La lingua: ci unisce o ci divide?

http://www.let.rug.nl/~heeringa/sardegna/norm/den.png

Torniamo alla normalità dell’anomalia sarda e all’alienazione linguistica di questa classe dirigente che, con la complicità dello stato italiano, ci ha regalato, tra l’altro, questa nuova tragedia.

Una lettrice che si firma Peppizzu, giorni fa, mi ha chiesto di pubblicare il clustering binario dei dialetti presi in esame nella mia ricerca: Eccolo quassù.

Questa figura dovrebbe rendere felici i sostenitori del dimezzamento del sardo.

Eccovelo qui, diviso in due!

Se fosse una cartina a colori, vedremmo il blu arrivare fino ad Aritzo/Desulo e il rosso cominciare da Seneghe/Laconi.

Li vedo già i dimezzatori ballare di gioia e assegnare l’etichetta “campidanese” al sardo di Seneghe e Laconi, e quella di “logudorese” a quello di Aritzo e Desulo.

Penso però che chi conosce i dialetti in questione rimarrà almeno un po’ perplesso.

I dati su cui si basa il clustering e anche tutte le cartine li trovate qui:

 datos, cartinas e figuras

Sono trascritti nell’alfabetico X-sampa e se volete la traduzione in IPA, cercate in rete: esistono programmi di traduzione.

Come si è arrivati a questa suddivisione?

Al computer è stato dato il comando “raggruppa ciascun dialetto in una coppia con il dialetto più vicino”. In questo modo si sono formate le coppie di dialetti. E poi “raggruppa ciascuna coppia alla coppia più vicina” e così via fino a formare le macro-coppie “logudorese” e “campidanese”. Qualche dialetto è però così distante dagli altri che forma una “coppia” a se.

Eccola qui la suddivisione del sardo agognata da Cetti, Spano, Wagner e fedeli vari, ma questa volta effettuata tenendo conto di tutti i fenomeni fonetici presenti nei vari dialetti e della loro frequenza. Infatti, per esempio, mentre la riduzione della E a I, nella cartina di Contini, ci da un’unica isoglossa, con il nostro approccio quantitativo, la distanza prodotta dal fenomeno viene misurata ogni volta che si verifica in una delle 200 parole.

Infatti, perfino un Podda può avere ragione, quando dice che non tutte le isoglosse contano allo stesso modo: vero!

E questo produce la percezione di un certo dialetto come appartenente a un’area o all’altra, sulla base di alcuni fenomeni.

Ma questa percezione è influenzata anche dai pregiudizi del percettore, oltre che dalla sua conoscenza dei vari dialetti sardi.

È un dato di fatto che i Sardi, a partire dagli anni Settanta e dall’inizio del movimento linguistico, sono stati bombardati, da parte delle università italiane di Sardegna e dalle banalizzazioni effettuate dai media, con il messaggio “Il sardo è diviso in logudorese e campidanese”.

Va bene: il sardo di Seneghe è “campidanese”?

Fate voi, ma a Seneghe si dice “late” e non “lati”.

Il sardo di Desulo è “logudorese”?

Si dice “ucíu” e non “giutu”, “pracia” e non “piata”.

Insomma, le cose non stanno così. Semplicemente la suddivisione del sardo in due è una grandissima cazzata!

Guardatevi la cartina seguente:

http://www.let.rug.nl/~heeringa/sardegna/norm/mds2.png

A voler dividere il sardo in due, bisognerebbe sterminare gli abitanti di Seneghe e Laconi (pulizia etnica””, come ha suggerito una preside, sarcasticamente).

E poi bisognerebbe definire come “logudorese” tutto quello che, già forzatamente, non si può definire come “campidanese”.

Ma questo è l’unico modo di far sparire il sardo di mesanía.

Ci vuole davvero una grande fantasia (o forse ignoranza, o meglio ancora malafede) per attribuire il sardo di Orune e quello di Aritzo alla stessa varietà.

Ma evidentemente la natura è stata generosa con i linguisti italiani di Sardegna.

Fra poche settimane sarà pubblicato “Le identità linguistiche dei Sardi”.

29 Comments to “La lingua: ci unisce o ci divide?”

  1. “Ma questa percezione è influenzata anche dai pregiudizi del percettore, oltre che dalla sua conoscenza dei vari dialetti sardi.”
    Bellu meda custu Bolognesu, e craru.

  2. Duncas sa partzidura de sa lìngua sarda est una grandu……………….., scioberai bosàterus! Bravu Robertu!

  3. Cavalli Sforza diceva che è probabile che nel gioco dei cromosomi ci troviamo a condividere più geni con un subsahariano che col nostro stesso fratello di sangue. Perciò il concetto di razza basato sul solo colore della pelle è fuorviante.
    Atzara è più vicina a Cuartu Sant’Aleni che a Orune.
    Meditate gente…

  4. <> Sebbene detto o rappresentato in termini diversi, è attestato da cinque secoli; ma non ci scomponiamo per una differenza temporale di così poco conto. Non ci scomponiamo nemmeno nell’apprendere che ci sono continuità e discontinuità linguistiche; semplicemente, lo sapevamo.
    Forse ci scomponiamo, però, quando vediamo mescolate le tragedie umane con le speculazioni linguistiche. Io avrei chiesto anzitutto: cari interlocutori, state tutti bene?

  5. “”” È un dato di fatto che i Sardi, a partire dagli anni Settanta e dall’inizio del movimento linguistico, sono stati bombardati, da parte delle università italiane di Sardegna e dalle banalizzazioni effettuate dai media, con il messaggio “Il sardo è diviso in logudorese e campidanese”.””” Sebbene detto o rappresentato in termini diversi, è attestato da cinque secoli; ma non ci scomponiamo per una differenza temporale di così poco conto. Non ci scomponiamo nemmeno nell’apprendere che ci sono continuità e discontinuità; semplicemente, lo sapevamo.
    Forse ci scomponiamo, però, quando vediamo mescolate le tragedie umane con le speculazioni linguistiche. Io avrei chiesto anzitutto: cari interlocutori, state tutti bene?

  6. ‘azz, certo che oltre a criticarmi potreste pure leggermi togliendovi la salciccia dagli occhi! Nel 1950 scrivevo, per es., che “fra il logudorese e il campidanese si estende una striscia di dialetti misti, che partecipano variamente delle caratteristiche dei due dialetti principali”. E poi mica ho detto che il logudorese e il campidanese non hanno al loro interno sottodialetti: ma ve la siete letta la mia Fonetica storica? Ma quante fettine di culo mi taglierete dicendo che avete scoperto questo e quello, e invece non avete scoperto un cazzo? E meno male che avete pure il computer!
    E poi, ricordatevi delle collane e delle riviste dove pubblicavo io…

    • Mavvà? Le contraddizioni di Wagner le ho già denunciate in “La LSC e le varietà tradizionali del sardo”: “Ma nonostante le sue ferme convinzioni sull’esistenza di due “Sardegne” linguistiche e razziali, dopo aver compiuto i suoi studi pluridecennali sulla storia delle parole sarde, Wagner arriva alla seguente e contraddittoria conclusione: «Di fronte al logudorese, il quale è spezzettato in tante varietà dialettali, il campidanese ha il vantaggio di una maggiore unità e uniformità» (Wagner, 1951:56). Cioè, qui Wagner si contraddice palesemente: da un lato parla di logudorese, come se questo fosse una varietà ben definita, dall’altro poi ammette che si tratti di “tante varietà dialettali”.” Chi è che ignora chi? O Santu Max, bai a pasci dindus!

  7. Non vedo contraddizioni tra il dire che esiste il “logudorese”, come classe di rango superiore, e che questa classe è composta di tante sottoclassi, a loro volta composte di … fino alla parlata locale che è organizzata diversamente (età, genere ecc. ecc., quartieri se è più estesa). Questione di normali modi di classificazione. Infatti anche il “sardo” è un’entità astratta (macrolingua, senza lingua tetto, titolo al quale ambisce la LSC) che si manifesta attraverso raggruppamenti gerarchicamente organizzati e che si intersecano. Dove è la stranezza, l’eccentricità, la contraddizione? Nemmeno ‘animale’ esiste come tale nella realtà, e nemmeno il mammifero come tale, ma esistono tanti animali raggruppabili, da noi, secondo certi criteri più o meno naturali, più o meno arbitrari, a seconda delle epoche. Elementare, Watson. Che c’è di male?
    E poi, probabilmente lei voleva dire “confusione tra assetto amministrativo e assetto linguistico”; la burocrazia non c’entra niente, invece la conformazione amministrativa, soprattutto in tempi più remoti, sì; essa dava la sua impronta alla circolazione o non circolazione delle persone (e dunque alla rete di comunicazione e di interscambi linguistici), e infatti aree dialettali possono coincidere grosso modo con antiche aree amministrative o diocesane. Per non dire che certe aree amministrative si potevano costituire sopra aree etno-linguistiche. Inoltre, la conformazione amministrativa poteva determinare una certa visione/suddivisione da parte dei parlanti, più o meno corretta, su larga scala, della variazione linguistica. E allora? Comunque, come una rondine non fa primavera, 200 parole scelte a caso non fanno lingua: si tratta di un campione di lingua, ridotto per ragioni tecniche, costituito in un certo modo (da esplicitare),da dove si può generalizzare con la dovuta cautela. E quindi siamo di nuovo nell’ambito delle approssimazioni, necessarie ed inevitabili.

    • Ripeto: lei confonde la burocrazia, che non è un assetto amministrativo, ma una condizione esistenziale, con la linguistica, che è, o dovrebbe essere, una scienza. Mi dica dove passa il confine tra “logurorese” e “campidanese” e in base a quali criteri lei traccia questo confine, e poi ne riparliamo. Possibilmente in maniera seria.

  8. Oh Max, ma quante volte te lo devo dire che non devi perdere tempo con tutti! Ma lo capisci che questo chiede di tracciare un confine linguistico?! Ma mandalo in Italia a cercare i confini fra i dialetti settentrionali e quelli centro-meridionali! O prova a fargli leggere qualcosa di Bottiglioni, che non era un fulmine ma scriveva abbastanza chiaro, cosi’ forse capisce perché parlavamo di “aree grige” e cose del genere.

  9. Dove finisce il mare e inizia la spiaggia?

  10. Podides abbarrare seguros chi sa partzidura amministrativa intre Cabu de Susu e Cabu de Giosso no nche l’ant fata cun s’idea de sighire diferèntzias linguìsticas… ma petzi pro sos bisòngios de sos aragonesos e de sos ispagnolos de guvernare cust’ìsula. E difatis fiat nàschida in su 1300 partzende su “Cabu de Càlaris e Gaddura” dae su “Cabu de Tàtari e Logudoro”. Una classificatzione de su sardu partzidu in duos, giai si podet fàghere… ma petzi si ischimus chi est una partzidura arbitrària e cunventzionale… Ma sa chistione est: pro ite? a ite servit? E diat èssere giustu a tzerriare “campidanesu” totu su sardu de su Cabu de Giosso? pro ite Porru at iscritu una grammàtica de su sardu “meridionale” e non de su sardu “campidanesu”? S’esèmpiu de su “sardu” comente macro-limba astrata non mi paret meda tzentradu… cussa partzidura la faghimus pro fortza ca chene custa classificatzione non benit bene a istudiare e mancu a cunsiderare s’argumentu. Su “campidanesu” imbetzes no est un’astratzione netzessària.

  11. Bene, ora arriva qualcuno a dirci cosa è necessario e cosa no. Direttive dall’alto: evitare di usare il termine ‘campidanese’. Così, se la cosa non si nomina, non esiste. Più la si gratta via, più Brecht 1934:
    http://www.marxists.org/italiano/brecht/scritta.htm

    • Il campidanese–o meglio i campidanesi–è il sardo del campidano, non quello della Sardegna meridionale. Il mio, per esempio, è maurreddinu di Iglesias, molto diverso dal campidanese. Smettiamola di imbrogliare le carte. Sono gli stessi parlanti che non si riconoscono nella suddivisione operata dai linguisti italiani di Sardegna e affini. Lo ammette perfino Marinella Lörinczi!

    • Apo iscritu chi est una classificatzione chi “no est netzessària”, non chi non siat legìtima (e galu prus pagu apo naradu chi non la podes fàghere)… pensa tue, chi b’at fintzas linguìstas chi ant iscritu chi esistit una macrovariante chi si diat tzerriare “nugoresu”… custu est unu sèberu legìtimu pro cunsiderare totu is faeddadas chi ant mantesu de prus is fonemas latinos: ma custu non bolet nàrrere chi siat fintzas unu sèberu ùtile! Totu sos chi su sardu lu faeddant, in Nùgoro comente in totu is biddas chi bi sunt in cussa zona, ischint chi su nugoresu est su limbàgiu de sa bidda de Nùgoro ebbia. No at peruna utilidade pràtica cunsiderare sa macro-variante “nugoresu”! Est ùtile imbetzes nàrrere chi b’est su nugoresu, su bitzichesu, su orunesu, su lugulesu, su lodeinu, su thiniscolesu, s’oroseinu, s’irgolesu, su durgalesu, su mamujadinu, s’ulianesu, s’orgolesu, su fonnesu, su gavoesu, s’oranesu, etc, etc, etc. Imbetzes “sa limba sarda” est una astratzione ùtile ca chene impreare custa categoria non benit bene a cunsiderare, impreare e amparare totu is limbàgios sardos. Apo chircadu de ispiegare cun is paràulas prus fàtziles su chi fia narende… si non bi la faghes a lu cumprèndere, penso chi tue apas carchi problema.🙂

  12. ecco! quasi quasi preferisco le discussioni con i morti, sono più civili e educate.

  13. E allora cosa aspetta a raggiungerli?

  14. Vede, caro Bolognesi, questo stile, Suo e di altri, che soltanto turandosi il naso si può chiamare goliardico, ha nociuto a tutta la faccenda ’emancipativa’ più di quello che Lei e gli altri possiate immaginare. La lingua serve per trasmettere contenuti, idee, significati, diretti, metaforici o impliciti e allusivi. Quello che voi avete trasmesso, a parte le rozze insipienze e presunzioni di certuni, è il totale, brutale e altezzoso disprezzo per quelli che osano o vogliono sentirsi sardi o anche non sardi, oppure sia sì sia no, comunque in modo diverso da come intendete voi secondo una ideologia vetusta che ha fatto il suo tempo. Per non parlare della totale incapacità divulgativa e di coinvolgimento. Per non parlare dei fondi regionali spesi male. L’ultima è la pubblicità a Videolina in LSC o affine, che non interessa proprio nessuno coi tempi che corrono. Questo se la faccenda della lingua va intesa come seria. Se invece è il gioco delle torte in faccia, togliamo di mezzo il sardo, il gallurese, l’algherese, il tabarchino, l’italiano, che sono cose serie, e scambiamoci le ricette delle torte.

    • Cosa vuole che le dica? Lei si nasconde dietro uno pseudonimo e insulta in punta di forchetta quanto e peggio di quanto non faccia io in maniera aperta e onesta, quando, semplicemente, non calunnia perfidamente.
      Lei è contenta di se stessa? Bonu prou ddi fatzat!

  15. Volevo solo salutarti, ciau mi!

  16. iiih, e cosa ti sei capito? salutarti per oggi, che era qualche giorno che non mi facevo vivo, ma già torno, tranquillo!😉

  17. wagner aveva ragione. il campidanese ha meno dialetti del logudorese o comunque si somigliano di più fra loro i dialetti campidanesi di quelli logudoresi..

    • Il ragionamento di Wagner è perfettamente circolare, fatto per aver sempre ragione. Se non si definiscono “logudorese” e “campidanese” in modo preciso, Wagner ha sempre ragione. E una teoria che non può essere falsificata non è una teoria scientifica. Popper docet. Punto.

    • Est berus chi s’assimbìgiant meda de prus is limbàgios de sa sardigna de giosso chi non is limbàgios de sa Sardigna de susu… Regordamus chi su logudoresu de sa poesia, fumentzas si dd’ant impreadu in totu sa Sardigna comente limba literària (in Campidanu puru), no at influentziadu is àteros limbàgios faeddados.
      Su casteddaju est sèculos chi est cambiende is faeddadas chi nche at acanta.
      Pro custa rexone pentzo ca est prus probàbile una uniformatzione de sa limba faeddada cun su dòpiu standard (perdende meda de sa richesa linguìstica sarda), chi non cun sa LSC.

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