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June 22, 2013

In fondo la notizia dell’esame in sardo è soltanto molto triste

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Non non abbiamo nessun diritto di essere contenti per il fatto che Riccardo Laconi, e soltanto lui, sia un piccolo eroe della limba.

Il merito va tutto a lui, ai suoi genitori che gli hanno insegnato il sardo e alla professoressa Rina Pinna.

Noi dovremmo soltanto vergognarci.

Siamo qui a gioire–finalmente!–di qualcosa che in un paese normale sarebbe la cosa più normale del mondo.

Siamo qui a gioire perché una ragazzino–un piccolo eroe–ha preteso il rispetto di quello che è uno dei diritti umani più elementari: utilizzare la propria lingua nella scuola.

Siamo qui a festeggiare l’eccezione che conferma la regola e la regola è che un quarto dei ragazzi sardi abbandona la scuola senza diploma, perché–ma nessuno ha mai avuto il coraggio di studiare il problema–non parlano l’italiano standard.

Povero il popolo che ha bisogno di eroi, poveri Sardi.

Pensate a quante generazioni di Sardi si sono viste negare questo diritto elementare.

Pensate alle centinaia di migliaia di Sardi che sono state estromesse dalla scuola perché sardofoni.

Pensate a tutte le migliaia di ragazzi sardi che non arrivano al diploma perché non sono in grado di capire un testo semplice in italiano.

Pensate a cosa sarebbe la Sardegna se la selezione della classe dirigente–perché questo è quello che fa la scuola–avvenisse sulla base della conoscenza della lingua e della cultura della nostra terra.

E invece abbiamo la classe dirigente che abbiamo.

Che ci meritiamo.

In fondo non abbiamo il diritto di essere fieri, ma solo il dovere di vergognarci profondamente.

Tutti.

Tutti, meno Riccardo Laconi.