E c’è anche chi non arriva mai

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Per emigrare ci vuole coraggio e ci vogliono soldi.

Non è vero che sono i più disperati a partire.

I più disperati rimangono dove sono.

Parti perché sai che ti meriti di più e perché sai che da un’altra parte puoi farcela.

In quei paesi dove non solo c’è più ricchezza, ma anche più possibilità per tutti, puoi farcela a raggiungere quello che ti spetta, quello di cui ormai non puoi più fare a meno.

Così un giorno vendi quello che puoi vendere, regali quello che non puoi vendere, ficchi quello che ti puoi portare appresso in un borsone beige e parti.

Hai paura, ma parti.

Soffri come un cane, ma parti.

Se hai fortuna arrivi e scopri che ti aspettano anni di cessi da pulire–fino a farti una cultura su come l’odore della merda cambia a seconda della nazionalità e quindi del cibo che mangiano i tuoi utenti–e di ingiustizie da subire, perché non hai gli stessi diritti degli altri e tu devi schiattare, crepare, pulire cessi per poter avere quello che gli altri hanno in regalo.

Se non scoppi prima–e io sono scoppiato–raggiungi il tuo obiettivo.

Io ho avuto sfortuna e fortuna in misure uguali, ma soprattutto la grandissima fortuna di essere stato un uomo attraente.

Devo la vita alle donne che mi hanno amato e mi che hanno tirato fuori da casini così grandi che solo oggi mi va di accennarne, davanti a questa tragedia così grande.

Senza di loro sarei annegato anche io, ma in un altro modo.

Sarei annegato anche io, solo perché l’Italia mi aveva condannato a rimanere un manovale.

E perché io volevo di più.

Anche questi morti di Lampedusa avevano la colpa gravissima di essere nati nel posto sbagliato e di volere di più.

Ma loro non sono mai arrivati.

7 Responses to “E c’è anche chi non arriva mai”

  1. …Sunt totus tzuchende a si leare su tempus benidore in ue paret chi siat totu prus fàtzile.
    Sos babbos e sas mamas non podent pònnere in fatu a sos fìgios; non b’at logu pro issos in sas domos fraigadas in sos oros de sas tzitades a in ue recuint pro dormire.
    Apo intesu nàrrere chi dormint a deghinas in unu aposentu, o in unu isfundadu o in unu sostre; e chi s’istant gasi ammuntonados pro resessire a si remunire carchi francu de imbiare a bidda.
    Depet èssere carchi fàula narada dae sos imbidiosos, ca gasi contada, cussas domos tzitadinas, sunt peus de sa pinneta afumentada ue isto deo…

  2. L’ha ribloggato su Tramedipensierie ha commentato:
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  3. Ti ringrazio per questa tua apertura, capisco che non dev’esser stato facile.

    Ho apprezzato molto perchè hai dato un grande esempio di speranza, una motivazione che è chiara a tutti di come nella vita sia necessario direi INDISPENSABILE aprirsi agli altri.
    Donare, soccorrere, tendere sempre una mano.

    E, permettemi di dire che anche nelle scelte politiche, nell’impegno che ognuno di noi fa e\o farà ci si deve render conto che si sceglie anche per gli altri, non solo per il nostro orticello.

    grazie.
    ciao
    .marta

    Adiosu e forza paris!

  4. Ha ragione Marta. Ogni scelta individuale è importante. Anche scrivere aprendo il cuore.

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