Dispersione scolastica e lingua

289

La dispersione scolastica in Sardegna, anziché calare, sale: “Scuola – A partire dal 2007, in Sardegna la percentuale di abbandoni scolastici è cresciuta dal 21,8 al 25,1%, una cifra superiore di 12 punti percentuali rispetto alla media europea. Nel triennio precedente (2005-2007) la dispersione scolastica era invece diminuita di circa il 10%.”Sardegna. Cinque anni di declino nel rapporto Crenos 2013

In Sardegna, la dispersione scolastica è doppia rispetto alla media europea e supera di un terzo la media italiana: “Ebbene, se in Europa la tendenza è in calo, con una media del 12,8 per cento di giovani che lasciano la scuola prematuramente (ormai sempre più vicina a quel 10 per cento indicato dall’Unione Europea da raggiungere entro il 2020), in Italia si va verso la direzione opposta: il numero di alunni che lascia i banchi prima dei sedici anni rimane fermo al 17,6 per cento. Che in termini pratici si traduce in centinaia di migliaia di ragazzi che vanno quasi sempre ad allargare le fila dei cosiddetti neet, ovvero dei giovani che non studiano né lavorano.

Anche il resto dei dati fornite da Eurostat risultano davvero preoccupanti: se nell’Ue a 27 i diplomati sono in assoluto il 35,8 per cento, nel nostro Paese non arriviamo al 22 per cento. E non va meglio a livello universitario, visto che se l’Unione Europea detiene ormai circa il 36 per cento di “dottori” 30-34enni, rispetto a quelli che avevano iniziato gli studi, l’Italia nella stessa fascia di età si ferma al 21,7 per cento. Che rappresenta il risultato peggiore dei 27 Paesi europei esaminati.” Associazione Dirigenti Scolastici DiSAL – Dispersione scolastica: in

È chiaro che, se qualcosa è stato fatto per affrontare il dramma della dispersione scolastica in Sardegna, questo non ha funzionato, anzi!

Non so bene quali siano stati gli interventi, ma so con certezza che una cosa non è stata fatta: un’indagine mirata a stabilire il rapporto tra la la dispersione scolastica e la lingua effettivamente usata dai giovani sardi. Una simile ricerca non esiste per la Sardegna e, a quanto mi risulta, non esiste per tutto il territorio dello stato italiano.

Eppure una connessione tra i due fenomeni ci deve essere, visto che nel 2010, la segretaria regionale della CISL, Oriana Putzolu,  affermava: “ L’indicatore percentuale di studenti con scarse capacità di comprensione della lettura, riferito all’aggregato “Isole”, evidenzia che il 36% circa degli studenti isolani non risulta in grado di comprendere nemmeno testi che presentano un livello di difficoltà molto basso.”

È chiaro che, se uno studente non capisce quello che legge, ha pochissime possibilità di arrivare al diploma.

Mi sembra altrettanto chiaro che deve esistere una discrepanza tra la lingua usata dai giovani sardi e la lingua che la scuola si aspetta da loro.

Oggi il problema viene liquidato con una leggerezza che sconfina nella colpa, dicendo che tutti i giovani Sardi sono italofoni.

Eppure a nessuno dei linguisti che operano in Sardegna, a nessuna delle università della Sardegna, a nessuno dei politici sardi–inclusi quelli democratici, sovranisti e indipendentisti–è venuto in mente di accertare quale sia effettivamente la situazione linguistica dei giovani Sardi e di cercare di comprendere quale sia il rapporto tra questa lingua e il fallimento scolastico.

Io denuncio il problema da quanto ho aperto questo blog, riprendendo il discorso iniziato negli anni ’70 da Elisa Spanu Nivola e da Teresa Pinna Catte, ma nessuno–nessuno, nemmeno i miei amici democratici, indipendentisti, sovranisti–hanno mai accolta la denuncia per darle gambe.

Adesso sappiamo che la situazione sta peggiorando ulteriormente.

Questa indifferenza per il problema della lingua, perfino nei suoi aspetti più drammatici, squalifica tutta la politica e tutta l’intelligentsja sarde.

Io qualcosa l’ho scritta: Italiano di Sardegna e dispersione scolastica

I politici e gli intellettuali sardi continuano a rifiutarsi di prendere atto del fatto che la questione linguistica in Sardegna è tutt’altro che risolta. Evidentemente non hanno ancora superato il trauma della loro italianizzazione forzata, della loro coglionizzazione.

E il futuro della Sardegna è già tutto in questo presente che nega l’esistenza della questione linguistica: i nostri politici e intellettuali ci stanno preparando un futuro ancora più nero del presente.

 

2 Comments to “Dispersione scolastica e lingua”

  1. Scisi ita ti nau? At a essi puru cumenti naras tui. Su tanti “fisiologicu” iat èssiri su 10%, a su chi na’ Bruxelles (ma ita at a bolli nai?). In Continenti ( ma est sa mèdia) funti a su 17,5%, nosus a su 25,1. Dhu’ at unu scartu de 7,6% e no est pagu. Custa diferèntzia si podit ispiegari cun su chi ses narendu de diora. Ma, po arribari a su chi na’ s’ Europa, nd’amancat un atru seti e mesu apitzus de centu (7,5%). Sigomenti seus chistionendi de is magànnias de sa scola, no at éssiri sa scola italiana maganniosa? E non mi ndi boghist sa “classi dirigenti” ca est comenti su cani chi si mùssiat sa coa: de custa scola ndi bessit sa genti chi nosi ghiat e, a dolu mannu, at a essi sempri peus.

    Ma agguai a dha tocari custa scola, si ndi pesaus che s’axedu. Currudus e apaliaus o, chi t’andat mellus, apitzus de is corrus cincu sodhus. Cantu m’ iat a praxi una scola sarda! Feti ca po essi sarda prima de totu e po èssiri “scola” imprefinis, a parri miu, depiat essi a dha lassar’ a fari a chini dha bolit fari candu est capassu de dha fari. Chini pagat? Su stadu, cali si siat chi siat. Dhu narat puru sa “Costituzione più bella del mondo”.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: