La dispersione scolastica e la poesia

Non sono io il monomaniaco: siete voi gli indifferenti!

Bolognesu: in sardu

470-2

Non mi è mai capitato di sentirmi dire di un post sulla dispersione scolastica che fosse “poetico”.

O che 41 altri bloggers cliccassero il loro “like”.

Eppure sempre di naufragi si tratta, sempre di futuri spezzati.

Ma è anche vero che prima dell’ultima tragedia di Lampedusa, la stessa sorte toccava ai migranti che annegavano in modo non metaforico.

Forse questa volta è stata aperta una breccia nel muro dell’indifferenza: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/04/naufragio-di-lampedusa-ha-cambiato-modo-di-raccontare-queste-tragedie/733151/

Lo so che sto quasi bestemmiando, lo so.

Ma anche in questo caso–quello dei ragazzi che lasciano la scuola senza un titolo di studio e vengono mutilati del loro futuro–si tratta di rompere il muro di gomma dell’indifferenza.

Anche questo è uno scandalo, una tragedia: “Siamo lontani dai parametri europei. La Strategia Europa 2020 punta a scendere sotto il  10% di dispersione scolastica entro il 2020: il dato italiano del 2012 si attesta al 17,6%, a  fronte di una media…

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2 Comments to “La dispersione scolastica e la poesia”

  1. cussu logu de sa fotogràfia mi parit de ddu connosci…ita bidda est?

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