Politicamente, il sardo è un sistema linguistico e mia nonna aveva le ruote, ma non era una carriola

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Vediamo se con un’altro titolo, un po’ di folaghe felici e un po’di commenti riusciamo a far inturgidire l’interesse per la proposta di Riccardo Mura di definire il sardo “un sistema linguistico”.

“Iscuseti si rispondu cussì a taldu, è chi la chita passata era in ferie.

Comu aggju gjà scrittu rispudendi a Giagu Ledda in Facebook, lu muttiu palchì aggju sciuaratu lu ‘mpreu di l’espressioni “sistema linguistico sardo” è in palti “obbiettivo” in palti “provocatorio”.

E’ obbiettivu illu sensu chi, cunsidarendi la linga salda d’oggjindì, no si pò ancora faiddhà di “linga” in sensu cuncretu. Lu me rasgionu è un pocu a lu riessu di chissu di Bolognesi: esisti la linga salda in sensu linguìsticu, ma no in sensu pulìticu, palchì aemu bisongju d’una pianificazioni linguìstica e di strumenti legislativi noi chi fòcciani divintà chistu sistema linguìsticu una linga comu si dei, “a tutti gli effetti”.

E in chistu sensu la mea è puru una provocazioni, anzi, una provocazioni a dui ‘ii: 1) par ammintà a li saldòfoni chi, pa’ lu ‘stanti, ani solu un sistema linguìsticu com’e lu nostru salducossu; 2) par ammintacci, a tutti canti, chi una cosa è faiddhà di linga salda com’e un “dato acquisito”, in manera di cunfultacci tra pari, un’alta cosa è figgjulà la realtai, saria a dì chi ancora semu abbeddhu allonga da cassisia risultatu “tangibile” e chi pròppiu pa’ chista rasgioni aemu di potenzià finanziariamenti la pulìtica linguìstica regionali.

Eu no vicu l’ora di pudé scriì “la lingua sarda, la lingua corsa di Sardegna, la lingua catalana di Alghero, la lingua ligure del Sulcis, la lingua italiana di Sardegna”!

PS: pa’ dì la ‘iritai, chista, pa’ lu ‘stanti, è solu una prupposta mea pa’ Is novadores e lu Partito dei sardi; ancora no aemu autu la pussibbilitai di rasgiunà insembi e dizzidì lu programma di pulìtica linguìstica di lu paltitu, cosa chi arem’a fà in chisti chiti.”

Riccardo ci comunica una grande novità: “esisti la linga salda in sensu linguìsticu, ma no in sensu pulìticu, palchì aemu bisongju d’una pianificazioni linguìstica e di strumenti legislativi noi chi fòcciani divintà chistu sistema linguìsticu una linga comu si dei, “a tutti gli effetti”.”

Da linguista direi che le cose stanno esattamente al contrario ed è chiaro che Mura ha letto male quello che io ho scritto, cioè “da un punto di vista tecnico è vero che il sardo è un “sistema linguistico”: tutte le lingue lo sono, dato che neppure il dialetto di un piccolo villaggio è un sistema interamente omogeneo”. (Una polemica garbata con Riccardo Mura )

Se poi il sardo sia poi una “lingua” o meno dal punto di vista politico, non lo decide Riccardo Mura, ma l’hanno deciso la RAS con la legge 26/97 e lo stato italiano con la legge 482/99.

Discussione chiusa: adesso parliamo di cose serie.

Per quanto riguarda le altre “provocazioni”, direi che dovrebbero essere più esplicite, visto che le provocazioni che non fanno incazzare non è che servano a molto.

Si può provare a leggere fra le righe, a fare dietrologia, ma è chiaro che voglia di scaldarsi ce n’è poca–il blog si è piuttosto ammosciato– e forse Mura dovrebbe impegnarsi un po’ di più se vuole scatenare una polemica e aprire una discussione sul rapporto tra sardo e sul sardo-corso.

Auguri a lui e ai suoi padrini politici.

5 Comments to “Politicamente, il sardo è un sistema linguistico e mia nonna aveva le ruote, ma non era una carriola”

  1. Il sardo è una lingua dal punto di vista linguistico;
    Il sardo è una lingua perché è costituito da dialetti, anche parecchio diversi tra loro, ma completamente isolati nell’ambito della dialettologia romanza;
    Il sardo è una lingua politica dal punto di vista politico perché tale è stata riconosciuta dalle leggi ricordate da Roberto;
    Il sardo è una lingua dal punto di vista storico perché da Dante in poi è sempre stata considerata tale da sardi e non sardi fino alla creazione dello stato italiano che l’ha ridotta a dialetto:
    Il sardo è dialetto dal punto di vista sociolinguistico perché lo stato italiano è nato monolingue è con l’istruzione obbligatoria ci ha inculcato che le lingue regionali sono dialetti, non nel senso del greco antico, ma nel senso del “volgare dantesco”, ovvero lingua del volgo. Ergo, chi voleva crescere nella società era costretto ad imparare, male spesso, l’italiano ed abbandonare il sardo.
    Il sardo è una lingua, il sardo-corso pure, ma è molto più vicino all’italiano, tanto che nessun sassarese né gallurese ambiscono ad un bilinguismo perfetto con l’italiano. Esiste una misura di “differenziazione” degli idiomi tra loro, e questo non si può negare. Poi, per motivi politici, alcuni dialetti sono diventati lingue, ma ciò non cancella la stretta affinità con altri idiomi vicini. Il sardo idiomi vicini non ne ha.
    No sciu si mi seu spiegau.

  2. Credo che, al di là delle definizioni su cosa sia il sardo, il signor Riccardo Mura debba rispondere a proposito delle iniziative di legge che vuole portare avanti il Partito dei Sardi nel caso in cui dovesse entrare a all’ interno del Consiglio regionale. Se si limita a dire che in astratto ‘aemu bisongju d’una pianificazioni linguìstica e di strumenti legislativi’ senza specificare almeno a grandi linee quali siano, allora non capisco cosa ci stia a fare in quel ruolo all’interno di quel partito.

  3. A proposito di sardo e politica: come saprete su google maps da qualche giorno sono iniziati a comparire i toponimi in sardo (come è giusto che fosse). Il problema è che, dopo che qualche simpaticone (tipo questo qua https://www.google.com/mapmaker?gw=66&uid=208568274177684500377) si è lamentato e si è messo a cancellarli nuovamente, gli amministratori di google gli stanno pure dando ragione, e stanno impostando tutti i toponimi sardi come”locali”, ma non ufficiali.

    Ecco quello che hanno scritto nella pagina di modifica per Aristanis/Oristano:
    https://www.google.com/mapmaker?gw=55&editids=a4JWbv4SvK8iZo8y7Z&iwloc=0_0&t=h&dtab=history

    Please label Sardinian names as “In Local Language” and Italian names as “In Local Language, Preferred, and Official.” This is to ensure the best possible representation of Sardinian features on Google Maps for internal reasons, and is not meant to degrade or ignore the legality of the Sardinian language.
    For more information, please be sure to visit our Help Center at (https://support.google.com/mapmaker/?hl=en)* Thanks for using Google Map Maker!

    “and is not meant to degrade or ignore the legality of the Sardinian language” un cazzo.

  4. l2212, in effetti è vero: il nome ufficiale è una cosa, il nome locale è un’altra. Per far diventare ufficiale il nome in sardo ci vuole una legge regionale ai sensi degli articoli 3 lettera b e 45 dello Statuto Regionale. La Regione langue, perciò è legalmente corretto che il nome principale sulle carte rimanga quello ufficiale.
    Tanto più che molti comuni hanno istituito il nome in sardo senza un approfondito studio storico e linguistico e ne sono uscite cose non consone all’ufficialità. Aristanis al posto di Oristano, che ne è una storpiatura va benissimo ma Bruccei al posto di Burcei è ‘na scivezza, perchè riporta una pronuncia rustica, con spostamento delle sillabe, non fedele alla storia del nome di quel comune nè alla storia della lingua sarda campidanese. Maracalagonis è stato rinominato Mara, come è noto localmente). Ora, in Sardegna di Mara ce ne sono tre: Mara in provincia di Sassari, Villamar (anticamente Mara Arbarei) e Maracalagonis. E allora che si fa? Tre comuni col nome uguale? Se Maracalagonis si chiama così una ragione ci deve pur essere, e allora se lo vogliamo scrivere in sardo, sarà Mara-Calagonis. Iglesias è diventato Igresias, cioè sardizzando il nome spagnolo!! Non sarebbe meglio Cresias?? E Cagliari? E’ un nome italiano Cagliari? Non c’è nome più sardo, è attestato da 2500 anni, però la Provincia si è autodenominata “di Casteddu”. Casteddu va bene, ma non basta: eliminare l’erede nominale di Caralis è un pugno in un occhio alla storia della città!!! Non sarebbe meglio Casteddu de Callari (o Callaris o anche Cagliari che ormai è stabilizzato)?? Si può scrivere come ci pare: Casteddu de Cagliari, Casteddu-Cagliari, Casteddu de Cagliari, Casteddu de Callari, Casteddu-Callaris, ma l’erede di Caralis, usato ininterrotamente da millenni non può essere eliminato dal nome ufficiale del Comune (che peraltro non ha fatto alcuna scelta in proposito).
    Porca miseria, il sardo non è solo il dialetto della bidda: è una lingua e va trattato come una lingua!!! Non si può vedere Luamadrona o Pabilloisi o cose così.
    Signor Bolognesi, so che lei è molto impegnato, ma che ne dice di elaborare una proposta di legge di iniziativa popolare con nomi decenti in sardo da sostituire agli attuali nomi ufficiali che spesso ne sono una semplice storpiatura?
    Con immenso affetto e deferenza.
    Mauro Podda
    P.S. per chi non lo sapesse, il nome del comune di Collinas è falso: è stato inventato nell’ottocento. Il paese si chiama Forru, ma l’allora sindaco, dando un colpo al cerchio ed uno alla botte, prese un nome comune italiano, “collina” e lo sardizzò in Collinas. Arratz”e casinu.

  5. l2212, in effetti è vero: il nome ufficiale è una cosa, il nome locale è un’altra. Per far diventare ufficiale il nome in sardo ci vuole una legge regionale ai sensi degli articoli 3 lettera b e 45 dello Statuto Regionale. La Regione langue, perciò è legalmente corretto che il nome principale sulle carte rimanga quello ufficiale.
    Tanto più che molti comuni hanno istituito il nome in sardo senza un approfondito studio storico e linguistico e ne sono uscite cose non consone all’ufficialità. Aristanis al posto di Oristano, che ne è una storpiatura va benissimo ma Bruccei al posto di Burcei è ‘na schivezza, perchè riporta una pronuncia rustica, con spostamento delle sillabe, non fedele alla storia del nome di quel comune nè alla storia della lingua sarda campidanese. Maracalagonis è stato rinominato Mara, come è noto localmente). Ora, in Sardegna di Mara ce ne sono tre: Mara in provincia di Sassari, Villamar (anticamente Mara Arbarei) e Maracalagonis. E allora che si fa? Tre comuni col nome uguale? Se Maracalagonis si chiama così una ragione ci deve pur essere, e allora se lo vogliamo scrivere in sardo, sarà Mara-Calagonis. Iglesias è diventato Igresias, cioè sardizzando il nome spagnolo!! Non sarebbe meglio Cresias?? E Cagliari? E’ un nome italiano Cagliari? Non c’è nome più sardo, è attestato da 2500 anni, però la Provincia si è autodenominata “di Casteddu”. Casteddu va bene, ma non basta: eliminare l’erede nominale di Caralis è un pugno in un occhio alla storia della città!!! Non sarebbe meglio Casteddu de Callari (o Callaris o anche Cagliari che ormai è stabilizzato)?? Si può scrivere come ci pare: Casteddu de Cagliari, Casteddu-Cagliari, Casteddu de Cagliari, Casteddu de Callari, Casteddu-Callaris, ma l’erede di Caralis, usato ininterrotamente da millenni non può essere eliminato dal nome ufficiale del Comune (che peraltro non ha fatto alcuna scelta in proposito).
    Porca miseria, il sardo non è solo il dialetto della bidda: è una lingua e va trattato come una lingua!!! Non si può vedere Luamadrona o Pabilloisi o cose così.
    Signor Bolognesi, so che lei è molto impegnato, ma che ne dice di elaborare una proposta di legge di iniziativa popolare con nomi decenti in sardo da sostituire agli attuali nomi ufficiali che spesso ne sono una semplice storpiatura?
    Con immenso affetto e deferenza.
    Mauro Podda
    P.S. per chi non lo sapesse, il nome del comune di Collinas è falso: è stato inventato nell’ottocento. Il paese si chiama Forru, ma l’allora sindaco, dando un colpo al cerchio ed uno alla botte, prese un nome comune italiano, “collina” e lo sardizzò in Collinas. Arratz”e casinu.

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