Lunedì me ne voglio ridere

Rocco_Siffredi_02

Lui è rientrato a casa dal lavoro.

Apre la porta e sente sua moglie urlare e mugolare.

Le voci vengono dalla camera da letto.

Corre spaventato e spalanca la porta.

Sua moglie sta concedendo l’intimità posteriore (cit. Amarcord + Chinatown) a Rocco.

Furibondo lui corre in strada e comincia a urlare a tutto il vicinato che sua moglie è una bagassa, pervertita e che con lei è finita: DIVORZIO!

Lei si infila la vestaglia e corre anche lei in strada e comincia a raccontare, con una voce da banditore comunale, che la sua lelledda si misura a millimetri, e racconta delle eiaculazioni precoci dei primi anni e delle erezioni a singhiozzo degli ultimi anni: DIVORZIO!

Vanno avanti per settimane, mesi.

Lui ormai parla di lei soltanto in termini di “culo sfondato”.

Lei si riferisce a lui come “la minca morta”.

Poi arriva la mail: lo zio prete le ha lasciato 15.000.000 (quindici milioni) di Euro in eredità.

Ma con una clausola: che lei viva da buona cattolica.

Niente aborto e niente divorzio.

Lunedì me ne voglio ridere, me ne voglio, di lui e di lei.

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