La LSC e i Testimoni di Geova

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Dai commenti che arrivano alla proposta del Comitadu Bilinguismu Democraticu si intravede un sordo (e anonimo) rancore nei miei confronti.

Qualcuno arriva addirittura a indicarmi come regista occulto del Comitadu.

Altri minacciano Alexandra Porcu augurandole di fare la  mia fine (sic!)

Altri ancora mi rimproverano di aver insultato mezzo mondo: vero, e allora?

Quello che non mi viene rimproverato apertamente è l’essermi allontanato dall’interpretazione corrainese della LSC, quando questa mi è diventata chiara e quando è diventato chiaro che la sua interpretazione veniva spacciata come quella ufficiale.

Corraine stava sfacciatamente imbrogliando le carte, con il benestare dell’Uffitziu de sa Limba.

E imperversava con le interpretazioni più sguaiate e ignoranti per dare le preferenze alle forme settentrionali e stava addirittura cercando di imporre un a standardizzazione del lessico, esplicitamente esclusa dalla delibera di istituzione della LSC.

Mi avete mai scopèrto ad attaccare la LSC?

Io ne ho sempre criticato i limiti e ho da subito fatto le mie proposte per superarli e sempre apertamente, fin da Paulilatino.

Le mie proposte sono state ignorate sia dai sostenitori della LSC, versione corrainese, sia dai suoi oppositori.

Adesso gli amici di Corraine  mi dipingono come un traditore della patria, perché ho denunciato il loro colpo di stato strisciante, mentre gli altri solo adesso si accorgono che esiste una mia proposta di miglioramento della LSC.

Gli uni mi trattano come un apostata–mentre i traditori sono loro–gli altri hanno scoperto l’acqua calda: è possibile una normalizzazione democratica del sardo scritto.

Esiste una pubblicazione a mio nome con quel titolo che risale al 2002!

Nella discussione seguita al’articolo di Biolchini, di tutto si parla tranne–quasi–di proposte concrete.

Siamo al solito scontro tra bande, tra sette contrapposte.

Ecco, cominciassero a spiegare cosa non gli va bene e cosa gli va bene della mia proposta.

Né i Testimoni di Corraine l’hanno mai fatto, né i loro nemici.

Mi fate ridere entrambi.

Io continuo a farmi i cazzi miei: quest’anno ho pubblicato il mio libro “Le identità linguistiche dei Sardi”, ho tradotto “Su cuadorzu”, ho scritto un romanzo e adesso sto traducendo “Sa gianna tancada”.

Non so quanta energia abbia Alexandra Porcu, ma la mia non mi sembra proprio una brutta fine!

17 Comments to “La LSC e i Testimoni di Geova”

  1. Non sunu traballande pro tue ma pro Blasco, ses un’illusu

  2. Ciao. Questo è vero solo in parte. Ti ho scritto più di una volta nel tuo blog cosa mi piacce dei tuoi emendamenti e cosa invece ritengo difficile da realizzare… e non mi hai mai risposto a queste domande. Io sono sempre anche stata del parere che si debba seguire il documento LSC così come è stato pensato e l’ho scritto anche nel mio blog.

    A parte questo, non ho neanche mai escluso la possibilità di uno standard a due norme. Ne ho discusso molto con Oreste, Ivo e Perdu e altri che non è facile far capire che due norme non sono due lingue (almeno secondo me non è così). Certamente anche questa soluzione porterebbe qualche difficoltà con se, come ogni altra proposta.

    Quando scrissi nel tuo blog che secondo me, la soluzione sarebbe un comitato per migliorare la LSC, coinvolgendo anche il nostro gruppo, giovani, insegnanti, scrittori e più donne… mi hai preso in giro dicendo che mancano solo gay e afroamericani. Per ciò, non far finta che nessuno di noi ti abbia cagato negli ultimi anni perché non corrisponde alla realtà.

    Per il resto, Bachis… noi non lavoriamo per Blasco… non per Roberto e neanche per qualsiasi altra persona. Siamo signole persone giovani che hanno solo lo scopo di diffondere la lingua sarda in maniera democratica. Abbiamo diverse opinioni, ma ci ascoltiamo uno all’altro, ciò che è mancato negli ultimi anni da parte delle persone che avrebbero dovuto ascoltare e reagire.

    Ps… ne ho ancora energia… e sono testarda… non voglio imporre niente a nessuno, ma ripeto le parole di un mio amico:

    senza giustizia, non ci sarà armonia.

    si bieus.

    • Ti prendo ancora in giro se mi parli di standard nato dal basso. Ne parlano da sempre tutti quelli che lo standard non lo vogliono. E sto ancora aspettando di capire perché la mia proposta non va bene

  3. Con “nato dal basso” intendo che saranno i parlanti a decidere quale grafia vogliono e intanto la modificheranno loro alla fine così come succede ovunque.

    Ma, so che alcuni Comuni sardi (meridionali) si sono opposti alla LSC e hanno persino mandato delle lettere a Pepi, spiegando che trovano questa proposta troppo lontana dal loro parlato. Ci sarà un motivo?! Infatti, nolens volens, alcuni Comuni come Sinnai, Muravera, Mara ecc. stanno sperimentando altri standard che gli stanno meglio. Un motivo ci sarà? Non lo fanno perché non vogliono uno standard e perché non vogliono il sardo. Lo fanno perché non gli va bene quello standard, la LSC così come’è adesso.

    Io in Sardegna ho parlato con tanti insegnanti che vogliono insegnare il sardo e lo stanno già facendo. Tanti di loro si sono lamentati che il FILS non è stato fatto bene. Nessuno gli ha dato strumenti didattici per insegnare il sardo (scusa se lo dico, tranne Blasco che fa seminari anche per gente del nord, senza imporre niente a nessuno). Il FILS invece viveva da interventi di Corraine, Virdis e Puddu… e spaciau. Così stanno andando le cose.

    La tua proposta può andare bene. Ritengo difficile introdurre un grafema come la -k-, anche se nei messaggini dei giovani si sta facendo avanti…

    anche la -X- in “faxer” cambierebbe la pronuncia… opterei per faer semmai… ma così non risolviamo il problema della scescia… non vedo perché -gh- e -x- non possono coesistere così come nella LSC coesistono ddu/dda – lu/la? Intanto è già così se vediamo come scrive la gente in internet.

    Invece credo che sia un ottima soluzione togliere tutte le prostetiche. basta… bogai arr-, ma anche i-

    custu est democràticu…

    Ora non mi ricordo a memoria quale altre proposte hai fatto… ma vanno analizzate una dopo l’altra e anche altre proposte. Parliamone anche del -dh- e se si decide che non si vuole, Mario Pudhu una volta per tutte lo dovrà capire… E può darsi che qualcun emendamento tuo va bene e un altro no. Ma non sarai tu e neanche Becciu a deciderlo.

    Qui ci vuole una conferenza di esperti che avranno solo il compito di emendare la LSC, di migliorare e arricchire la LSC, così come lo dice il documento che avete firmato… e qui, eja, dovremo anche prendere in considerazione le Arregulas e le proposte fatte da Oreste e altri e se alla fine si deve aprire molto lo standard… va bene così… arriviamo a quello che è veramente una Gemeinsprache, una Lingua Comune.

    Sarà così difficile?

    Per me, personalmente per esempio è uno scandalo che sia scomparso la J- in posizione inziale con la LSC. a me è sempre piaciuto vedere scritto: jaju, jossu e jogu…

    si parte da lì e poi, il resto lo faranno i parlanti e la prossima generazione.

    Seu de acordiu… sighiri a gherrai no portat a setiu… gei seus pagus e puru in d-una cuntierra chi no acabat prus.

    • “Con “nato dal basso” intendo che saranno i parlanti a decidere quale grafia vogliono e intanto la modificheranno loro alla fine così come succede ovunque.” |Ovunque? Mai successo nella storia. Fine discussione

  4. No! Luther candu at torrau sa bibbia in tedescu… su prus mannu pensamentu ca nci at postu est stetiu:

    “Den Leuten auf Maul schauen” chi bolit nai: “Castiai sa buca de sa genti!”🙂

    • A sa genti immoi ndi scit de fonologia e de comenti fait a scriri medas dialetus a una manera! Ma acabba-mi-dda!

      • No… perou no si depit biri totu sceti cumenti linguista. Totu su chi naras tui est berus… ma sceti in d-unu mundu perfetu… o de scientzia… imbecis su mundu no est perfetu e deu no seu Chomskyiana… po mei no esistit sa lingua afora de sa genti… seu de sa scola de sa linguistica de la ‘parole’ e no de la ‘langue’. Sa genti no depit sciri nudda de inpitzus de sa fonologia po sciri cali manera de scriri andat beni po issus. Robertu… tui dda pensas semperi meda cumenti linguista e fonologo… ma depis pensai cumenti sa genti ca issus depint imperai su standard… no sceti is studiosus… unu sardu de susu no at mai a scriri ‘paxe’ e pronuntziai /pake/ o ateru… e sa genti de su basciu bolit mantenni sa -x- chi in sa LSC est posta cumenti ‘forma locale’ ehhh… sa mitadi de s’ isula… cumenti bolis bessiri de custu carraxu de sa -x- (in d’ unu mundu pagu perfetu)?

  5. Vedi che non rispondi quando uno ti chiede le cose…

    • E cosa vuoi che risponda a una chiaroveggente che sa esattamente quello che faranno i Sardi? Pensavo che sapessi leggere anche nel mio pensiero!

      • Bene! Si dovrebbe sperimentare e poi vediamo!

      • Sperimentare partendo dalle convenzioni grafiche dell’italiano? Le uniche che conosce “la gente”? Con tutta l’ideologia pesudofonetica che le accompagna? Che scemenza.

      • Intendevo… bisogna sperimentare la GSC! O Roberto… ma anche tu prendi a volte aglio per cipolla!

      • Ma senza un corso, sappiamo già come finisce! Bisogna dealfabetizzare e rialfabetizzare la gente

      • Credo che basterebbe spiegare le cose bene. Solo che qui ci si arriva al problema. Visto che soldi non ce ne sono più e visto che con i corsi FILS purtroppo hanno solo fatto cavolate… almeno questo mi è stato detto da parecchi insegnanti che sono andati lì e che hanno solo ascoltato a vari interventi, ma infatti nessuno gli ha dato degli strumenti per insegnare il sardo… infatti spiegando qle relazioni tra fonema e grafema o altre cose basilari. Ti farebbe tenerezza vedere questi insegnanti che stanno già insegnando il sardo e che si cercano e si creano il materiale da soli. Gente molto preparata e intelligente, delusa da questi programmi. Ma… visto che nessuno di noi ha la possibilità di gestire queste cose, dobbiamo mandare avanti tutto senza soldi e nel modo più facile e realizzabile. Dealfabetizzare e poi alfabettizzare… in un mondo perfetto, ottima idea… in questo caso, purtroppo utopico.

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