Quanta voglia di normalità

035-2

In Olanda di uno specialista della “lingua romanza più arcaica” non se ne fanno niente.

Sorpresi?

Il sardo è una delle tante lingue minacciate che esistono al mondo–anzi, la maggior parte delle lingue del mondo lo è–e gli Olandesi hanno già finanziato diverse ricerche sulla nostra, perché dovrebbero continuare?

Una di queste ricerche è servita proprio a sfatare il mito–mito? Ma cale mito? Barzelleta!–che il sardo fosse una lingua “arcaica”: Sardegna fra tante lingue

Sono servite queste ricerche?

Vedete voi…

A me sono servite a capire che essere sardi dovrebbe essere una cosa normale.

Così, da persona normale mi sono cercato un altro lavoro, perché, come diceva il babbo di Guccini: “La pensione è davvero importante!”

Quest’anno il lavoro l’ho trovato ancora più lontano da casa mia.

È un bel sacriificio, ma l’indipendenza economica è la chiave di tutte le altre indipendenze e tre ore di macchina passano in fretta, pensando a tutta la gente che hai stratallato e preso per il culo, e preparandoti a colpire ancora.

Che gusto ci provo?

Probabilmente è lo stesso gusto che prova il sopravissuto a un disastro naturale o a una guerra di sterminio.

Il gusto di sentirti vivo e libero.

Il gusto di sentirti diverso–normale, appunto–rispetto a quei milioni di persone che trovano invece normale che un delinquente pregiudicato condizioni tutta la vita pubblica italiana con la sua pretesa di essere al di sopra delle leggi.

E diverso anche dai quegli altri milioni di persone che, pur odiandolo, permettono a Berlusconi di condizionare ancora la loro vita, mantenendo al loro posto i suoi finti nemici.

E diverso rispetto a una borghesia sarda, che odia se stessa al punto di negare la propria lingua e la propria identità.

In questi i borghesi sardi sono davvero unici: non esiste altra minoranza al mondo di queste dimensioni, la cui borghesia rifiuti di usare la propria lingua nazionale.

Un bel primato!

È bello sentirsi diversi da questa gentaglia che deriva la propria identità da un colonizzatore, per il quale. oltretutto, è normale che un delinquente pregiudicato continui a spadroneggiare in politica.

È bello non sentirsi italiani, sentirsi normali: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/08/28/il-surreale-dibattito-di-fine-agosto-in-italia/

Ti alzi, vai al lavoro–oltretutto un lavoro molto bello–torni a casa e sei un uomo libero.

Libero anche di stratallare e prendere per il culo chi ti pare e piace.

Tutta roba normale in un paese normale, peccato solo che non sia la Sardegna.

4 Comments to “Quanta voglia di normalità”

  1. Uomo libero… A me sei sembrato sempre incatenato alle posizioni di Corongiu &c: hai difeso la LSC con le unghie e solo da qualche tempo hai preso le distanze ricordandoti all’improvviso che non è uno standard ma un esperimento. Poi si viene a scoprire da un articolo sulla Nuova Sardegna che l’Assessore Milia dice che la LSC è una schifezza… Solo qualche settimana prima tu te ne uscivi a dire che la colpa della LSC è di qualche altro fanatico, e giù merda…: strana coincidenza che un momento prima che la LSC venga buttata in mare tu abbandoni la nave. Proprio lo studioso che aveva fatto, a posteriori, gli studi a sostegno della LSC… Adesso aspettiamo un bel documento di Corongiu (zitto zitto in questo periodo) in cui si dice che la LSC era una varietà sperimentale e che il servizio lingua sarda della RAS è per una visione più democratica della questione etc. etc. Magari funziona e riesce a stare a capo del servizio per qualche anno ancora.
    Dal punto di vista scientifico non sei tu a dover decidere il valore delle tue opere: certo, sarebbe stata una cosa diversa se le avesse pubblicate con De Gruyter e non con Condaghes. Come tu sai, visto che nella civilissima Olanda queste cose le sanno tutti, la sede dove pubblichi e il comitato scientifico che ti fa le pulci sono una prima garanzia su quello che fai.
    Insomma, sarai anche libero di prendere per il culo chi ti piace, ma a me non sembri né un uomo libero né, tanto meno, un bravo studioso: in ogni caso, non sta a te dirlo. Senza offesa, è chiaro: tranquillo, quello che offende sei tu.

  2. Ahi ahi ahi Antiogu… pitica sa truma de sciollòrius chi nd’as bogau. Is chi comenti a mei sighint abberu a Bolognesu a fitianu e de unu bellu pagu de tempus, iscint chi non ddui est peruna novidadi in su chi at narau (antzis, “arrepìtiu”, ia a narai) cidas in antis a pitzu de sa LSC.
    E poi tui, seguru abberu ses chi is pubblicatzionis de Bolognesu sunt sceti is de Condaghes? E in prus, mi parit chi su fatu chi Bolognesu non siat unu bravu circadori est sceti s’opinioni cosa tua personali, de ddi portai arrespetu po s’amori de Deus, ma sempri una cosa chi naras tui chi non ses nemus.
    E ita nc’intràt immoi a ndi fuliai merda a Coròngiu puru? Figuredda nci as fatu…

  3. Mamma mia quanti pregiudizi e, se mi permetti, quanta ignoranza. Ieri da Telese c’era il professorino Rodotà (quello che ha la figlia sistemata a New York) che, con una copia della costituzione nata dalla resistenza ne sperticava, col ditino alzato, le lodi sue proprie e di quelle dei “padri costituenti”; dimenticando che i suddetti padri, e Togliatti in particolare, vollero l’immunità parlamentare, giusto bilancio tra poteri dello stato, in modo che l’ordine della magistratura non diventasse arma impropria nella lotta politica. Rodotà se ne è dimenticato, anche perchè allora i magistrati erano tutti di scuola fascista.
    Dell’immunità se ne abusò, ma non era una buona ragione per eliminarla.
    Berlusconi è un gran comunicatore, un gran guerriero, ma a governare non è buono. Gli altri sono pure peggio ma ciò non giustifica. Ma soprattutto non è Al Capone, è un casinista, con la fissa della gnocca, e l’incapacità di costruire un progetto politico ed un personale politico all’altezza. I pubblici ministeri, pur di apparire in televisione e successivamente candidarsi, aprono un fascicolo anche se Berlusconi va al cesso. Ma finora non si era arrivati alla sentenza definitiva in terzo grado (Sacro Sinedrio, Re Erode, Ponzio Pilato), dunque è un pregiudicato, anche senza una prova che sia tale; anche se lui non era più a capo delle sue imprese, ebbene per evadere un milioncino, Berlusconi non poteva non sapere, che dal punto di vista giuridico è un ……. una fantasiosa allocuzione per dire che il diavolo e lui e non c’è scampo. Non ci sono testimoni, non ci sono carte, nè registrazioni o che so io, non c’è niente, se non che Berlusconi è colpevole a prescindere.
    Questa è la giustizia italiana, la magistratura italiana, casta sacra ed intoccabile.
    Firmerò i referendum di Pannella, l’unico che forse meritava il seggio di senatore a vita. Sono a 360° e spero vadano in porto tutti. I partiti si stanno autodisgrgando, non avranno la forza di bloccarli, spero.
    In Italia abbiamo due partiti consrevatori, PD e PDL, Grillo che non si capisce che vuole fare da grande, e cespuglietti. Per il PDL non vedo rinnovamento ahimè, che le menti migliori sono fuggite, nel PD accadono cose strane, ovvero un partito sostanzialmente erede del vecchio PCI che ormai è interamente nelle mani di ex-democristiani che non si dicono neppure più di centro-sinistra, ma proprio di sinistra (vedi Franceschini). Cosa curiosa, ma chissà che non sia la via giusta almeno per un cambio generazionale (a meno che non siano emiliani), per avere un partito senza banche, progressista e non rigidamente conservatore dello status quo, alla Rodotà insomma. Chissà!! Io seguito a essere un simpatizzante Radicale da 35 anni, gli unici veri progressisti in questo paese, ma il buon Marco è bollito ormai, che Dio lo mantenga ancora a lungo.
    Se non cambia l’Italia, non cambia neppure la Sardegna, di qui non si fugge: certo che la Sardegna ha sfornato menti come Antonio Segni, Enrico Berlinguer, Francesco Cossiga, Crespellani,e altri validissimi presidenti della Regione: ora vedo deserto, intrallatzeris e palloni gonfiati; che Dio ce la mandi bona, il che esclude le concorrenti attuali.

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