Questione morale o questione culturale?

076

 

Insomma, meglio tardi che mai, ma è tardi.

Il bubbone è scoppiato.

Mi immagino quanto ne siate stanchi voi, che ci vivete in mezzo, e soprattutto voi di sinistra.

Io ho avuto anche la grande fortuna di essere arrivato al disincanto senza essere passato per il cinismo e quindi oggi ho tutto da guadagnare e nulla da perdere.

Adesso guardo i miei amici di sinistra con un misto di ammirazione per la loro tenacia e di compassione per le continue delusioni, urlate sui social media.

http://www.vitobiolchini.it/2013/11/16/questione-morale-si-avvicina-la-tempesta-ma-il-pd-sardo-fa-finta-di-niente-ecco-le-tre-mosse-per-salvare-il-salvabile/

Ma da dove nasce la questione morale?

Dalla debolezza degli individui?

Leggetevi questo pezzo: https://vittoriopelligra.wordpress.com/2013/11/17/la-vergogna-la-colpa-e-la-societa-incivile/

La questione morale nasce dal non sentirsi società, dal non sentirsi popolo.

Nasce dal sentirsi individui, confrontati esclusivamente con altri individui.

Nasce dal non possedere un’identità che vada oltre la propria persona e sia, in parte, sovrapposta all’identità delle persone attorno a noi.

Come possiamo condividere dei valori morali, se non condividiamo, almeno in parte, una visione del mondo, un sistema di simboli, una lingua che ci definisce come popolo, se non ci sentiamo uniti al nostro prossimo?

Una massa di individui elegge a propri rappresentanti dei politici che fanno innanzitutto i propri interessi individuali.

Perché non dovrebbero?

In nome di quale collettività dovrebbero fare gli interessi collettivi?

Di che stupirsi allora?

Ecco a cosa a portato il “realismo” di quelli che “Abbiamo altro a cui pensare”.

Pranzando ve ne state?

Dove sono i posti di lavoro, lo sviluppo, il benessere materiale prodotti dal “realismo”?

Avevano, effettivamente, altro a cui pensare: il proprio benessere individuale.

Quello materiale: what else?

Ma i loro elettori hanno visto e hanno lasciato fare, perché quello era il patto: il benessere materiale individuale, prima per se stessi e poi, se ne avanza…

La cultura non è un lusso.

La sua cultura è la bussola di una società, quella cosa che ti dice dove andare, tutti assieme.

Lasciamo pure stare il fatto che la cultura ti da quel benessere immateriale indispensabile a una vita soddisfacente.

La cultura è il legante della società.

Una non-società atomizzata, costituita esclusivamente da individui, non può non esprimere politici che pensano solo a se stessi.

Come potrebbe essere diversamente?

L’alternativa è quella di scegliere di essere qualcosa assieme ai nostri vicini: scegliere di essere Sardi–comportandoci da Sardi, ché l’identità te la da quello che fai–e cercare una strada comune che ci porti lontano dall’esistente miserabile, in cui ci hanno ficcato questi miserabili, dediti soltanto alla gestione dell’esistente.

One Comment to “Questione morale o questione culturale?”

  1. E continuano a NON capire che è proprio la Cultura che genera Economia. Se tagli Cultura, tagli anche Economia: In Sardegna, dove la nostra Cultura del Sociale e nel Sociale s’esprime, soprattutto nella Lingua (Il Sardo come comunicazione nel Sociale più intimo (famiglia, amicizie)..Le fratture e nuovamente gli arroccamenti sul Sardo più puro, non contribuiscono altro che a creare ancora più frammentazione politica e conseguente stasi amministrativa ed occupazionale. Stasi assai vicina al crollo, quantunque i soliti rifiutino aprioristicamente di vedere il baratro dietro il fake del Conto in Banca e delle Fondazioni garantistiche.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: