Masochismi turritani

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Non sono carini?

“Il fatto è che, per i massimalisti, l’affermazione che all’Università il sardo non può essere utilizzato per insegnare qualsiasi materia (la fisica, la matematica, la biologia) suona come un pregiudizio ideologico e non come la pura e semplice verità: diversi sistemi linguistici hanno diverse possibilità, egualmente importanti, ma differenti, cosa che non significa negare universalità anche alla più “piccola’ delle lingue minoritarie, bensì prender atto di diverse possibilità e modalità di esprimerla. ” (Eugenia Tognotti)

Questa signora chiama l’italiano “lingua nazionale”.

È cioè una nazionalista italiana–per carità, tutto lecito!–che però in base alla sua ideologia pretende di negare al sardo la dignità di lingua normale.

Il nazionalismo bugiardo e/o ignorante che si riempe la bocca di menzogne spudorate e altisonanti: “pura e semplice verità”.

Eugenia Tognotti ignora o pretende di ignorare o vuole che i suoi lettori ignorino che in sardo si scrive e si parla già di fisica, di linguistica, di economia.

I miei lettori queste cose le sanno già e allora lasciamo la dolce Eugenia alle sue favole, ma è meglio ricordarle l’avvertimento che le diedero i Pink Floyd: http://www.youtube.com/watch?v=tMpGdG27K9o

“Esiste qui a Sassari una tradizione decennale di studi di linguistica sarda, e materie come la storia, l’antropologia, l’archeologia, l’epigrafia hanno contribuito in questi anni ad aprire nuovi orizzonti. Con il Progetto di formazione ‘Il Sardo a scuola’ per gli insegnanti, approvato di recente dall’Assessorato alla cultura, si prepara a svolgere un ruolo insostituibile nel creare le condizioni migliori per lo studio del sardo nella scuola.”

Eugenia Tognotti ci sta raccontando che la sua organizzazione, è riuscita a farsi garantire dall’assessore Milia una barca di soldi per tenere is suoi corsi di Botanica vegetale della Sardegna e Immoralità morale dei docenti turritanihttp://www.sotziulimbasarda.net/agosto2008/BOLORESURSAS.htm

Siamo in piena campagna elettorale e l’Università di Sassari si prepara a svolgere il suo ruolo insostituibile a favore dell’assessore sassarese.

Naturalmente i corsi saranno tenuti nella lingua nazionale della signora Tognotti, visto che i docenti turritani si sono guardati bene dall’imparare il sardo.

Finalmente sono riusciti nel loro intento: farsi pagare per non fare il proprio dovere.

Era una questione di principio!

Come la grazia a Berlusconi.

Sennò che Italiani sarebbero?

http://www.formaparis.com/blog/luniversit%C3%A0-e-la-limba-non-siamo-certo-allanno-zero

Ma ieri abbiamo assistito anche ai gorgheggi ermetici dell’altro membro del Duo Lescano: Dino Manca

“La nostra Isola non è la Catalogna. Non esistono modelli preconfezionati, validi per ogni realtà: la Sardegna con la sua ricchissima articolazione linguistica e culturale merita un modello che nasca dall’interno, democratico, aperto alle proposte, che si costruisca con gradualità attraverso il dialogo con la società civile e con tutte le istituzioni accademiche e culturali. Da qui dobbiamo ripartire per costruire una “terza via” dell’identità veicolata da più lingue e più codici (letterari, artistici, musicali, teatrali, architettonici), riferibile a tutti gli abitanti dell’Isola. E da qui, nel rispetto della complessità e di tutte le diversità, dobbiamo ripartire per costruire, da protagonisti e da nuovi artefici, il nostro futuro. Nel quadro della competizione, del libero gioco della cultura e della ricerca, occorre puntare, in prima istanza, a fare dei sardi i produttori, i destinatari e i consumatori privilegiati del proprio variegato patrimonio linguistico, culturale e ambientale.”

Manca suggerisce qui che la strada seguita finora sia stata quella del monolinguismo in sardo: “La nostra Isola non è la Catalogna.”

Ovviamente non può dirlo in modo chiaro, visto che si tratta di un’altra menzogna colossale, e allora scrive in modo criptico, come rilevato da diverse persone.

Quello che Manca non dice e non può dire è che a minacciare le lingue della Sardegna–tutte le lingue–è la lingua nazionale della Tognotti.

È l’italiano che sta togliendo spazio al sardo, al gallurese, al catalano di Alghero, al tabarkino.

Altro che balle!

Il sardo deve ancora lottare per conquistare i suoi spazi di normalità, come quello di essere usato come lingua veicolare nelle università.

È proprio vero: “La nostra Isola non è la Catalogna.”

E non lo è perché una borghesia coloniale e compradora ancora si oppone all’uso normale del sardo.

Una borghesia degnamente espressa dalla pochezza dei suoi intellettuali.

Manca farnetica: “No dunque al perpetuarsi dell’identità coloniale eterodiretta e no, però, anche al nativismo nostalgico, inteso come reinvenzione di una identità statica, antistorica, artificiale, monolingue, legata a una concezione pericolosa ed esclusivista che cerca nel codice genetico la prova della propria e altrui sardità. ”

Conoscete qualcuno che voglia il monolinguismo in sardo?

Se sí, segnalatelo!

Conosco molti, invece, che vogliono il monolinguismo in italiano: i docenti dell’università di Sassari, che si rifiutano di tenere i corsi di formazione degli insegnanti ANCHE in sardo.

Manca mendica il dialogo del movimento per la lingua/società civile con “le istituzioni accademiche e culturali”.

Masochisti!

Come possono pretendere rispetto se si vantano di essere riusciti a farsi foraggiare i corsi monolingui in italiano?

Hanno avuto tutto il tempo del mondo per prepararsi a tenere anche i corsi in sardo e si sono sempre rifiutati, reclamando invece il proprio diritto a violare le direttive regionali e al monolinguismo isterico in italiano.

Adesso sono riusciti a convincere il loro concittadino a mollare il malloppo.

Con quei soldi non si compreranno il nostro rispetto.

11 Comments to “Masochismi turritani”

  1. Ieri avevo in mente una replica per Manca..ma poi considerando proprio la cripticità del suo messaggio (tra l’altro incoerente) mi sono astenuto: neppure un terzo dei lettori de La Nuova lo avranno capito e quindi era inoffensivo.

  2. Ancora con la questione del dialetto sardo?
    Proprio di recente è stato pubblicatouno studio che dice che il bilinguismo ritarda lo sviluppo dell’intelligenza.

  3. Oh Momoti ma aundi ddas ligia custa c……a manna manna! Liggiti is studius de sa Professoressa Sorace, ma craru no sceti de issa, de s’Universidadi de Edinburgu e poi ndi torraus a chistionai……….seriamenti, craru!

  4. Ce’, o Robè, mi hai commosso, dopo Gramsci sei il più grande intellettuale sardo degli ultimi due secoli. Tanto di cappella!

  5. Abbi pazienza, mi sono confuso: tanto di cappello!

  6. A me mi chiamavano Gramsci, per la testa.

  7. Uelà mister Melanzano, certo che sei un bel tipo: ma quando avevi un’erezione ti dovevano fare una trasfusione perche’ tutto il sangue defluiva nelle parti basse?

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