Nanni Falconi e i redentori falliti

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Mettiamoli pure in fila i nostri eroi non violenti, i nostri “redentori”.

Cominciamo pure da Gesù di Nazareth, tanto, abbiamo voglia di negarlo!

Gandhi non può mancare, ovviamente.

E Martin Luther King, dove lo lasciamo?

E, last but not least, Nelson Mandela.

Tutta gente che ha liberato se stessa dal male, dalla violenza, ma che non è riuscita a fermare né il male, né la violenza al di fuori di se stessa.

Tutti morti ammazzati, tranne Mandela, che siamo riusciti a salvare tutti insieme.

Questi redentori, se andiamo a vedere, si sono liberati dal male, allo stesso modo di come una lucertola minacciata si libera dalla coda.

La coda continua ad agitarsi per molto tempo, anche se staccata dal corpo.

Pensate a Mandela: ha salvato la propria anima, ha salvato le nostre coscienze di occidentali, ma non ha salvato il suo popolo dalla miseria e dall’apartheid economico.

Il male vive di vita propria, usa gli uomini per riprodursi e gli uomini, dal canto loro, fanno quello che possono.

Alla schiera di questi redentori buoni solo a redimere se stessi,  e soltanto attraverso il  sacrificio di se stessi, possiamo aggiungere Bachis Serra: il “buono” di Su cuadorzu.

Nanni Falconi fa i conti con il culto cristiano e post-cristiano della vittima: quello che è stato esibito spudoratamente ai funerali di Mandela, tanto per capirci. Cercatevi in Sardegnablogger il commento di Marco Zurru, dopo la morte di Mandela.

Bachis Serra porge sempre l’altra guancia–almeno così crede lui–ma il mondo di persone in carne ed ossa, intorno a lui, interpreta il suo gesto come il porgere del culo.

La non-violenza di chi non conosce le cose del mondo, di chi non ha imparato a convivere con il male che è dentro ciascuno di noi, serve solo a essere ricordati come “santi” dai pochi sopravvissuti.

Il mondo è degli uomini che fanno quello che possono, un po’ alla volta, con tanta pazienza, ma senza negare di avere, anch’essi, il male dentro di sé e che il male lo usano, all’occorrenza, per farsi rispettare.

Il mondo è di Pedru Soro, il vero eroe del libro.

Di Bachis Serra è il regno dei cieli.

Per Chicheddu Serra e tutti gli altri di Orioli, c’è solo l’inferno in terra.

A proposito, dov’è Orioli?

 

 

 

 

4 Comments to “Nanni Falconi e i redentori falliti”

  1. No isco ite at pensadu Nanni, pro me benit dae oriolu chi in su logudoro est s’italianu preoccupazione, orioladu preoccupato.

  2. Bachis.. bociadu🙂

  3. Benit male a faeddare de sos libros chi s’iscrient, e pro a mie de “su cuadorzu”, benit prus male puru. Est comente a cherrer ispiegare mègius una poesia. Neune bos l’at a ischire ispiegare prus bene, ca solu in cussa fromma iscrita issa s’ispiegat.

  4. Grascias pro su chi as nadu, Nanni; mi dispiaghet si ti appo fortzadu, mancari chene lu cherrere. Ti fatto sos menzus augurios, pro a tie e pro su libru. Deus ti lu paghede.

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