Per sapere di più: lettera aperta a tutti i candidati o aspiranti tali

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Credo che siamo tutti d’accordo che il problema principale della Sardegna, il cuore della questione sarda, siano i Sardi stessi.

A modo suo, questo l’ha riconosciuto anche Cappellacci…

Ma quali Sardi, tutti i Sardi?

Ovviamente si e no: si, tutti i Sardi, ma non tutti allo stesso modo.

E vedendo come i candidati, uno dopo l’altro, stanno prendendo posizione sulla questione linguistica, sembrerebbe che per la prima volta le elezioni regionali sarde vertano attorno all’unica cosa che in una situazione drammatica come quella attuale deve contare: il rinnovamento della classe dirigente della Sardegna.

Perché, come ha detto Nino Gramsci:

“Ogni volta che affiora, in un modo o nell’altro, la quistione della lingua, significa che si sta imponendo una serie di altri problemi: la formazione e l’allargamento della classe dirigente, la necessità di stabilire rapporti più intimi e sicuri tra i gruppi dirigenti e la massa popolare-nazionale, cioè di riorganizzare l’egemonia culturale (Quaderni del carcere, Quaderno 29, § 3)”

Rinnovare la classe dirigente…

È una cosa che si può fare in modo rivoluzionario o in modo riformista.

Si può rinnovare una classe dirigente sostituendo gli individui che oggi la compongono con altri individui nuovi, o si può costringere l’attuale classe dirigente a rinnovarsi.

O è anche possibile un mix delle due cose.

Il bilinguismo perfetto serve a rinnovare la classe dirigente sarda.

È intollerabile che a guidare la società sia gente così ignorante della propria cultura, della propria storia, della propria lingua.

L’inadeguatezza dell’attuale classe dirigente sarda–e i disastri che abbiamo sotto gli occhi: http://www.sardiniapost.it/angolo-dei-lettori/gesuino-muledda-rossomori-o-il-centrosinistra-fa-chiarezza-o-si-va-verso-la-sconfitta/–derivano da quest’ignoranza, voluta, tra l’altro, dal potere metropolitano.

Per guidare adeguatamente la Sardegna occorre sapere di più della Sardegna e bisogna costringere i Sardi a sapere di più di se stessi.

Sapere di più…

Niente soluzioni magiche, niente albe radiose, niente paradisi circondati dal mare.

Prometteteci più conoscenza, impegnatevi a sapere di più e a far sapere di più a tutti noi.

E naturalmente a farci sopravvivere a questa crisi terribile.

One Comment to “Per sapere di più: lettera aperta a tutti i candidati o aspiranti tali”

  1. Quote!!
    L’ignoranza è il problema della società sarda ed italiana tutta. Non per essere egoisti, anzi, personalmente sono molto sensibile alla questione meridionale, ma la questione sarda mi coinvolge maggiormente per ovvie ragioni.
    Però, l’ignoranza non è solo quella degli ignoranti, ma soprattutto di quelli che credono di non essere ignoranti.
    Sulla nostra, storia, sulla nostra cultura popolare ed elitaria, sulla geografia del nostro territorio e delle sue risorse, sulla sua economia, sulla sua struttura sociale e demografica, sulla sua organizzazione istituzionale. Insomma, su tutto quello che, faticosamente, pochi ricercatori pieni di entusiasmo portano avanti nel silenzio totale delle istituzioni, dei politici, degli aspiranti tali, dei nazionalisti che non conoscono la nazione.
    Qualcuno sa chi sono Corrado Zedda e Riccardo Pinna? Pochi credo, però stanno quasi rivoluzionando la storia dell’isola. E sui pochi che hanno riscritto il nostro Statuto, depositato in Consiglio e finito in cantina? Deserto totale.

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