Il coro silenzioso

816-3-2

Vito Biolchini scrive del silenzio seguito alle elezioni: Sardegna, a ciascuno il suo silenzio (Pigliaru non spiega: almeno ascolterà?)

Io sono uno di quelli che da allora tacciono in coro.

Non per delusione, visto che non mi sono mai illuso sull’italofono Pigliaru e sui sovranisti, ex-indipendentisti che mai nulla hanno fatto per la lingua, o che addirittura hanno teorizzato l’italiano come lingua nazionale.

Sulla politica dico soltanto quello che ho sempre detto: fino a quando i partiti e movimenti sardi si presenteranno divisi, non ci sarà da attendersi nulla. Kelledda e Progres hanno fatto flop; i duri e puri del Fronte Indipendentista Unidu non sono andati oltre la testimonianza della loro purezza e durezza, ma avrebbero avuto il mio voto se fossi stato in Sardegna; i sovranisti si sono presentati per aiutare il PD a perdere meno di Cappellacci e hanno esaurito il loro ruolo: non credo che sentiremo più nulla da loro.

Io taccio perché ho altro da fare e perché sto pensando ad altro.

Ci sarebbe da scrivere il manuale di scrittura e pronuncia del sardo, ma non ne ho voglia. Non ho voglia di faticare ancora gratis per un popolo che non è disposto a pretendere i propri diritti linguistici dalla politica, ma si aspetta che il lavoro che non viene fatto da chi è lautamente pagato, nelle università italiane di Sardegna, venga fatto da volontari.

Accontentatevi delle etimologie degli accademici e accontentatevi di quello che fanno gli “eroi della limba”, quelli che la linguistica non la conoscono ma vogliono passare alla storia.

Io tornerò a scrivere di lingua quando ne avrò di nuovo voglia.

La mia parte l’ho già fatta abbondantemente.

2 Comments to “Il coro silenzioso”

  1. Non sono d’accordo. Certo, non abbiamo preso consiglieri, però abbiamo aggregato il 10% dell’elettorato su una proposta chiaramente non dipendentista e anche del tutto chiara sul sardo. Se questo è un flop… Personalmente lo considero un risultato migliore rispetto a quello di dover piazzare un assessore o un consigliere senza voti, e quindi di risultare dipendenti nelle scelte politiche. Di ridursi a un mero strumento o una mera foglia di fico nelle mani della castixedda e della nomenklaturedda, anche baronale.
    Sei depresso perché non hai fatto il tuo dovere, come tanti, per pura mancanza di un’analisi meno tossica e leninista di quella che hai sviluppato. Adesso siete punto e daccapo, e non riuscite a spiegarvi perché. Noi siamo incasinati, ma non oppressi come voi che avete puntato su Pigliaru o sul FIU.

  2. “ma non oppressi come voi che avete puntato su Pigliaru o sul FIU”
    Ah, adesso sarebbe la stessa cosa? E su che base? Il FIU aveva un programma nettamente superiore al vostro.
    “non hai fatto il tuo dovere” il nostro dovere era votare il migliore, che in questo caso non eravate voi. O cos’è, stiamo tirando furori il “voto utile”, adesso?

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