Ge funt a Floris!

Se qualcuno voleva sapere perché in sardo si dice “Ge ses a froris”, adesso lo sa.

https://mail-attachment.googleusercontent.com/attachment/u/0/?ui=2&ik=80b5ef4bd4&view=att&th=1415a34b429fd654&attid=0.1&disp=inline&safe=1&zw&saduie=AG9B_P___mDchOWz2DO8DFsKL1cf&sadet=1380205399536&sads=c5L2BDDI_uvhhb7C4lmMGw8bVd8

Pare che il cantante petrollirico sia riuscito a inquinare un po’ di menti all’interno del consiglio comunale di Cagliari.

Claudio Cugusi at fatu a collada de Paulesu–forse per non restare troppo indietro rispetto a Floris–e parla, a riguardo della decisione di assegnare un bonus ai sardoparlanti nei concorsi comunali, di “provvedimento di sapore leghista”.

Dice che il sardo deve essere prima insegnato nelle scuole, prima di esigerne la conoscenza a chi partecipa ai concorsi comunali.

Idea bizzarra, la sua: chi ha imparato il sardo al di fuori della famiglia, come il sottoscritto e tanti altri, l’ha imparato perché voleva impararlo e non si capisce perché la loro maggiore cultura non dovrebbe essere premiata.

Del resto per certi concorsi è richiesta la conoscenza delle lingue straniere, che non si imparano certamente a scuola.

Tocca, o Claudio, non farci ridere troppo!

Il sardo non si imparerà mai a scuola, ma sempre in situazioni “naturali”: in famiglia o nel gruppo dei pari.

Il sardo a scuola serve ad accrescerne il prestigio e ad apprenderne i registri alti e colti. In certi casi servirà  a mettere un po’ di ordine nella grammatica, probabilmente influenzata dall’italiano, della lingua dei giovani.

Non prendiamoci in giro, po prexeri!

Una menzione a parte merita anche il Sindigo che, per farci perdere qualsiasi dubbio sul suo interessamento alla questione, cita il canonico Spano, che sul sardo aveva poche idee, ma confuse, come Massi.

Visto che c’era poteva anche citare Nandino: http://italia.cagliari.discussioni.narkive.com/5Ivr945u/addio-nandino

Nc’iat fatu figura prus bella.

Dico, tra tutti quelli che hanno lavorato sul sardo, ha citato quello che, anche con tutta la buona volontà del mondo, non si può definire un linguista.

Quando scriveva Spano, la linguistica non era neppure nata, ma forse durante la movida, tra un mojito e l’altro, fa figo gettare lì quel nome, con noncuranza.

Onore quindi a Lobina, Murgia e Dore, che sono riuscita a conquistare al bilinguismo la capitale dei Sardi, pur dovendo operare in questa situazione, e agli altri consiglieri che hanno votato a favore del provvedimento, naturalmente.

4 Comments to “Ge funt a Floris!”

  1. interessantes, intre de sos cumentos de sos letores de s’Unione chi chistionat peroe de “sardu campidanesu”(http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/09/25/cagliari_nei_concorsi_punto_a_favore_di_chi_conosce_la_lingua_sarda-6-331230.html), sos cussideros de unu (o una?) chi si firmat Lorinczi:

    Lorinczi
    26/09/2013 13:52

    Conoscenza del sardo e sondaggi.
    I SI’ si sono passati la parola.l Nel giro di un’oretta sono oltre il 92% (dei Cagliaritani? ma va…). Ma, tornando al problema iniziale, cosa significa conoscenza linguistica e chi la certifica? Quale sarà il passo successivo? Patentino linguistico? Polizia linguistica?
    Si potrebbe, comunque, leggere il testo originale?

  2. Povero Nandino…

  3. ciao, una curiosita’: cosa vuol dire ‘collada/collara e paulesu’? la diceva mia zia ma adesso nessuno mi sa spiegarne il significato. grazie ciao

    sergio

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