Perché qualunque frillo con un po’ di prurito al cervello può permettersi di parlare di linguistica?

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Custa est Mitza!

Io ho una bella voce.

Sono baritono, ma non ho mai preso lezioni di canto.

Mi avete mai beccato a impartire lezioni di belcanto a chicchessia?

Perché allora qualunque frillo con un po’ di prurito al cervello può permettersi di parlare di linguistica?

http://costruiresumacerie.org/

6 Comments to “Perché qualunque frillo con un po’ di prurito al cervello può permettersi di parlare di linguistica?”

  1. Ma chini est, custu italianu callonizau???

  2. hahaha… ma aundi dd’as agatau? no mi parrit berus.

    non credo che si sentano tedeschi, semmai, si sentono austriaci. gli austriaci non si sentono tedeschi e non fanno parte della Germania e i tedeschi non direbbero mai che i Tirolesi sono tedeschi. È come dire che gli svizzeri sono tedeschi. È assurdo.

    A parte questo… l’Alto Adige è stato annesso all’Italia nel 1918/19 e da quel momento è iniziata la “pulizia della lingua”. Certo, avevano durante il Fascismo le famose “Katakombenschulen”, laddove in segreto s’insegnava il tedesco…però da lì sono 30 anni fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Per ciò, un tempo molto breve, paragonato alla Sardegna.

    In Sardegna la lingua italiana è stata imposta già dei Savoia: “A partire da questa data i nuovi padroni dell’isola, i Savoia, divenuti re di Sardegna nel 1718, imposero l’italiano come lingua ufficiale nelle scuole sarde.” (Bolognesi / Heeringa (2005), “La Sardegna fra tante lingue: p. 25”). Cioè 200 anni prima.

    Intanto i sardi hanno subito un contatto linguistico con l’italiano di 200 anni in più dei tirolesi… alla faccia, per quel tempo lì, ci dovrebbe anche meravigliare che qualcuno addirittura parli ancora il sardo. I sardi hanno subito:

    1. L’unificazione dell’Italia
    2. Il purismo italiano (del quale pur troppo si parla poco!)
    3. Il Fascismo

    Giusto per rispondere al signor Floris… per me questo significa che proprio che i sardi abbiano un fortissimo legamento con la loro terra e che SONO SARDI e che si sentono alquanto sardi, così come i Tirolesi si sentono “tedeschi”! Non dimentichiamo che ovviamente l’italianizzazione di una lingua romanza avvine più velocemente dell’italianizzazione di una lingua Germanica. Intanto… io questo lo chiamo RESISTENZA assoluta.

    Vorrei anche sapere come il signor Floris ci spiega il fatto che esistono più di 120 Circoli Sardi nel mondo (nessun altra minoranza etnica ha così tanti Circoli e un emigrazione così organizzata al mondo! Neanche i Catalani!!!) In questi Circoli, il sardo è ancora abbastanza vivo, almeno in quelli che esistono da 40 o 50 anni, visto che il sardo per tanti era l’unica lingua che conoscevano quando emigrarono negli anni 50 e 60. In più troviamo il maggior numero dei circoli sardi in ITALIA perché il sardo si sente emigrato appena lascia l’isola (bell’osservazione che fece Frantziscu Sedda qui a Berlino tre anni fa).

    Al contrario dei Catalani che avevano già la Generalitat che risale all’300 e avevano una lingua standard già molto prima della Seconda Guerra Mondiale. E quando è morto Franco (1975), avevano il “go” per introddurla nelle scuole. in italia invece, il sardo come lingua venne menzionata nella legge del 1999 (quasi 25 anni dopo).

    E già, il signor Floris ha ragione… alla fine non possiamo paragonare il sardo al tedesco dell’Alto Adige e neanche ai Catalani… ma non per i motivi stupidi che ci da lui… chissà come sarebbe andata la cosa se anche loro avessero avuto la stessa storia dei sardi…

    credo che addirittura tutto questo mostra la grande volontà di essere un popolo che ha il diritto di mantenere la sua lingua.

  3. Cito:
    “Intanto i sardi hanno subito un contatto linguistico con l’italiano di 200 anni in più dei tirolesi… alla faccia, per quel tempo lì, ci dovrebbe anche meravigliare che qualcuno addirittura parli ancora il sardo. I sardi hanno subito: 1. L’unificazione dell’Italia 2. Il purismo italiano (del quale pur troppo si parla poco!) 3. Il Fascismo”
    Potreste darmi qualche reference sui 3 punti sovracitati? Mi piacerebbe avere qualche “dimostrazione” concreta in mano. Grazie.

  4. Una cosa toccat a dha nai, is PDinus sadrus funt creativus mera, ma mera. is PDinus sadrus de Castedhu, o de Tattari, funt prus creativus puru! Ad a arribbai sa dì de nci dhus ponni totus in sa tirrenia anca nci funti is amigus insoru e a dhus mandai a bivi a Napoli, ingunis ant a podi essi italianus comenti disiggiant issus.

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