Incubi

027

 

Oggi mi sono alzato anche più presto del solito.

Non avevo più voglia di riaddomentarmi.

Ero tutta la notte a incubi.

Ho passato la notte a cercare di salvare Edith.

L’unico che mi ricordo era un trafficante cinese che l’aveva rapita da ragazzina e ora la reclamava.

A un certo punto mi sono ritrovato con una bomba a mano in mano, senza sapere se la sicura fosse già stata strappata.

Mi sono svegliato.

Poi mi sono riaddormentato verso un altro pericolo, ma ho dimenticato quale.

Ieri notte ho smesso di tradurre alle dieci, quando stavo nuovamente cominciando a incazzarmi con Nanni Falconi.

Sono arrivato al punto in cui incomincia la strage, la fine di Orioli.

L’incubo di Niarola è diventato il mio incubo, ma molto più casereccio.

Mitza è rientrata alle 22.07, praticamente puntuale.

Ieri, per la prima volta mi ha lasciato cenare da solo.

È uscita con il fidanzatino.

Loro sono andati al cinema e poi hanno mangiato shushi, anche se a lui non piace.

Spero che Mitza abbia imparato da Edith come si fa, e non da Karijn.

Io avevo messo su il brodo–avevo della carne di capra nel congelatore–che le piace molto, ma Mitza, quando ha finito i compiti, mi ha detto che usciva con Hibbe.

Non mi ricordo nemmeno se mi ha chiesto se poteva.

È giusto così.

Ho mangiato davanti al computer e poi ho ripreso a tradurre.

Sto per finire e non vedo l’ora di finire.

Spero che gli Italiani scoprano il lavoro di Nanni, anche se contemporaneamente questo significherebbe che ce lo portano via.

Ma Nanni non è Kelledda.

Nanni è uno scrittore vero ed è uno scrittore sardo vero.

Comunque ho preparato il piano B.

Appena ho finito la traduzione in italiano propongo a una mia amica molto brava di tradurlo in olandese, poi vediamo quello che succede.

Conosco anche un’editrice e la caporedattrice della sezione libri di uno dei giornali importanti.

Gli proporrò il libro.

Alexandra l’ha già tradotto in tedesco.

Con un po’ di fortuna riusciremo ad aggirare l’Italia.

Non riusciranno a mangiarselo.

 

Se vuoi far crescere il numero di visite al blog, basta fare polemica contro dei Sardi conosciuti.

Oppure cazzeggiare facendo un po’ di non-letteratura per guardoni per bene.

Se vuoi vederle scendere, basta scrivere di dispersione scolastica e di quel 30%  di ragazzi sardi che non hanno un futuro.

Solo Maninchedda, in questi giorni successivi alla pubblicazione della ricerca dell’Unione Sarda, ha scritto qualcosa: “la crisi drammatica della scuola e dell’università”.

Restando al titolo del suo articolo: “Paolo, sei stitico? Prenditi la dolce Euchessina!

http://www.sardegnaeliberta.it/la-pancia-sta-al-water-come-il-cervello-al-sogno/

 

One Comment to “Incubi”

  1. Fia comintzende a timire chi fia deo chi ti faghia benner sos mascatzos😉

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