Il problema di Cinzia: premiare la maggioranza discrimina la minoranza?

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La lettrice Silvia ci scrive: “Il problema non è assolutamente l’uso del sardo e la tutela di lingua e tradizioni, sacrosanti, sennò vanno a predersi, e sarebbe un peccato. Il problema è creare un discrimine assurdo per chi si trova in condizione di non aver potuto imparare il sardo come lingua madre (i miei per esempio venivano da due paesi diversi, dai dialetti diversi e tra loro non hanno mai trovato naturale parlare sardo quanto coi loro parenti per cui tra loro parlavano italiano); sono nata a Cagliari e faccio una commistione strana tra il cagliaritano e i dialetti dei miei vecchi, ma sebbene capisca quasi tutto, non riesco a parlarlo davvero bene, nè tantomeno a scriverlo. Non sono l’unica in queste condizioni. Allora mi chiedo per quale diamine di motivo i concorsi alla Regione e al Comune di Cagliari debbano dare punteggio in più, capirei se fosse necessario per delle mansioni ben precise. E’ discriminatorio, altrochè: prima si pensi a insegnare il sardo nelle scuole, a esercitarlo coi parenti e poi facciamo concorsi così. E sinceramente, ve lo dico da una che ha vissuto per anni con persone di qualsiasi provenienza d’Italia abituata a parlare quasi solo il proprio dialetto: i sardi hanno il grandissimo vantaggio di sapere parlare l’italiano meglio di altri: e per me l’italiano è una lingua che non può assolutamente essere abbandonata per parlare esclusivamente un dialetto o nel nostro caso una variante della lingua sarda. L’italiano è quello che ci permette di capirci anche tra noi sardi, spesso. Se non vogliam tornare indietro sarebbe il caso di non fare discorsi troppo campanilistici. Sono stata allieva del compianto e grandissimo Placido Cherchi, un uoo che parlava perfettamente le due lingue e si dichiarava madrelingua sardo….lui per me ha avuto una grandissima fortuna che io non ho avuto e che altri come me, per varie vicissitudini, e non per rifiuto della lingua hanno avuto. Siamo vittime di una situazione da cui si pensa di uscire con la folle idea di avvantaggiare chi sa parlare il campidanese. In un momento di crisi, in cui le assunzioni sono un’utopia, mi pare del tutto fuori luogo. Prima mettiamo tutti quanti nelle stesse condizioni, e poi modifichiamo i bandi di concorso.”

La discussione è aperta.

Qui sotto la prima reazione di Marco Solinas: “Cara Cinzia, mi sembra che tu abbia le idee un po’ confuse, te lo dico con simpatia e senza acredine visto il garbo del tuo commento, che però non condivido assolutamente. :)
Primo: variante = dialetto. Sono la stessa cosa: il termine variante è stato introdotto una volta divenuto chiaro che il Sardo non è un dialetto di alcuna lingua, da coloro i quali sono contrari a qualsiasi uso ufficiale del Sardo… gli stessi che prima dicevano “il Sardo è un insieme di dialetti mutualmente non intellegibili” adesso dicono “il Sardo è un insieme di varianti mutualmente non intellegibili”. Lo stesso Bolognesi (ed anche altri prima di lui) hanno dimostrato dati alla mano la falsità di tale asserzione, mostrando che il Sardo è una lingua unitaria, dove al suo interno compaiono dei naturalissimi fenomeni di differenziazione delle pronunce (succede anche all’Italiano, all’inglese, al francese, allo spagnolo…) e dove coesistono dei sinonimi che possono essere comuni a più zone ma non usati in altre. IL SARDO E’ DUNQUE UNA LINGUA NORMALE.
Secondo: ti assicuro che è possibile imparare il Sardo. Basta studiarlo: fidati, io l’ho fatto! Anche nel mio caso i miei genitori erano di paesi diversi ed hanno fatto l’errore di non insegnare a noi figli a parlare in Sardo, anzi peggio perché anche loro stessi non lo parlavano né tra loro né coi miei nonni e zii. Ho acquisito come te una conoscenza passiva (lo capivo) neanche tanto approfondita (non capivo esattamente tutto). Ebbene, quando mi sono reso conto che era inaccettabile non saper parlare il Sardo, mi sono messo d’impegno nei ritagli di tempo ed ho studiato. In internet si trovano tonnellate di materiali per studiare. E’ solo questione di volerlo fare: conosco anche altre persone, tra cui addirittura un non sardo che l’hanno fatto. A questo punto la domanda è: tu lo vuoi fare?
Terzo: questo provvedimento (se mai diventasse effettivo, ancora non lo è) è discriminatorio? SI: nel senso che introduce (finalmente) la discriminante positiva per coloro i quali parlano Sardo, che saranno giustamente premiati. Tu pensa, che ad esempio per fare un concorso alla ASL, in Sardegna, devi sostenere una prova di lingua inglese o francese, e nessuno si lamenta di questo (giustamente… e nota che la conoscenza è OBBLIGATORIA, cioè se non lo sai, sei fuori automaticamente, altro che qualche punto in più in graduatoria!): allora che differenza c’è tra il Sardo e l’Inglese/francese? Dimmelo tu perché francamente io non ci trovo nulla di diverso.
Quarto: prima il Sardo nelle scuole, poi i punti in favore. Campa cavallo… Qui è un serpente che si morde la coda: uno dei problemi della lingua sarda è proprio che viene percepito come una lingua che non ha ufficialità (cosa falsissima: cercati le leggi italiane e sarde a riguardo) e quindi si pensa che non valga la pena impararlo. Provvedimenti di questo tipo incentivano ad esempio i mandroni che non vogliono imparare il Sardo a mettersi sotto e studiare.”

E cussu de Daniela soru: “No apo ancora connotu a unu sardu o a una sarda chi, mancari no ddu faeddit, non cumprendat su sardu. Duncas ònnia sardu tenit a su mancu una cumpetèntzia passiva de sa limba. Duncas est finas ora de si pònnere unu tapu! Ca unu chi bivit in custa terra e non tenit a su mancu una cumpetèntzia passiva, forsis puru a su mancu A1 de su sardu, est unu chi si diat dèpere pònnere calicunu problema a subra de sa vida sotziale sua. In Irlanda funtzionat de aici, su pròpiu, si unu benit dae foras, ma bolit traballare in unu postu pùblicu/istatale, s’iscriet a unu cursu e imparat mancari pagu pagu, su Gaelicu. Normas che a custa non nde trocint su traballu a nemos, antzis, nde bogant de noos! Totus pagant a caru prètziu cursus de inglesu nachi est tropu importanti, ma cantu diat a bàlere un’òmine o una femina chi non connoschet sa limba de su logu in ue est nàschidu e pesadu? sa cumpetèntzia comunicativa cosa sua diat tènnere unu handicap mannu meda! Non creo chi in unu cuncursu de su comunu de Casteddu ant a pretèndere unu livellu C2, duncas accabe.dda de segare sa matza!! Comente si podet acusare de discriminatzione a una limba chi est gherrende pro bìvere, pro non si nde acabbare de ispèrdere! Ridìculos!”

3 Comments to “Il problema di Cinzia: premiare la maggioranza discrimina la minoranza?”

  1. No apo ancora connotu a unu sardu o a una sarda chi, mancari no ddu faeddit, non cumprendat su sardu. Duncas ònnia sardu tenit a su mancu una cumpetèntzia passiva de sa limba. Duncas est finas ora de si pònnere unu tapu! Ca unu chi bivit in custa terra e non tenit a su mancu una cumpetèntzia passiva, forsis puru a su mancu A1 de su sardu, est unu chi si diat dèpere pònnere calicunu problema a subra de sa vida sotziale sua. In Irlanda funtzionat de aici, su pròpiu, si unu benit dae foras, ma bolit traballare in unu postu pùblicu/istatale, s’iscriet a unu cursu e imparat mancari pagu pagu, su Gaelicu. Normas che a custa non nde trocint su traballu a nemos, antzis, nde bogant de noos! Totus pagant a caru prètziu cursus de inglesu nachi est tropu importanti, ma cantu diat a bàlere un’òmine o una femina chi non connoschet sa limba de su logu in ue est nàschidu e pesadu? sa cumpetèntzia comunicativa cosa sua diat tènnere unu handicap mannu meda! Non creo chi in unu cuncursu de su comunu de Casteddu ant a pretèndere unu livellu C2, duncas accabe.dda de segare sa matza!! Comente si podet acusare de discriminatzione a una limba chi est gherrende pro bìvere, pro non si nde acabbare de ispèrdere! Ridìculos!

  2. Concordo con Marco Solinas (strano !!🙂 ).
    Cara Silvia, se devi dare un concorso e devi studiare diritto amministrativo od economia o inglese o vattelapesca, puoi benissimo studiare anche il sardo. Il comune di Cagliari pretende la conoscenza del Campidanese? Ci sono una valanga di grammatiche e in più Is Arregulas della Provincia.
    Cara Silvia, poni-ti a studiai, o se capisci meglio lo slang casteddaio, ponirì a studiai !!! Culo sulla sedia e meno uscite per vetrine. Diventare impiegato o funzionario di una pubblica amministrazione non è un lavoro come un altro, sarai un Pubblico Ufficiale, dunque, primus, rispettare le leggi, tra cui quelle sulle minoranze linguistiche.

  3. Ma è Cinzia o Silvia ??

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