Lo scrivano Giorgio Trodde e la democrazia

4124-2-2

Lo so che è infantile storpiare i cognomi, ma alla mia età chissenefrega più?

E poi come chiamare diversamente uno che riesce a mettere in fila una simile sfilza di peti maleodoranti?

Chanel?

https://i0.wp.com/www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/09/La-Nuova-19-09-13-URN-Sardinnya.jpg

Ma c’è della grandezza nei troddi di Trodde, sono scorregge wagneriane:

“È il pericoloso indipendentismo paesaggistico. Questa “corrente di pensiero” consisterebbe nel lasciare ai Sardi pieno potere sul loro paesaggio, liberi da Roma ladrona, dall’algida Europa.  […] Però tutti ricordiamo anche come, nel 2009, una schiacciante maggioranza di elettori sardi abbia determinato la vittoria dei pasdaran del cemento. […] Oggi i fatti–sempre i fatti–dimostrano che senza l’obbligo attuale di modificare il piano insieme con il ministero–ossia se fossimo indipendenti–noi lo avremmo già candellato per democratica e fiera volontà isolana.”

Trodde qui non sta facendo niente di meno che dimostrare il suo grandioso disprezzo della democrazia.

Ma non per la democrazia nel suo complesso, soltanto per quanto riguarda i Sardi, perché a Roma–a Roma sì–lì sì che esiste la democrazia: fanno quello che vuole Trodde!

Sento la “Cavalcata delle walkirie”, contrappuntata dai maestosi troddi di Trodde: http://www.youtube.com/watch?v=1aKAH_t0aXA

I Sardi non meritano la democrazia, perché non hanno votato come voleva Trodde!

Se è per quello, non hanno votato nemmeno come volevo io, che ho apertamente appoggiato Soru e che sono per la tutela del paesaggio forse più di Soru, anche se  in termini molto diversi da quelli puramente conservazionisti: il paesaggio deve essere vivibile e non soltanto da ammirare come dei turisti che vivono d’altro.

Il punto qui non è la difesa del paesaggio–né tanto meno l’indipendentismo–ma il disprezzo che Trodde dimostra per i Sardi, secondo lui incapaci di governarsi da se.

Siamo ai vertici dell’ecofobia, dell’autorazzismo, dell’odio di se stessi.

Saremmo indegni della democrazia, ci dice Trodde-Lombroso: geneticamente indegni?

Ma vai a troddiarnela altrove!

Qualcuno è riuscito a replicare seriamente al concerto scatologico di Trodde: http://www.sanatzione.eu/2013/09/una-replica-allo-scrittore-giorgio-todde-su-ambiente-e-indipendentismo/

Io proprio non ce la faccio:  PPPPRRRRRRR

 

 

 

3 Comments to “Lo scrivano Giorgio Trodde e la democrazia”

  1. Quello che dice Todde è sacrosanto, lo sottoscrivo in pieno. A lei brucerà ma la Sardegna in balia dei sardi finirebbe dritta in Africa. Ha presente le apocalittiche periferie del Cairo e delle città magrebine?

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