che si occupa di letteratura, casi editrici o scrittrici…
      5. L’opposizione (gente che difende la grafia meridionale)
      6. Insegnanti di scuole: da scegliere (età media 40), due del nord e due del sud (due donne e due uomini)

      Intanto più giovani, più donne (non avere paura, io non ci voglio essere!)

      4. O si meridionalizza la LSC e si mettono degli emendamenti alla Bolognesi che sono discutibili comunque o si allarga la LSC in un paio di altri punti che diventi un po di più come la vecchia proposta della Mesania o anche come le Ainas, questo se lo vedono loro poi durante i lavori.

      5. Tutti devono rinunciare a qualche cosa, questo è evidente. Lo scopo deve essere che tutti però riescano a vivere con ciò che ne esce fuori. Per esempio credo che nessuno abbia grossi problemi con il scrivere: tengiu, invece di tenzo o tengu ecc…ma avere una norma scritta sarda senza -x- è assurdo. Sono del parere che con volontà, empatia per l’altro e con rispetto per l’altro, con AMORE per il proprio popolo e la propria gente si possa arrivare ad una soluzione.

      Ma si DEVE fare. Non si è fatto niente da 7 anni. Io, sì, forse stupida, tedesca, figlia di emigrati che non conosce il sardo e neanche l’italiano secondo qualcuno ecc. vi chiedo a voi sardi, non sardignoli (visto che non mi permetterei mai di dire una cosa così stronza e brutta) posso ancora credere in voi? posso ancora credere nelle vostre parole dette e scritte?

      Ecco, la mia razionalità tedesca.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: