Dal Rigoletto alla Cavalcata delle Walkirie: quando il melodramma intacca il cervello di chi già ne ha poco.

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Custa est Mitza (torra) e mi narat babbu!

Ah, faeddat 4 limbas!

Certa gente, anziché di lingua farebbe bene a parlare di linguine.

“Aveva ragione Kapucinski (perdonatemi la grafia polacca incerta): le pesti dell’umanità sono tre: il razzismo, il fondamentalismo religioso e il nazionalismo. Nei momenti di crisi affiorano spesso queste pesti e ora, in Europa, in Italia e soprattutto in Sardegna, siamo in un momento di grande crisi. Ed eccolo il nazionalismo sardo, con annesse “prolegomeni a qualsiasi nazismo che si presenti come nazionalismo” (E chi coglie la citazione, buon per lui). Qualche avanguardista della razza ariana sta addirittura proponendo una legge che preveda per i concorsi pubblici in Sardegna l’obbligatoria conoscenza del sardo.
Quasi che si possa iniziare a costruire dal tetto, anziché dalle fondamenta. Quasi che in Sud Tirolo o in Catalogna abbiano PRIMA iniziato a parlare la loro lingua e POI siano diventati degli esempi virtuosi. Quasi che obbligare le persone come me che sognano e si esprimono solo in italiano in famiglia e con gli amici a imparare il sardo possa un domani fare dei sardi un popolo consapevole, coeso, rispettoso delle proprie tradizioni, dell’ambiente naturale e capace di amministrare le proprie risorse.
Quindi ecco che io sono stato sfrattato dalla mia sardità, ecco che io sono meno “puro” di chi dice “abba” anziché “acqua”, “Babbu” anziché “papà”.
Complimenti. Davvero complimenti al nuovo nazismo sardo nascente.”

Sono stato sfrattato da sardo perché non puro. Il nuovo nazismo liguista di Sardegna.

Dato il livello degli argomenti, traduco, per i diversamente colti, una barzelletta sarda.

Nei bei tempi andati, in cui non esistevano i contraccettivi, il parroco di un paese sardo, per evitare di aggiungere problemi concreti ai problemi dell’anima, convinceva le parrocchiane con cui peccava a concedergli l’intimità posteriore (N.B. citazione coltissima, viene da Amarcord).

Si era specializzato in parrocchiane incinte e le convinceva a peccare con il seguente argomento: “Se me lo fai mettere lì, tuo figlio diventerà vescovo!”

Molte parrocchiane accettavano.

Una volta, una parrocchiana molto bella e giovane ha accettato, ma a condizione che il parroco si limitasse a una modesta penetrazione di pochi centimetri.

Il parroco, sempre più eccitato, non si accontentava di quei pochi centimetri e, con la voce roca le disse: “Se me ne fai mettere ancora un pò’, tuo figlio diventerà cardinale!”

La prospettiva di un figlio principe della chiesa piacque alla giovane donna, che concesse ancora alcuni centimetri al parroco.

La donna, in effetti, concedeva a qualcuno l’intimità posteriore per la prima volta, la penetrazione era quindi difficoltosa e perciò ancora più eccitante per il prete.

Al colmo dell’eccitazione, il parroco promise: “Se me lo fai mettere tutto, tuo figlio diventerà papa!”

La donna ovviamente accettò e il prete si accinse a darle il colpo di grazia, ma l’aria introdotta dal pompaggio precedente fuoriuscì improvvisamente e rumorosamente dallo sfintere della parrocchiana.

E il prete esclamò: “Merda, adesso diventerà un cantante!”

(in sardu: “Merda, immoi nascit cantanti!”)

Spiego la barzelletta ai diversamente intelligenti.

C’è gente che crede di essere democratica e si preoccupa dei diritti di chi non conosce il sardo–il diritto “sacrosanto” all’ignoranza–mentre–ohibò–non si preoccupa di quel quarto di ragazzi sardi che lasciano la scuola senza diploma e di quel 36% di giovani che non è in grado di leggere un testo semplice in italiano.

La questione linguistica in Sardegna è fonte strutturale di disoccupazione: già non si trova lavoro con la laurea–ma almeno puoi emigrare–figuriamoci se non hai nemmeno un diploma.

Dare del “nazista” a chi vuole introdurre la “discriminazione positiva” nei confronti dei sardofoni si qualifica da sé.

Insomma, c’è chi nasce democratico e c’è chi nasce cantante.

6 Comments to “Dal Rigoletto alla Cavalcata delle Walkirie: quando il melodramma intacca il cervello di chi già ne ha poco.”

  1. Ahahah!!! Ojoj, bella Robe’!! Mi paret ca no b’apat ateru nudha de agiunghere…

  2. Istimadu Roberto,

    ma custu gianluca florisi no est cussu ca traballat cun biolchini in radio x ,su ca traballat in su teatru liricu ??? Custu est su classicu sardu “no mi tocchetti che mi caghetti” ….pitticcu su fascista isterico monolingue

  3. Non connosco – ne so interessadu a connoschere – custu Floris, chi in pagas paraulas est istadu capassu de bombitare unu muntone de machighines e mescamente de tontesas. Ma da ue est bessidu?

  4. gesu’ cristu miu ita si tocat a intendi …..tenis arrexioni est unu cantanti e cantanti aturat🙂

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